La Pìetas

La prima volta che sentii parlare di ‘pìetas’ fu a scuola negli anni delle Medie. Studiavamo l’Iliade di Omero, poema che racconta in poesia la conquista di Troia da parte dei Greci. Un poema di guerra, fatto di combattimenti e di duelli, di rimbombare di armi, ma cosparso qua e là di gesti di ‘pìetas’. L’insegnante era davvero bravo e tutto interessato a noi, alla nostra crescita e formazione umana. Ricordo che non si lasciava sfuggire episodio di ‘pìetas’ senza sottolinearlo e farcelo notare.

Ci faceva notare la ‘pìetas dei grandi guerrieri greci e troiani, uomini rudi, dal temperamento forte e bellicoso, armati fino ai denti, ma che in cuore avevano una grande devozione e rispetto per gli dèi. “Ecco vedete, ci diceva, una caratteristica propria della ‘pìetas’ è il rispetto, la devozione e la sottomissione agli dèi. ‘Pio’ – continuava – è l’uomo che riconosce un ‘Qualcuno’ al di sopra di sé, un ‘Qualcuno’ da onorare, da rispettare, a cui sottomettersi e a cui obbedire. Voi siete ‘pii’? avete la ‘pìetas’ verso Dio?”, ci chiedeva.

Un episodio, poi, su cui si soffermò molto, commentandolo a lungo, fu la fuga di Enea da Troia in fiamme. I Greci erano riusciti a penetrare in città grazie al famoso ‘cavallo di Troia’ e vi avevano appiccato il fuoco. La città bruciava e non restava che mettersi in salvo fuggendo. Enea aveva un padre anziano e un figlio molto giovane; bisognava fare in fretta. Enea si caricò il padre sulle spalle e prese per mano il figlioletto e fuggì da Troia mettendo in salvo se stesso e loro. L’insegnante ci disse: “Ecco un’altra caratteristica della ‘pìetas’: l’amore ai genitori, l’amore ai figli. Voi, amate i vostri genitori? Obbedite a loro? E i vostri genitori vi vogliono bene? Certamente vi vogliono bene!”

Ancor oggi ringrazio quel mio insegnante di sessant’anni fa che, prendendo lo spunto da un poema non cristiano, mi educò alla ‘pìetas’, valore profondamente cristiano e, prima ancora, umano.

Quanto bisogno c’è anche oggi della ‘pìetas’ verso Dio e della ‘pìetas’ all’interno dei rapporti di famiglia! Come sarebbe diverso il mondo, se nel mondo ci fosse più ‘pìetas’!

In seguito, nei miei studi teologici, ebbi modo di approfondire ‘il dono della pietà’, uno dei sette doni dello Spirito Santo. Il dono della ‘pietà’ è il dono che suscita e rafforza in noi la nostra relazione filiale nei confronti di Dio. “Siamo figli di Dio”, afferma san Paolo; possiamo chiamare Dio ‘abbà, papà’ (Rm 8,15-16). Non siamo orfani, abbiamo un Padre che si prende cura di noi. Abbiamo la grazia di avere Dio stesso come Padre!

Si racconta di san Francesco: un giorno stava facendo strada da Assisi verso Perugia insieme ai suoi frati. I suoi frati scherzavano, ridevano, erano piuttosto dissipati. Francesco cercò di ovviare alla cosa invitandoli a recitare in silenzio il Padre nostro e a meditare su di esso. Dopo una mezz’ora di silenzio e di raccoglimento i frati cominciarono a girare lo sguardo qua e là per la campagna, a dare calci ai sassi che incontravano sulla strada, ad ammiccare tra di loro: avevano terminato la loro meditazione. Francesco invece restava tutto silenzioso e assorto. Ad un certo punto i frati gli chiesero: “Francesco, non hai ancora terminato di meditare? A che punto del Padre nostro sei arrivato?” E Francesco rispose: “Sono ancora alla parola ‘Padre’…”

L’avere Dio come padre è una grazia grandissima; ci dà serenità e fiducia, ci fa sentire in mani buone e amorevoli. Che cosa può accaderci di vero male nelle mani del Padre? Nulla. Noi abbiamo bisogno del dono della ‘pietà’ che ci faccia sentire ‘figli’ e non servi, che ci riscatti dalla paura di Dio, che ci faccia certi che non saremo mai da lui dimenticati. Egli ha detto: “Può forse una donna dimenticarsi del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se una donna se ne dimenticasse, io non ti dimenticherò mai” (Is 49,15).

Il dono della pietà, poi, ci aiuta a vivere da figli di Dio riconoscenti, obbedienti, che gli vogliono bene. Fonte del dono della pietà è lo Spirito Santo; a lui possiamo domandarlo.

‘Pìetas’ umana, pìetas dell’Iliade; ‘pietà’ soprannaturale, pietà dello Spirito Santo. E’ bello possedere tali ricchezze!

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