{"id":1859,"date":"2014-11-15T21:59:04","date_gmt":"2014-11-15T19:59:04","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=1859"},"modified":"2014-11-15T21:59:04","modified_gmt":"2014-11-15T19:59:04","slug":"33-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=1859","title":{"rendered":"33\u00b0 Domenica del Tempo ordinario"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">(Prov 31,10-13. 19-20. 30-31;\u00a0 1Tess 5,1-6;\u00a0\u00a0 Mt 25,14-30)<\/p>\n<p align=\"right\">Duomo, sabato 15 novembre 2014<\/p>\n<p>Quante volte abbiamo sentito questa parabola! La conosciamo a memoria, se non proprio nelle parole esatte, certamente nella sostanza. Eppure ci fa sempre bene sentirla e risentirla, perch\u00e9 ci fanno bene le cose che ci dice.<\/p>\n<p>Ci dice che tutti abbiamo dei doni; che Dio ci domanda di metterli a frutto con buona volont\u00e0 e senza pigrizie; che Dio \u00e8 generoso, e ce li raddoppia, quale premio al nostro impegno; che ciascuno \u00e8 richiesto di dare in proporzione a quanto ha ricevuto, e non di pi\u00f9; che alla fine dobbiamo renderne conto.<\/p>\n<p>Ci sono persone che hanno poca stima di s\u00e9, si sentono cosa da niente; pensano di non valere nulla e di non avere nulla da dare a nessuno. Nel confronto con gli altri si sentono sempre perdenti, inferiori a tutti. Ci sono, dall\u2019altro canto, persone che si sentono molto dotate (e in effetti anche lo sono), e che per le loro doti e capacit\u00e0 si sentono superiori al prossimo, compiaciute di come sono fatte, con una venatura di fine superbia in fondo al cuore.<\/p>\n<p>La parabola dei talenti \u00e8 cura e rimedio sia del complesso di inferiorit\u00e0 che del complesso di superiorit\u00e0. A chi si sente un nulla dice: \u201cTu vali, tu hai dei doni\u201d; e a chi si sente superiore agli altri dice: \u201cCi\u00f2 che tu hai non te lo sei dato tu, lo hai ricevuto; e quindi non \u00e8 il caso che te ne vanti\u201d.<\/p>\n<p>Tutti abbiamo dei doni; Dio non lascia nessuno senza doni, senza doti, senza qualche virt\u00f9, senza qualche abilit\u00e0. E i doni di ciascuno sono utili, sono per il bene e per la crescita propria e altrui.<\/p>\n<p>Due possono essere i pericoli nel trafficare i talenti ricevuti: la pigrizia e l\u2019egoismo. La pigrizia \u00e8 il vizio che ci fa vivere a met\u00e0; che ci impedisce di impegnarci; che ci fa vivere stancamente, fiaccamente, nel grigiore. Quanto sarebbe triste una giornata se alla fine di essa dovessimo dire: oggi non ho combinato nulla, ho perso tempo, \u00e8 una giornata da dimenticare!\u2026 \u00a0\u00a0La Sacra Scrittura parla del pigro cos\u00ec: <i>\u201cFino a quando, o pigro, te ne starai a dormire? quando ti scuoterai dal sonno? Un po\u2019 dormire, un po\u2019 sonnecchiare, un po\u2019 incrociare le braccia per riposare. Va\u2019 dalla formica, guarda le sue abitudini e diventa saggio. Essa non ha n\u00e9 capo, n\u00e9 sorvegliante, n\u00e9 padrone, eppure d\u2019estate si procura il vitto, al tempo della mietitura accumula il cibo\u201d<\/i> (Prov 6,6-10).<\/p>\n<p>La vita \u00e8 virtuosa, ricca,vissuta bene, se \u00e8 vissuta con impegno, senza stanchezze e senza pigrizie.<\/p>\n<p>L\u2019altro pericolo nel trafficare i talenti\u00a0 \u00e8 l\u2019egoismo, il metterli a frutto e servirsene unicamente per il proprio interesse, per il proprio tornaconto. Quante volte le doti di mente, di intuizione, di abilit\u00e0 negli affari, di cultura vengono utilizzate solo per se stessi, per la propria riuscita e affermazione; addirittura alle volte contro il bene delle altre persone! Mentre invece i talenti Dio ce li ha dati perch\u00e9 li mettiamo al servizio gli uni degli altri; perch\u00e9 ce li scambiamo; perch\u00e9 fra tutti provvediamo alle necessit\u00e0 di tutti.<\/p>\n<p>Non dobbiamo dimenticare poi, parlando di talenti, i talenti soprannaturali. Talento soprannaturale, preziosissimo, \u00e8, ad esempio, la filiazione divina. Noi siamo figli di Dio, partecipiamo e possediamo in noi la vita divina. Non \u00e8 forse questo un talento, un tesoro inestimabile? Siamo \u201cdivini\u201d. Che conto facciamo di questo talento? lo sviluppiamo? ne abbiamo cura? coltiviamo in noi la vita divina?<\/p>\n<p>Talento sopranaturale \u00e8 la possibilit\u00e0 che abbiamo di procurarci una eternit\u00e0 beata ricca e oltremodo gloriosa. Non \u00e8 questo un dono e un\u2019opportunit\u00e0 straordinaria? Che conto facciamo di questo talento? Spediamo verso il cielo, verso l\u2019eternit\u00e0, ogni giorno un cumulo di opere buone?<\/p>\n<p>Ges\u00f9, con la parabola dei talenti, ci invita e ci stimola a non assomigliare al servo che seppell\u00ec il talento sotto terra. Meriteremmo il castigo. Ci invita e ci stimola a mettere a frutto tutti doni che abbiamo, grati al Signore che ce li ha dati; cos\u00ec da arrivare noi alla piena statura pensata per noi da Dio, e cos\u00ec da rendere pi\u00f9 bello il mondo.<\/p>\n<p align=\"right\"><i>don Giovanni Unterberger<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Prov 31,10-13. 19-20. 30-31;\u00a0 1Tess 5,1-6;\u00a0\u00a0 Mt 25,14-30) Duomo, sabato 15 novembre 2014 Quante volte abbiamo sentito questa parabola! La conosciamo a memoria, se non proprio nelle parole esatte, certamente nella sostanza. 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