17a domenica del Tempo Ordinario (forma ordinaria)

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(1Re 3,5. 7-12;   Rm 8,28-30;   Mt 13,44-52)

Duomo di Belluno, sabato 29 luglio 2017

 

Il tesoro è Gesù, la perla preziosa è Gesù. Ci sono molti tesori e molte perle preziose nel mondo, ma il tesoro dei tesori e la perla delle perle è Gesù. Non c’è tesoro più ‘tesoro’, e perla più ‘perla’, di lui. Se lo conoscessimo davvero! Gesù disse alla samaritana: “Se tu conoscessi il dono di Dio, e chi è colui che ti sta davanti e ti dice: Dammi da bere!” (Gv 4,10).

Il beato papa Paolo VI il 29 novembre 1970, a Manila, nelle Filippine, ne tessé l’elogio in un’omelia che rimase celebre: “Gesù! Io devo confessare il suo nome: Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivo; Egli è il rivelatore di Dio invisibile, è il primogenito d’ogni creatura, è il fondamento d’ogni cosa; Egli è il Maestro dell’umanità, è il Redentore; Egli è nato, è morto, è risorto per noi; Egli è il centro della storia e del mondo; Egli è Colui che ci conosce e che ci ama; Egli è il compagno e l’amico della nostra vita; Egli è l’uomo del dolore e della speranza; è Colui che deve venire e che deve un giorno essere il nostro giudice e, noi speriamo, la pienezza eterna della nostra esistenza, la nostra felicità. Io non finirei più di parlare di Lui: Egli è la luce, è la verità, anzi: Egli è la via, la verità e la vita; Egli è il Pane, la fonte d’acqua viva per la nostra fame e per la nostra sete; Egli è il Pastore, la nostra guida, il nostro esempio, il nostro conforto, il nostro fratello. Per noi Egli ha parlato, ha compiuto miracoli, ha fondato un regno nuovo, dove i poveri sono beati, dove la pace è principio di convivenza, dove i puri di cuore e i piangenti sono esaltati e consolati, dove quelli che aspirano alla giustizia sono rivendicati, dove i peccatori possono essere perdonati, dove tutti sono fratelli.

Gesù Cristo: voi ne avete sentito parlare; anzi voi siete già suoi, siete cristiani. Ebbene, a voi cristiani io ripeto il suo nome: Gesù Cristo è il principio e la fine; l’alfa e l’omega; Egli è il Re del nuovo mondo; Egli è il segreto della storia; Egli è la chiave dei nostri destini; Egli è il mediatore, il ponte, fra la terra e il cielo; Egli è per antonomasia il Figlio dell’uomo, perché Egli è il Figlio di Dio, eterno, infinito; è il Figlio di Maria, la benedetta fra tutte le donne, sua madre nella carne, e madre nostra”.

“Cristo è la realtà”, dice l’apostolo Paolo (Col 2,17). Cristo è davvero il tesoro, la perla preziosa. Il lavoro dell’uomo, il lavoro dei lavori dell’uomo, è impossessarsi di quel tesoro, di quella perla; è imitare Cristo, cercare di assomigliargli, di conformarvisi. Nella seconda lettura san Paolo ci ha detto che il disegno del Padre è che noi diventiamo “conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli”. Noi tutti, fratelli di Cristo, somiglianti a Cristo, conformi a Cristo nostro fratello maggiore e nostro prototipo; veri ‘cristiani’.

Questo lavoro di conformazione a Cristo ci permetterà di guardare senza paura all’ultima parabola che abbiamo ascoltato, la parabola della rete gettata in mare. Quella rete pesca pesci buoni e pesci cattivi. I pesci buoni vengono tenuti, i cattivi vengono gettati via. Così sarà alla fine del mondo, dice Gesù. Ci sarà un giudizio; saranno salvi coloro che saranno trovati somiglianti a Gesù, andranno perduti coloro che gli saranno trovati difformi.

Ci sono molti tesori e molte perle nel mondo, ma sapienza è cercare e impossessarsi del vero tesoro e della vera perla che vale.

don Giovanni Unterberger

 

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