Festa della Santissima Trinità-2015

(Dt 4,32-34. 39-40;   Rm 8,14-17;   Mt 28,16-20)

Duomo di Belluno, sabato 30 maggio 2015

Durante una lezione di teologia uno studente mi chiese: “Prof, perché la Chiesa ha voluto che durante l’anno liturgico ci fosse una domenica dedicata alla Santissima Trinità? Le tre divine Persone sono già ampiamente ricordate e celebrate una ad una; ci sono feste in onore di Cristo: il Natale, la Pasqua, la festa di Cristo re; c’è la festa di Pentecoste che ricorda e celebra lo Spirito Santo; la persona del Padre, poi, è sempre presente sullo sfondo di ogni festa del Figlio e dello Spirito Santo, perché è il Padre che invia il Figlio e lo Spirito Santo. Perché allora una festa che celebri il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo insieme? Perché una festa della Trinità?”

La domanda era interessante e profonda, e ci diede occasione di riflettere su una cosa importante. La cosa importante era questa: “Come è fatto Dio?” Usiamo questa espressione non propriamente teologica, e neanche molto rispettosa di Dio; potremmo meglio dire: “Qual è la natura di Dio?”

Dio è Trinità. Dio non è ‘single’; Dio è Trinità. Per l’Ebraismo e per l’Islam Dio è ‘single’, un’unica persona; per noi, grazie a Gesù che ci ha rivelato Dio e ci ha detto come Dio “sia fatto”, Dio è Trinità: è Padre, Figlio e Spirito Santo; un unico Dio ma esistente in tre Persone.

Ci domandammo in quella lezione: “E’ importante sapere se Dio sia ‘single’ o sia Trinità? Che importanza può avere per noi questo? Quali ricadute?” Ci venne in aiuto il libro della Genesi, là dove Dio, creando l’uomo, disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza” (Gn 1,26). Se l’uomo è fatto ad immagine e a somiglianza di Dio, è importante per l’uomo sapere come Dio sia fatto, perché da come Dio è fatto l’uomo capisce come sia fatto lui stesso.

Dio – ci ha rivelato Gesù –  è Padre, Figlio e Spirito Santo; Dio è Trinità; Dio è famiglia; è comunità e comunione all’interno di sé. Sono tre le divine Persone, ma unico è Dio; Dio è unico perché le tre divine Persone sono così capaci di comunione tra loro da formare, tutte insieme, un’unica realtà. C’è amore, dono di sé, apertura somma e somma ricettività all’interno di ciascuna delle tre Persone della Santissima Trinità, per cui tra loro tutto circola, tutto è condiviso, tutto è di ciascuna e, insieme, tutto è di tutte e tre. Non c’è egoismo, non c’è chiusura, non c’è affermazione superba di sé nelle Persone della Santissima Trinità; non c’è invidia, non c’è competizione, non c’è rivalità. Al contrario, c’è solo amore, dono, desiderio di bene dell’una nei confronti dell’altra.

E’ ad immagine di un Dio così che noi siamo fatti. Se Dio fosse ‘single’, noi ci realizzeremmo e saremmo più ‘noi’, assomiglieremmo più a Dio quanto più affermassimo noi stessi, quanto più ciascuno cercasse di valorizzare la propria personalità, i propri talenti, i propri progetti, il proprio ‘io’ indipendentemente e in autonomia da tutti gli altri; assomiglieremmo così a Dio. Ma siccome Dio è Trinità, è comunità e comunione, noi gli assomigliamo e realizziamo noi stessi nella misura e in proporzione in cui siamo persone di comunione, nella misura in cui siamo persone che sanno fare unità. In vera comunione con Dio è l’uomo aperto alla comunione con i fratelli. Vero uomo realizzato è l’uomo aperto alla comunione con i fratelli.

Allora – osservò quello studente – la nostra immagine e somiglianza con Dio può crescere e diminuire a seconda che noi siamo più o meno uomini di comunione? Non è una realtà ‘statica’ la nostra somiglianza con Dio”. Certamente, concludemmo: “Oggi io posso essere più ad immagine e somiglianza di Dio di ieri se oggi mi sono aperto ai fratelli più di quanto non lo abbia fatto ieri; e d’altra parte oggi io posso essere meno ad immagine e somiglianza di Dio se oggi ho amato meno e mi sono aperto ai fratelli meno di quanto lo abbia fatto ieri”.

La festa della Santissima Trinità, mentre ci presenta la vera natura di Dio, rivela noi a noi stessi, e ci svela il nostro compito: nostro compito è costruire comunità, tessere fratellanza, seminare amore nel mondo; è essere segno vivo ed operante della Trinità. Alla comunione che la Trinità vive in se stessa è chiamata tutta l’umanità, è chiamato ogni uomo e ogni donna. ‘Comunione trinitaria’ è chiamata ad essere ogni famiglia, ogni gruppo e associazione, la Chiesa, il mondo intero. La preghiera alla Santissima Trinità dev’essere perciò continua e incessante: abbiamo bisogno che la comunione vissuta dalla Trinità in cielo scenda e invada la terra.

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