{"id":1643,"date":"2014-08-26T23:52:33","date_gmt":"2014-08-26T21:52:33","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=1643"},"modified":"2014-08-26T23:52:33","modified_gmt":"2014-08-26T21:52:33","slug":"22-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=1643","title":{"rendered":"22\u00b0 Domenica del Tempo ordinario"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">(Ger 20,7-9;\u00a0\u00a0 Rm 12,1-2;\u00a0\u00a0 Mt 16, 21-27)<\/p>\n<p align=\"right\">Duomo, sabato 30 agosto 2014<\/p>\n<p>Come si fa a non perdere se stessi e ad avere vita? Dentro di noi c\u2019\u00e8 un voce che ci dice: \u201cRealizzati; affermati; datti consistenza\u201d. Anche attorno a noi risuona in mille modi e di continuo la stessa voce che ci viene dal mondo: \u201cRealizzati; affermati; datti consistenza\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 buona questa voce? \u00e8 amica questa voce? S\u00ec; questa voce \u00e8 buona; questa voce \u00e8 voce amica.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, ciascuno di noi, \u00e8 fatto per crescere, per diventare qualcosa di grande, di importante, di significativo. Nessuno \u00e8 fatto per restare piccolo, quasi un nulla, qualcosa di monco e di incompleto. Ma qual \u00e8 la strada per diventare grandi, per realizzare davvero se stessi, per avere vita? Questa \u00e8 la domanda cruciale che si impone all\u2019uomo, domanda che ha bisogno di risposta, e di risposta giusta. Quale sar\u00e0 la risposta giusta?<\/p>\n<p>Il mondo ha la sua risposta. Il mondo dice: \u201crealizzati facendoti una cultura; procurandoti una posizione economica e sociale di prestigio; costruendoti una tua autonomia, curando la tua salute cos\u00ec da arrivare in buona salute fino a tarda et\u00e0\u201d. Ma a che gioia alla fin fine tutto questo? <i>\u201cQuale vantaggio avr\u00e0 un uomo se guadagner\u00e0 il mondo intero, ma perder\u00e0 la propria vita?\u201d<\/i>, ci dice Ges\u00f9; cio\u00e8 se poi dovr\u00e0 morire? Che cosa potr\u00e0 impedire, a questo tipo di realizzazione, lo scacco finale, la morte, che pone fine a tutto? <i>\u201cDimmi, o cristiano<\/i> -chiede sant\u2019Agostino- <i>a che serve vivere tra gli agi, se non ci \u00e8 concesso di vivere sempre?\u201d<\/i><\/p>\n<p>Ges\u00f9 ci propone un altro tipo di realizzazione, una realizzazione che va oltre il limite umano temporale; ed egli ce lo propone facendoci fare il cammino inverso, quello del rinnegamento di s\u00e9: <i>\u201cChi perder\u00e0 la propria vita per causa mia, la trover\u00e0. Se qualcuno vuole venire dietro a me rinneghi se stesso\u201d<\/i>.<\/p>\n<p>Ma pensiamo bene: rinnegamento di che cosa? Non delle nostre autentiche possibilit\u00e0 e dei valori umani, ma della parte malata di noi stessi, del nemico di Dio e di noi che si annida nelle carni di ciascuno di noi; cio\u00e8 dell\u2019 \u201cuomo vecchio\u201d, come lo chiama la Bibbia, l\u2019uomo egoista, dominato dalla cupidigia e dalla concupiscenza, che non \u00e8 pi\u00f9 capace di amare nessuno se non se stesso, e anche se stesso in modo sbagliato. In questo senso san Paolo dice: <i>\u201cQuelli che sono di Cristo hanno crocifisso la propria carne con le sue concupiscenze\u201d<\/i> (Gal 5,24); hanno crocifisso la creatura vecchia per fare emergere la nuova, l\u2019uomo vecchio per fare emergere il nuovo, creato a immagine di Dio, candidato alla vita eterna: l\u2019uomo che \u00e8, finalmente, libero davvero.<\/p>\n<p>Questa via di realizzazione di s\u00e9 \u00e8 segnata dalla croce, dalla mortificazione, dalla rinuncia; \u00e8 la \u201cvia stretta\u201d del Vangelo. Essa ha, al suo termine, Dio come premio. <i>\u201cIo stesso sar\u00f2 la tua ricompensa\u201d<\/i>, dice il Signore a noi come ad Abramo (Gn 15,1); e ha Dio anche come inizio. Ges\u00f9 infatti l\u2019ha inaugurata e l\u2019ha percorsa di persona, per cui \u201cprendere la croce\u201d significa ormai \u201candare dietro a lui\u201d, mettere i piedi sulle sue orme, seguirlo. C\u2019\u00e8 una successione chiara nel Vangelo di oggi: Ges\u00f9 parla della croce dei discepoli dopo aver parlato della propria: <i>\u201cIl Figlio dell\u2019uomo andr\u00e0 a Gerusalemme e l\u00e0 soffrir\u00e0, sar\u00e0 messo a morte, ma il terzo giorno risorger\u00e0\u201d. <\/i>Il terzo giorno risorger\u00e0 e anche i suoi discepoli risorgeranno. E\u2019 questa vicenda di morte e di risurrezione del Salvatore ad essere fonte e modello del nostro perderci per ritrovarci, del nostro morire per vivere.<\/p>\n<p>La realizzazione che Ges\u00f9 ci propone \u00e8 quella vera, quella che va oltre il tempo, e che ci far\u00e0 felici per l\u2019eternit\u00e0. Realizziamoci secondo Ges\u00f9, anche se ci\u00f2 sa di croce; secondo Ges\u00f9, e non secondo il mondo. <i>\u201cIl mondo passa, con la sua concupiscenza<\/i> -dice l\u2019apostolo Giovanni- <i>ma chi fa la volont\u00e0 di Dio rimane in eterno\u201d<\/i> (1Gv 2,17).<\/p>\n<p>Realizziamoci davvero!<\/p>\n<p align=\"right\"><i>don Giovanni Unterberger<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Ger 20,7-9;\u00a0\u00a0 Rm 12,1-2;\u00a0\u00a0 Mt 16, 21-27) Duomo, sabato 30 agosto 2014 Come si fa a non perdere se stessi e ad avere vita? Dentro di noi c\u2019\u00e8 un voce che ci dice: \u201cRealizzati; affermati; datti consistenza\u201d. 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