{"id":1537,"date":"2014-07-10T16:30:52","date_gmt":"2014-07-10T14:30:52","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=1537"},"modified":"2014-07-10T16:30:52","modified_gmt":"2014-07-10T14:30:52","slug":"5-domenica-dopo-pentecoste","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=1537","title":{"rendered":"5\u00b0 Domenica dopo Pentecoste"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">(1Pt 3,8-15; Mt 5, 20-24)<\/p>\n<p align=\"right\">13 luglio 2014<\/p>\n<p>Ci soffermiamo oggi, nella nostra meditazione, sull\u2019orazione di Colletta che la Liturgia ci propone; \u00e8 una delle pi\u00f9 belle orazioni di Colletta che la Liturgia possegga. Colui che l\u2019ha composta doveva essere un\u2019anima contemplativa, tutta immersa in Dio.<\/p>\n<p>L\u2019orazione ci fa pregare cos\u00ec: \u201c<i>O Dio, che hai preparato beni invisibili per coloro che ti amano, infondi in noi la dolcezza del tuo amore, perch\u00e9 amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa, otteniamo i beni da te promessi, che superano ogni desiderio. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019autore di questa Colletta doveva essere una persona dallo sguardo acuto, dallo sguardo lungimirante, dallo sguardo che penetrava i cieli. Non doveva essere un \u201cmiope\u201d, l\u2019autore di questa Colletta. Egli sapeva che nei cieli, oltre questa realt\u00e0 terrena, sono tenuti in serbo per noi, per coloro che amano Dio, dei beni meravigliosi; dei beni stupendi; dei beni che sono pi\u00f9 belli, pi\u00f9 ricchi e pi\u00f9 abbondanti di quanto noi possiamo immaginare e di quanto noi riusciamo a desiderare.<\/p>\n<p>\u201c<i>O Dio, che hai preparato beni invisibili per coloro che ti amano, fa che otteniamo i beni da te promessi, che superano ogni desiderio<\/i>\u201d. Ci domandiamo: dove corrono i nostri desideri? Su cosa si piegano i nostri desideri? Sulle cose di questo mondo? Sulle cose di quaggi\u00f9? Sulle cose che passano? \u201c<i>Il mio popolo \u00e8 duro a convertirsi<\/i> \u2013 lamenta Dio per bocca del profeta Osea \u2013 <i>chiamato a guardare in alto nessuno sa sollevare lo sguardo<\/i>\u201d (Os 11,7). Noi sappiamo sollevare lo sguardo? \u00c8 presente il cielo, il paradiso, l\u2019eternit\u00e0, il tesoro che ci attende in cielo, nell\u2019orizzonte delle nostre giornate? \u00c8 presente? Ci pensiamo qualche volta? \u00c8 vero, sono beni \u2018invisibili\u2019, quelli che ci attendono in cielo, ma sono i beni veri, i beni duraturi, i beni divini preparatici da Dio in tutta la sua onnipotenza, in tutta la sua munificenza, in tutto il suo amore! Quelli sono i beni da desiderare! S\u00ec, sono \u2018invisibili\u2019, ma sono concreti e reali; pi\u00f9 concreti e pi\u00f9 reali dei beni visibili di quaggi\u00f9 che passano e sono di un momento.<\/p>\n<p>Lo sguardo rivolto in su, in alto, non ci deve tuttavia strappare dalla terra. Finch\u00e8 siamo sulla terra dobbiamo vivere sulla terra, dobbiamo vivere tra le cose della terra. Questo \u00e8 il disegno di Dio.<\/p>\n<p>Ma qual \u00e8 il modo giusto di vivere le cose della terra? L\u2019orazione di Colletta ce lo indica; dice: \u201c<i>O Dio, fa che ti amiamo in ogni cosa e sopra ogni cosa<\/i>\u201d. Ecco il modo giusto di vivere le cose della terra: viverle amando, in esse, Dio; viverle non per se stesse, ma come segno, indicazione, dono di Dio; viverle come realt\u00e0 che ci parla di Dio e ci porta a Dio.<\/p>\n<p>Conosciamo bene, purtroppo, quanto invece rischiamo di legarci alle cose di quaggi\u00f9; quanto le cose di quaggi\u00f9 tendano ad incatenarci a s\u00e9 e a farci dimenticare Dio! Come sono vere anche per noi le parole accorate di S.Agostino che, guardando indietro alla sua vita prima della conversione, scrisse nel libro \u201cLe Confessioni\u201d: \u201c<i>Io, deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Mi tenevano lontano da te le tue creature, che non esisterebbero se tu non le facessi esistere<\/i>\u201d. (Le Confessioni, libro X). No, le creature non devono tenerci lontani da Dio; in esse noi dobbiamo amare Dio; Dio che ce le dona, Dio che ce le regala. \u201c<i>Fa\u2019, o Signore, che in ogni cosa amiamo te<\/i>\u201d, chiede l\u2019orazione di Colletta; e subito dopo essa aggiunge: \u201c<i>e fa\u2019 che amiamo te sopra ogni cosa<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Altro atteggiamento che ci permette di vivere nel modo giusto le cose di quaggi\u00f9 \u00e8 amare Dio pi\u00f9 di ogni altra cosa, pi\u00f9 di ogni altro bene. \u00c8 lui il creatore, la fonte di ogni cosa esistente, il sommo Bene; non c\u2019\u00e8 bene al di fuori di lui. Amare qualcosa al di fuori di lui, amare una creatura pi\u00f9 di lui \u00e8 idolatria, \u00e8 ateismo pratico, \u00e8 baratto del Creatore per una creatura; \u00e8 somma stoltezza, \u00e8 grave peccato!<\/p>\n<p>\u201cFa\u2019, o Signore, che nulla preferiamo a te: non noi stessi; non una persona, per quanto amica; non l\u2019interesse materiale; non la stima del mondo; non la stessa nostra vita; nulla, proprio nulla! Tu prima di tutto, o Signore; tu, al di sopra di tutto, o Signore\u201d.<\/p>\n<p>E perch\u00e9 riusciamo a vivere cos\u00ec, amando Dio \u201cin\u201d ogni cosa e \u201csopra\u201d ogni cosa, l\u2019orazione di Colletta ci indica e ci fa chiedere il mezzo, lo strumento per riuscirvi; dice: \u201c<i>Infondi in noi, Signore, la dolcezza del tuo amore<\/i>\u201d. Abbiamo bisogno che il Signore metta in noi il suo amore, la dolcezza della sua carit\u00e0; che il Signore ci faccia sentire e percepire che lui ci ama, ci ama teneramente, ci ama dolcemente, ci ama infinitamente.<\/p>\n<p>\u201cSignore, aiutaci a sentire che ci vuoi bene; aiutaci a credere al tuo amore per noi. Amati, ti ameremo in ogni cosa e sopra ogni cosa; e giungeremo cos\u00ec ai beni invisibili che tu ci tieni preparati in cielo.\u201d<\/p>\n<p align=\"right\"><i>Don Giovanni Unterberger<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(1Pt 3,8-15; Mt 5, 20-24) 13 luglio 2014 Ci soffermiamo oggi, nella nostra meditazione, sull\u2019orazione di Colletta che la Liturgia ci propone; \u00e8 una delle pi\u00f9 belle orazioni di Colletta che la Liturgia possegga. 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