{"id":1608,"date":"2014-08-13T21:30:18","date_gmt":"2014-08-13T19:30:18","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=1608"},"modified":"2014-08-13T21:30:18","modified_gmt":"2014-08-13T19:30:18","slug":"10-domenica-dopo-pentecoste","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=1608","title":{"rendered":"10\u00b0 Domenica dopo Pentecoste"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">(1 Cor 12,2-11; \u00a0\u00a0Lc 18, 9-14)<\/p>\n<p align=\"right\">17 agosto 2014<\/p>\n<p>Papa Albino Luciani, quand\u2019era ancora cardinale, in una sua omelia disse: \u201cIo ho fatto mille volte il funerale alla mia superbia, ma poi \u00e8 sempre rispuntata, \u00e8 sempre risorta. Non riesco a farla morire del tutto, la mia superbia\u2026\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019 \u201cio\u201d \u00e8 tanto forte nel cuore dell\u2019uomo. Se dobbiamo comunicare a una persona che ad un certo incontro c\u2019eravamo anche noi, con un amico, ci viene spontaneo dire: \u201cIo e il mio amico c\u2019eravamo\u201d. \u00c8 rivelatore l\u2019ordine delle persone che adottiamo: \u201cIo e il mio amico\u201d; prima l\u2019 \u201cio\u201d, poi il nostro amico.<\/p>\n<p>Se apriamo un giornale su cui sappiamo essere stata pubblicata la foto di un gruppo a cui anche noi appartenevamo, il primo volto che cerchiamo in quella foto \u00e8 il nostro volto. Poi anche il volto degli altri, ma prima il nostro volto.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 capitato, anni fa, di scivolare e di cadere a terra su un po\u2019 di ghiaccio. Ero in strada, e la mia prima reazione fu di guardarmi attorno per vedere se qualcuno mi avesse notato. Non avevo fatto nulla di proprio male, eppure\u2026; ed ho pensato: \u201cQuanto sono dipendente dal giudizio altrui; quanto profondo \u00e8 in me il bisogno di dare una bella immagine di me agli altri; quanto forte, in ultima analisi, \u00e8 in me il mio \u201cio\u201d!\u201d<\/p>\n<p>Sono piccoli dati, questi, ma gi\u00e0 in se stessi molto eloquenti per farci prendere coscienza di quanto siamo legati alla nostra persona. Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci parla di superbia in termini ben pi\u00f9 forti; evidenzia mali gravi che la superbia provoca.<\/p>\n<p>La superbia del fariseo lo distanzia dal pubblicano, lo separa da lui; pone il fariseo in un mondo del tutto diverso dal mondo del pubblicano; il mondo del fariseo \u00e8 il mondo della giustizia: lui \u00e8 giusto; il mondo del pubblicano \u00e8 il mondo del peccato: il pubblicano \u00e8 peccatore. <i>\u201cIo non sono come quel pubblicano\u201d<\/i>, dice il fariseo.<\/p>\n<p>Questa distinzione di mondi \u00e8 tutta nella mente distorta e superba del fariseo, non esiste nella realt\u00e0; la realt\u00e0 vera, anche se al fariseo non piace, \u00e8 che pure lui \u00e8 peccatore; pure lui ha sbagliato; pure lui \u00e8 caduto nel male. Non sar\u00e0 caduto nel male e nel peccato dell\u2019adulterio, del furto, dell\u2019ingiustizia, ma la superbia non \u00e8 forse male? Non \u00e8 forse peccato? <i>\u00c8 \u201cil grande peccato<\/i>\u201d, dice il salmo 19 (Sal 19,14).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un mondo solo, il mondo dei peccatori; non ci sono due mondi, quello dei giusti e quello dei peccatori; c\u2019\u00e8 un unico mondo, e siamo tutti in quel mondo, nel mondo di chi ha peccato. Ges\u00f9 pot\u00e8 dire:<i> \u201cChi \u00e8 senza peccato scagli la prima pietra\u201d<\/i> (Gv 8,7).<\/p>\n<p>Papa Francesco alcuni mesi fa accolse in udienza un gruppo di cappellani delle carceri, e a essi disse: \u201cQuand\u2019ero a Buenos Aires andavo spesso a visitare i carcerati, ed essi mi scrivevano, mi telefonavano. Ancora adesso io telefono a qualcuno di loro, e mentre parlo con loro mi viene frequentemente questo pensiero: potrei essere io l\u00ec al loro posto, in quelle celle. Se non lo sono \u00e8 perch\u00e9 il Signore nella sua bont\u00e0 e provvidenza mi ha prevenuto, mi ha preservato, ma potrei essere io l\u00ec\u201d. \u00c8 l\u2019umilt\u00e0 di papa Francesco che, al momento di assumere il servizio di papa nella Chiesa, al cardinale che gli chiese: \u201cAccetti?\u201d, rispose: \u201cSono un peccatore, ma confidando nella misericordia e nell\u2019aiuto di Dio, accetto\u201d.<\/p>\n<p>La superbia giudica, la superbia separa, la superbia disprezza. Arriva fino a disprezzare il fratello, la sorella. Ci ha detto il Vangelo: \u201c<i>Ges\u00f9 disse una parabola per alcuni che si ritenevano giusti e disprezzavano gli altri<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>No, fratelli, non giudichiamo nessuno, non disprezziamo nessuno! Certo, possiamo, e dobbiamo, riconoscere e distinguere ci\u00f2 che \u00e8 bene da ci\u00f2 che \u00e8 male; possiamo, e dobbiamo dire, se un fratello ha fatto una cosa cattiva: \u2018quel fratello ha fatto una cosa cattiva\u2019; ma non dobbiamo giudicarlo, non dobbiamo condannarlo. Se lo giudichiamo e lo condanniamo, ci separiamo da lui, prendiamo le distanze da lui, veniamo meno a quella comunione e a quella solidariet\u00e0 che dobbiamo invece avere e conservare sempre con ogni persona.<\/p>\n<p>Cos\u00ec fa Dio, cos\u00ec ha fatto Ges\u00f9. Ges\u00f9 non ha peccato, non ha approvato il peccato dell\u2019uomo, eppure si \u00e8 fatto \u201cuno\u201d con l\u2019uomo peccatore, lo ha sentito suo fratello, \u00e8 stato solidale con lui fino a prendere su di s\u00e9 il peccato dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Non superbamente lontani, dunque, dal fratello che avesse sbagliato, ma umilmente vicini a lui con l\u2019affetto, con la pazienza, con la preghiera perch\u00e9 si ravveda. Vicini, da peccatori anche noi.<\/p>\n<p align=\"right\"><i>don Giovanni Unterberger<\/i><\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(1 Cor 12,2-11; \u00a0\u00a0Lc 18, 9-14) 17 agosto 2014 Papa Albino Luciani, quand\u2019era ancora cardinale, in una sua omelia disse: \u201cIo ho fatto mille volte il funerale alla mia superbia, ma poi \u00e8 sempre rispuntata, \u00e8 sempre risorta. 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