Commemorazione di tutti i defunti (forma straordinaria)

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(1Cor  15,51-57;   Gv 5,25-29)

Belluno, chiesa di san Pietro, 2 novembre 2018

Un’antica terminologia cristiana parlava di Chiesa militante, Chiesa purgante e Chiesa trionfante. Con l’espressione ‘Chiesa militante’ indicava noi, che ancora siamo in questa vita terrena e ‘militiamo’, combattiamo la buona battaglia che ci condurrà a salvezza in cielo. Con l’espressione ‘Chiesa purgante’ indicava i defunti in purgatorio, che stanno liberandosi da ogni scoria e legame di peccato, per poter entrare in paradiso. E con l’espressione ‘Chiesa trionfante’ indicava i defunti già arrivati alla patria celeste, partecipi in modo definitivo del trionfo di Cristo.

Terminologia antica, ma particolarmente espressiva e ricca di teologia: essa parlava -e parla-  di un’unica Chiesa, di un unico popolo di Dio, vivente in condizioni diverse, ma pur tuttavia unito in se stesso, e comunicante all’interno di sé. Non c’è separazione e iato tra noi e i nostri defunti, tra noi e coloro che sono in purgatorio, tra noi e coloro che sono in paradiso. Siamo un’unica famiglia, in Cristo.

Ieri abbiamo celebrato i Santi, oggi ricordiamo i defunti che sono in purgatorio, e preghiamo per loro. Molto vale la preghiera per la loro anima, ed essi ci chiedono di essere ricordati al Signore. Li possiamo aiutare, ed essi possono aiutare noi. San Nicola da Tolentino, vissuto nel 1200, ebbe varie visioni di anime del purgatorio portate in cielo dalla preghiera, in particolare dalla Messa fatta celebrare per loro, e da opere di carità compiute in loro suffragio. Non dimentichiamo i nostri defunti, e preghiamo anche per le anime dei defunti per cui nessuno prega, e per quelle che possono avere particolare bisogno. Esse certamente non si dimenticheranno di noi, una volta giunte in paradiso al cospetto di Dio.

E cogliamo anche la loro voce, che parla e ci richiama alle cose importanti, alle cose vere, alle cose eterne; a quelle che non dobbiamo perdere e che potranno essere la nostra felicità per sempre in cielo: Dio, la sua legge, la sua amicizia, la sua santa volontà.

don Giovanni Unterberger

 

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