{"id":1670,"date":"2014-08-28T22:53:31","date_gmt":"2014-08-28T20:53:31","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=1670"},"modified":"2014-08-28T22:53:31","modified_gmt":"2014-08-28T20:53:31","slug":"fedelta-e-verita","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=1670","title":{"rendered":"Fedelt\u00e0 e verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Frequentai, da giovane sacerdote, il Pontificio Istituto Biblico di Roma, e studiai l\u2019ebraico. Lo studio di quella lingua fu per me una grazia, perch\u00e9 mi permise di leggere la Sacra<br \/>\nScrittura, l\u2019Antico Testamento, nella sua lingua originale, e comprendere il significato profondo del testo sacro, che non sempre le traduzioni riescono a rendere in tutta la sua<br \/>\nricchezza di contenuto.<br \/>\nMi imbattei nella parola \u201c \u2019\u00e9met \u201d ( \u05ea \u05b6\u05de\u05b6\u05d0 ), che il vocabolario rende con \u201cverit\u00e0\u201d e \u201cfedelt\u00e0\u201d. Mi incurios\u00ec il fatto che \u201c \u2019\u00e9met \u201d possedesse, in ebraico, due significati che nella nostra lingua italiana non sono vicini e sinonimi; e mi chiesi: come mai nel pensiero ebraico \u201cverit\u00e0\u201d e \u201cfedelt\u00e0\u201dsono realt\u00e0 cos\u00ec vicine e congiunte tra di loro, tanto da poter<br \/>\nessere rese con un\u2019unica parola?<br \/>\nIo avevo sempre inteso la fedelt\u00e0 come l\u2019atteggiamento di ossequio, di obbedienza, di lealt\u00e0 verso una persona con cui mi ero impegnato, verso un obbligo che mi ero assunto con<br \/>\nqualcuno; in definitiva l\u2019idea di fedelt\u00e0 che avevo era quella di una fedelt\u00e0 rivolta \u201cal di fuori di me\u201d. E invece capii che la fedelt\u00e0, prima ancora che avere a che fare con gli altri, ha a<br \/>\nche fare con me stesso, con la verit\u00e0 di me stesso. Io vivo tanto pi\u00f9 la fedelt\u00e0, quanto pi\u00f9 vivo la verit\u00e0 di me, quanto pi\u00f9 sono coerente con ci\u00f2 che io sono.<br \/>\nHo sperimentato nella pratica la giustezza di questa scoperta. Chi sono io? Nel mio profondo io sono amore, bont\u00e0, benevolenza. Questa \u00e8 la mia vera verit\u00e0, anche se su di<br \/>\nessa si \u00e8 sedimentato un grosso spessore d\u2019individualismo e di egoismo.<\/p>\n<p>Tempo fa in citt\u00e0 vidi da lontano un povero; mi avvicinai a lui e gli diedi dieci euro prima che egli mi chiedesse qualcosa. Provai gioia, un senso di benessere dentro di me, il benessere di sentire che ero stato fedele a me stesso, alla verit\u00e0 profonda di me, cio\u00e8 alla bont\u00e0 di cui sono fatto. Ma ho anche la riprova negativa\u2026; ogni volta che sono<br \/>\npigro nella preghiera, e non la faccio bene, sento scontentezza dentro di me, mi sento infedele, oltre che nei confronti di Dio, anche nei confronti della verit\u00e0 di me stesso, che mi dice: \u201cTu sei creatura di Dio; lo devi lodare\u201d.<\/p>\n<p>\u201cFedelt\u00e0\u201d e verit\u00e0\u201d non sono poi tra loro realt\u00e0 cos\u00ec lontane; sono molto vicine; in una certa misura coincidono. L\u2019\u201c\u2019\u00e9met \u201d ebraica mi ha fatto capire che la fedelt\u00e0 non ha solo una dimensione rivolta verso gli altri, ma ha anche unadimensione rivolta verso di me. Mantenendo fede a una parola data non faccio un dono solo alla persona a cui ho dato la mia<br \/>\nparola, ma faccio un dono anche a me stesso, vivendo in fedelt\u00e0 la verit\u00e0 di me che mi vuole rispettoso e leale riguardo a quanto ho promesso.<\/p>\n<p>Ogni volta che compio il bene e gli sono fedele, io sono, dentro di me, altamente \u201cvero\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Frequentai, da giovane sacerdote, il Pontificio Istituto Biblico di Roma, e studiai l\u2019ebraico. 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