{"id":1555,"date":"2014-07-17T12:18:20","date_gmt":"2014-07-17T10:18:20","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=1555"},"modified":"2014-07-17T12:18:20","modified_gmt":"2014-07-17T10:18:20","slug":"6-domenica-dopo-pentecoste","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=1555","title":{"rendered":"6\u00b0 Domenica dopo Pentecoste"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">(Rm 6,3-11;\u00a0\u00a0 Mc 8,1-9)<\/p>\n<p align=\"right\">20 luglio 2014<\/p>\n<p>Ges\u00f9 non vuole che soffriamo la fame; Ges\u00f9 non vuole che nessuno soffra la fame. Alla gente che lo seguiva da tre giorni e aveva fame perch\u00e9 aveva esaurito tutte le scorte di cibo, Ges\u00f9 provvide moltiplicando i pani e i pesci; diede da mangiare a quattromila persone di sua iniziativa; per un impulso del cuore; e in sovrabbondanza, tanto che ne avanzarono sette sporte piene.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 non vuole che l\u2019uomo soffra la fame. Eppure oggi nel mondo c\u2019\u00e8 chi soffre la fame. Milioni di persone non hanno il necessario per vivere; o vivono al limite della sopravvivenza, denutrite e malnutrite; e, per questo, vittime di malattie, di epidemie, di uno stato di estrema debilitazione.<\/p>\n<p>Dio ha messo nelle mani dell\u2019umanit\u00e0 beni sufficienti a che tutti gli uomini possano avere il cibo necessario, cos\u00ec che tutti possano mangiare, soddisfare questo bisogno primario del corpo; solo che, per l\u2019egoismo umano, troppa parte dei beni materiali viene trattenuta e resta nelle mani di pochi ricchi e benestanti, e una grande massa di persone non ha il sufficiente per vivere.\u00a0 Ci sono in Italia persone che percepiscono uno stipendio annuale di ottocentocinquantamila euro, settantamila euro al mese; persone che percepiscono uno stipendio di cinquecentomila, di quattrocentomila euro all\u2019anno; somme decisamente esagerate, e immorali, qualsiasi sia il lavoro che queste persone svolgano; a fronte di persone che fanno fatica ad arrivare a fine mese, o versano in condizioni di grave povert\u00e0.<\/p>\n<p>Questi sono casi eclatanti e, per cos\u00ec dire, estremi; ma le parole di Ges\u00f9: <i>\u201cAvevo fame e mi avete dato da mangiare; avevo sete e mi avete dato da bere\u201d <\/i>(Mt 25,35) ci interpellano tutti, e continuamente; interpellano soprattutto noi cristiani, che siamo discepoli di Ges\u00f9, del Ges\u00f9 generoso verso gli uomini.<\/p>\n<p>San Giovanni Crisostomo in un suo sermone disse ai suoi fedeli: \u201cNon condividere con i poveri i propri beni \u00e8 defraudarli e togliere loro la vita. Non sono nostri i beni in eccedenza che possediamo: sono dei poveri\u201d.<\/p>\n<p>San Gregorio Magno dice: \u201cQuando doniamo ai poveri le cose loro indispensabili, non facciamo loro delle elargizioni personali, ma rendiamo loro ci\u00f2 che \u00e8 loro. Pi\u00f9 che compiere un atto di carit\u00e0, adempiamo un dovere di giustizia\u201d.<\/p>\n<p>San Basilio Magno con estrema forza afferma: \u201cIl pane che tieni per te \u00e8 dell\u2019affamato; i vestiti che conservi nei tuoi armadi sono degli ignudi; la calzatura che imputridisce nella tua casa \u00e8 di colui che va in giro scalzo. In sostanza tu stai recando offesa a tutti quelli che potresti soccorrere\u201d.<\/p>\n<p>Del resto il Vangelo dice: <i>\u201cChi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto\u201d <\/i>(Lc 3,11). Gi\u00e0 l\u2019Antico Testamento esortava: <i>\u201cNon distogliere lo sguardo dal povero, cos\u00ec non si lever\u00e0 da te lo sguardo di Dio. La tua elemosina sia proporzionata ai beni che possiedi:\u00a0 se hai molto, da\u2019 molto; se poco, non esitare a dare secondo quel poco. Cos\u00ec ti preparerai un bel tesoro per il giorno del bisogno, poich\u00e9 l\u2019elemosina libera dalla morte e salva dall\u2019andare nelle tenebre\u201d <\/i>(Tb 4,7-10).<\/p>\n<p>Alla base di questo dovere di solidariet\u00e0 sta il principio che la Chiesa nella sua Dottrina sociale afferma con chiarezza e da sempre, il principio della destinazione universale dei beni, cio\u00e8 il fatto che Dio ha destinato i beni della terra a tutti gli uomini; non solo a pochi, ma a tutti gli uomini; tutti gli uomini devono poter accedere e prendere parte al banchetto dei beni della terra, cos\u00ec da avere il necessario per vivere, e per vivere in dignit\u00e0. Per questo, chi possiede di pi\u00f9 deve occuparsi di chi ha meno, secondo la legge dei vasi comunicanti; o, meglio, secondo la legge della carit\u00e0; della carit\u00e0 di Cristo.<\/p>\n<p>Il Vangelo ci ha detto che Ges\u00f9, dopo aver moltiplicato i pani e i pesci, diede ordine agli apostoli di distribuirli alla gente, e che gli apostoli li distribuirono, non trattennero i pani e i pesci per s\u00e9. Le loro mani si aprirono. Anche le nostre mani devono sapersi aprire. C\u2019\u00e8 l\u2019istinto delle mani ad aprirsi per prendere, per afferrare, per rapire e possedere\u2026 No, le nostre mani devono aprirsi per dare, per donare, per essere solidali col povero.<\/p>\n<p>E deve aprirsi soprattutto il nostro cuore, in un sussulto di compassione, sull\u2019esempio del cuore di Ges\u00f9. Ges\u00f9, vedendo la folla che non aveva di che mangiare, disse: <i>\u201cHo compassione di questa folla\u201d<\/i>. La compassione di Ges\u00f9 diventi la nostra compassione; compassione verso il povero e verso chiunque si trovi in difficolt\u00e0; qualsiasi sia la sua difficolt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"right\"><i>don Giovanni Unterberger<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Rm 6,3-11;\u00a0\u00a0 Mc 8,1-9) 20 luglio 2014 Ges\u00f9 non vuole che soffriamo la fame; Ges\u00f9 non vuole che nessuno soffra la fame. 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