{"id":1688,"date":"2014-09-11T12:23:43","date_gmt":"2014-09-11T10:23:43","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=1688"},"modified":"2014-09-11T12:24:09","modified_gmt":"2014-09-11T10:24:09","slug":"festa-della-esaltazione-della-santa-croce","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=1688","title":{"rendered":"Festa della Esaltazione della Santa Croce"},"content":{"rendered":"<p align=\"right\">Duomo, sabato 13 settembre 2014<\/p>\n<p>Mi sono trovato il 14 settembre di qualche anno fa in una chiesa dell\u2019Alto Adige. Il grande crocifisso che dominava l\u2019abside era tutto infiorato. Una ghirlanda di fiori pendeva dai bracci della croce e l\u2019avvolgeva tutta; il corpo crocifisso di Ges\u00f9 era come dentro una festa; una festa di colori, una festa di vita. \u00a0Il parroco di quella chiesa mi spieg\u00f2: \u201c\u00c8 la croce fiorita. \u00c8 il segno di quanto dalla Croce \u00e8 venuto al mondo; il segno dei frutti della passione e morte di Ges\u00f9; \u00e8 l\u2019espressione della vittoria della Croce\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un giorno, il Venerd\u00ec santo, in cui la Chiesa mette in primo piano e adora la Croce del Signore. Lo fa, quel giorno, nella mestizia e nel dolore, nella consapevolezza che quella Croce \u00e8 il patibolo su cui lei, la Chiesa, il popolo cristiano, l\u2019umanit\u00e0 intera, hanno inchiodato il Figlio di Dio.<\/p>\n<p>\u201c<i>Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto<\/i>\u201d, dice l\u2019apostolo Giovanni (Gv 19,37); il Venerd\u00ec santo l\u2019uomo guarda alla Croce del Signore nell\u2019umilt\u00e0 e nel pentimento, battendosi il petto, e dicendo: \u201cPerdonami, Signore!\u201d<\/p>\n<p>Ma il 14 settembre, festa della esaltazione della Croce, la Chiesa e l\u2019uomo credente guardano alla Croce nella gioia, nell\u2019allegrezza e nell\u2019esultanza. La Croce \u00e8 la salvezza. Dall\u2019albero del paradiso terrestre venne la perdizione, dall\u2019albero della Croce \u00e8 venuta la redenzione.<\/p>\n<p>\u201c<i>Di null\u2019altro ci glorieremo se non della Croce di Ges\u00f9 Cristo nostro Signore<\/i>\u201d, ci fa dire oggi l\u2019antifona d\u2019ingresso della Messa, citando la lettera ai Galati di san Paolo. Quel \u201c<i>ci glorieremo<\/i>\u201d nella lettera di san Paolo \u00e8 il verbo \u201c<i>kauch\u00e0omai<\/i>\u201d ( \u03ba\u03b1\u03c5\u03c7\u03ac\u03bf\u03bc\u03b1\u03b9 ), che propriamente significa: \u201cfondarsi, appoggiarsi\u201d. Noi &#8211; dice l\u2019apostolo &#8211; ci fondiamo, ci appoggiamo, sulla Croce del Signore; la Croce del Signore \u00e8 il fondamento, l\u2019appoggio su cui ci appoggiamo per essere vivi, vivi di quella vita che ci dischiude e ci dona l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>La liturgia della santa Croce possiede un inno bellissimo, il \u201c<i>Vexilla regis prodeunt<\/i>\u201d, composto da Venanzio Fortunato, nato a Valdobbiadene e vissuto nel VII secolo d.C. La prima strofa di quell\u2019inno canta: \u201c<i>Vexilla regis prodeunt, fulget Crucis mysterium, qua vita mortem pertulit, et morte vitam protulit<\/i>\u201d. \u201c<i>Avanzano i vessilli del Re, risplende il mistero della Croce, sulla quale Cristo, nostra vita, sub\u00ec la morte e con la morte ci ridon\u00f2 la vita<\/i>\u201d. Pi\u00f9 avanti l\u2019inno canta: \u201c<i>O luminoso albero tinto di regale porpora, tu innalzi il Re dei secoli, che con il suo sangue prezioso ci riscatt\u00f2 dal male. Ti salutiamo, o Croce, unica nostra speranza<\/i>!\u201d.<\/p>\n<p>La Croce \u00e8 la nostra speranza: essa ha vinto il dragone infernale; ha cancellato i peccati del mondo; ci ha rimessi in comunione con Dio; ci ha riaperto le porte del paradiso. Noi siamo salvi grazie a quella Croce!<\/p>\n<p>Su quella Croce noi vogliamo gettare i nostri fiori; desideriamo che sia una Croce fiorita anche perch\u00e9 ricoperta dei fiori nostri, dei fiori della nostra riconoscenza, del nostro affetto, del nostro amore, della nostra devozione.<\/p>\n<p>Il fiore pi\u00f9 bello sar\u00e0 il desiderio e lo sforzo di far s\u00ec che il sacrificio della Croce di Cristo non sia stato, per noi, inutile. Una strofa della sequenza \u201c<i>Dies irae<\/i>\u201d canta: \u201c<i>O buon Ges\u00f9, tu, cercandomi, ti sei affaticato, ti sei seduto stanco; mi hai redento patendo la croce; che tanto sforzo non sia vano<\/i>!\u201d.<\/p>\n<p>Forse vi \u00e8 capitato di vedere qualche dipinto raffigurante la crocifissione con due angeli a lato di Cristo crocifisso, con in mano ciascuno un calice per raccogliere il sangue che colava dalle mani piagate del Signore. Quel sangue \u00e8 prezioso; quel sangue \u00e8 salvifico; quel sangue sana, guarisce; \u00e8 il sangue dell\u2019uomo-Dio. Non pu\u00f2 andare perduto, quel sangue!<\/p>\n<p>Concludiamo con una preghiera a Cristo crocifisso che potremmo imparare a memoria, preghiera che potremmo recitare nei momenti di silenzio dopo la Comunione; essa dice: \u201c<i>Anima di Cristo, santificami. Corpo di Cristo, salvami. Sangue di Cristo, inebriami. Acqua del costato di Cristo, lavami. Passione di Cristo, confortami. O buon Ges\u00f9, esaudiscimi. Dentro le tue piaghe nascondimi. Non permettere che io mi separi da te. Dal nemico maligno difendimi. Nell\u2019ora della mia morte chiamami. Comandami di venire a te, perch\u00e9 con i tuoi santi io ti lodi nei secoli dei secoli. Amen<\/i>\u201d.<i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p align=\"right\"><i>Don Giovanni Unterberger<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Duomo, sabato 13 settembre 2014 Mi sono trovato il 14 settembre di qualche anno fa in una chiesa dell\u2019Alto Adige. Il grande crocifisso che dominava l\u2019abside era tutto infiorato. 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