Festa di Pentecoste-2015

(Gn 11,1-9;   Rm 8,22-27;   Gv 7,37-39)

Duomo di Belluno, sabato 23 maggio 2015

Di Pentecoste hanno continuo bisogno la Chiesa e il mondo. Di Spirito Santo hanno continuo bisogno la Chiesa e il mondo. Nella stupenda Sequenza che abbiamo cantato prima del Vangelo abbiamo cantato: “O Spirito Santo, luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli, perché senza di te nulla è nell’uomo, nulla è senza colpa. Lava ciò che in noi v’è di sporco, bagna ciò che in noi è arido, medica ciò che in noi sanguina. Piega ciò che è rigido, riscalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato”. Spirito Santo, abbiamo bisogno di te! Siamo tanto confusi! siamo tanto smarriti! siamo tanto affaticati! siamo tanto dispersi tra noi, e perduti! “Dacci i tuoi sette doni”, abbiamo chiesto.

Dacci, Spirito Santo, il dono della sapienza, il dono di riconoscere e capire quali siano le cose importanti della vita, le cose che veramente valgono, quelle che non sono da perdere, quelle che vale la pena coltivare e per cui sacrificarsi. Fa’, o Spirito Santo, che non ci sbagliamo, e non consideriamo importante ciò che importante non è, ciò che è solo di un momento, ciò che promette felicità e felicità non dà. Facci saggi, Spirito Santo, facci sapienti della tua sapienza!

Spirito Santo, dacci il dono dell’intelletto, dell’ ‘intus légere’, di saper ‘leggere dentro’ e capire in profondità le cose di Dio, il senso degli avvenimenti, il valore di ciò che abbiamo nelle mani: la vita, il tempo, l’essere figli di Dio, l’essere costruttori di paradiso già da qui sulla terra. Fa’, o Spirito Santo, che non siamo superficiali, fermi all’apparenza, catturati dal luccichio esteriore delle cose e impediti di cogliere davvero il senso del reale.

Spirito Santo, dacci il dono del consiglio, il dono di capire in ogni circostanza ciò che è bene, ciò che è il meglio. Tacere o parlare? intervenire o attendere? acconsentire od opporsi? Capire in ogni circostanza il meglio, l’opportuno, ciò che più giova. Senza questo tuo dono, Spirito Santo, facilmente complichiamo le cose anziché risolverle, facilmente roviniamo anziché aggiustare. Rendici capaci di consiglio, per noi e per i nostri fratelli.

Spirito Santo, dacci il dono della fortezza. Ne abbiamo bisogno, noi che siamo debolezza: debolezza di fronte al bene, di fronte alla tribolazione, alle fatiche, al dolore. Ci occorre fortezza per convertirci davvero, per seguire del tutto il Signore, per combattere il peccato e vivere in santità. Per essere forti come i martiri, come chi non ha paura di morire per la fede e per l’amore a Cristo.

Spirito Santo, dacci il dono della scienza. Con questo dono noi diventiamo capaci di apprezzare come valore tutte le cose, tutte le creature che il Signore ha fatto e, cosa importante, sappiamo vederle come ‘segno’ di Dio, rimando a lui, creature che ci parlano del Creatore. Abbiamo tanto bisogno di questo tuo dono, Spirito Santo, perché facilmente ci lasciamo attrarre, catturare e legare a sé dalle cose; ci fermiamo ad esse e perdiamo di vista il Signore; vediamo solo le cose, e non vediamo più Dio. E delle cose diventiamo servi e schiavi. Vedere tutto come trasparenza di Dio è il prezioso frutto del dono della scienza.

Spirito Santo, dacci il dono della pietà. Il dono della pietà ci fa sentire figli di Dio, appartenenti a lui; non orfani senza un padre, ma figli di un Padre buono, che ci ama, che si prende cura di noi, che ha a cuore il nostro destino nel tempo e nell’eternità. Il dono della pietà è fonte di sicurezza e di pace, di quiete interiore che ci fa vincere ogni paura e ogni insistente devastante preoccupazione. Abbiamo un Padre. Non siamo orfani senza Padre!

Spirito Santo, dacci il dono del santo timor di Dio, dono che ci fa amare così tanto il Signore da farci temere di offenderlo, di disgustarlo, di dargli dispiacere. Questo è il santo timor di Dio: il timore di offendere Dio e di farlo soffrire. Non è la paura di Dio. Questo dono ci tiene lontani dal peccato, ci fa desiderare di compiere in ogni istante ciò che a Dio piace, la sua santa volontà.

“Manda il tuo Spirito, Signore, e la faccia della terra sarà rinnovata”, dice un salmo (Sal 104,30). La faccia della terra, del mondo d’oggi, ma anche la faccia della terra del nostro cuore, ha bisogno di essere rinnovata, di ricevere vita, di ricevere Spirito Santo. Sia la festa di Pentecoste  l’occasione per impegnarci ad invocare di più lo Spirito Santo, per pregarlo di più, per non dimenticarlo in nessun giorno della nostra vita. Avremo i suoi doni.

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