6a domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)

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(Rm 6,3-11;   Mc 8,1-9)

Belluno, chiesa di s. Pietro, 16 luglio 2017

 

Nutriti da Gesù. La folla di Palestina, quel giorno, fu nutrita dal Signore. Gesù capì che quella gente aveva estremo bisogno di mangiare; agli apostoli disse: “Ho compassione di costoro, perché da tre giorni sono con me e non hanno da mangiare; se li rimando alle loro case digiuni, cadranno per strada”. E a quella gente Gesù provvide il cibo; la nutrì. Già nell’Antico Testamento Dio aveva nutrito il popolo di Israele nel deserto con la manna: ogni giorno nuova manna, e ogni giorno Israele si nutriva di manna.

Nutrirsi è necessario; senza nutrimento ci si indebolisce e si muore. Perché siamo spiritualmente tanto attaccabili da malattie? tanto soggetti a infermità, a turbamenti, a scossoni, a paure, a tentazioni cui non sappiamo resistere? Perché così spesso ci prende la tristezza, l’apatia, lo scoraggiamento, e viviamo poco fiduciosi, poco gioiosi, poco entusiasti?  Perché siamo poco nutriti.

Nel libro dei Proverbi è scritto: “La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne. Ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la tavola. Ha mandato le sue ancelle a proclamare sui punti più alti della città: ‘Chi è inesperto accorra qui!’ A chi è privo di senno essa dice: ‘Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato’” (Pr 9,1-5). Sotto l’immagine di una ricca matrona che abita in una casa signorile, con delle domestiche al suo servizio che ella invia ad invitare le persone a nutrirsi alla sua ricca mensa che ha imbandito, è simboleggiato Dio che chiama, che invita, che vuole nutrire il suo popolo, i suoi figli, ciascuno di noi.

Guardando dentro il nostro cuore e dentro la nostra vita noi vediamo molti difetti, molte debolezze, molte incapacità; troviamo anche vizi e peccati. Cosa fare? E’ da prenderli uno per uno questi vizi e cercare di combatterli? Può essere una strategia; ma forse strategia migliore è nutrirci di più. Più nutriti siamo, più forti diventiamo; più forti diventiamo, più sani saremo. Guariremo dalle nostre malattie spirituali così come un corpo ben nutrito guarisce e ricupera sanità.

Il Signore ci nutre. La Parola di Dio ci nutre; i Sacramenti ci nutrono; la preghiera ci nutre; la lettura spirituale, le vite dei santi, i documenti della Chiesa ci nutrono, i colloqui di fede con i fratelli ci nutrono. Abbiamo la tavola, abbiamo il cibo! Sta a noi stendere la mano ed afferrarlo, portarlo dentro di noi per stare bene, per essere nutriti e irrobustiti. Che leggerezza grave e insensata sarebbe avere il cibo e non cibarsene!

Gesù disse: “Se li rimando alle loro case digiuni, cadranno per strada”. Noi non vogliamo cadere per strada; abbiamo davanti una strada da percorrere che non è sempre facile, non è sempre piana e senza ostacoli. Ci ciberemo di Dio, e con la sua forza percorreremo la nostra strada fino in fondo, con passo spedito e sereno.

don Giovanni Unterberger

 

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