Festa della presentazione di Gesù al tempio

Giovanni Bellini – Presentazione al Tempio – 1460

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(Mal 3,1-4;   Lc 2,22-32)

Belluno, chiesa di s. Pietro, 2 febbraio 2019

La festa della Presentazione di Gesù al tempio da parte di Maria e Giuseppe, a quaranta giorni dalla nascita del bambino, è una festa antica. Si iniziò a celebrarla fin dai primi secoli a Gerusalemme, con una processione per le vie della città. Si diffuse presto nelle comunità cristiane d’Oriente, e passò in Occidente, in Francia, nel VI secolo. Fu introdotta nella liturgia di Roma un secolo più tardi, e poco dopo il mille venne arricchita del rito della benedizione delle candele, prendendo il nome popolare di ‘Candelora’.

Tale rito delle candele ebbe origine dalle parole del vecchio Simeone che, prendendo tra le braccia Gesù -come abbiamo sentito nel Vangelo-, disse: “O Signore, ora lascia che il tuo servo vada in pace, perché i miei occhi hanno visto la salvezza preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti”. Gesù viene proclamato ‘luce delle genti’, luce del mondo. Egli stesso un giorno dirà di sé: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). E il profeta Isaia aveva detto: “Un popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Is 9,1),

Con la venuta di Gesù sulla terra apparve all’orizzonte dell’umanità l’Astro di Dio, fu donata al mondo la luce della piena verità. La verità è luce; l’errore è tenebra. Quanta tenebra vediamo anche oggi nel mondo! quanto errore! quanto brancolare del pensiero nella confusione e nella contraddizione! Da un lato si dice ‘no’ alla pena di morte per chi ha commesso un grave delitto, e dall’altro si dice ‘sì’ all’aborto, soppressione dell’innocente nel grembo della madre. Da un lato si è attentissimi ed esigentissimi circa la bontà e la qualità dei cibi per una sana alimentazione, e dall’altro si avanzano proposte di legge che tendono a liberalizzare le droghe (droghe ‘leggere’, si dice, che sono pur sempre droghe, contro la salute). Da un lato si difende, giustamente, la dignità della donna, e dall’altro si danno e si tollerano spettacoli che la abbrutiscono e la degradano….

Fuori della verità non c’è che tenebra, non c’è che errore e perdizione per l’uomo. Cristo è la verità (cfr Gv 14,6); è lui la luce, la luce per la vita presente; e la luce che illumina il futuro, la morte stessa, l’al di là dell’uomo. Da questa luce è necessario farsi illuminare, per essere noi stessi, a nostra volta, ‘luce’. “Voi siete la luce del mondo”, ci ha detto Gesù (Mt 5,14). E’ l’incarico, l’impegno, la missione.

Per questo, in questo giorno vengono benedette le candele, simbolo di Cristo-luce, e vengono consegnate ai fedeli:  perché siano anch’essi ‘luce’, luce di Cristo. “Le tenebre non si vincono -fu detto- combattendole, ma accendendo delle luci”. Accendiamo la nostra ‘luce’, la luce della nostra vita buona, e avremo, almeno un po’, diradato le tenebre.

don Giovanni Unterberger

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