{"id":1947,"date":"2014-12-31T17:17:35","date_gmt":"2014-12-31T15:17:35","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=1947"},"modified":"2015-03-02T12:10:36","modified_gmt":"2015-03-02T10:10:36","slug":"ottava-del-natale-2015-rito-straordinario","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=1947","title":{"rendered":"Ottava del Natale 2015 (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">(Tito 2,11-15;\u00a0\u00a0 \u00a0Lc 2,21)<\/p>\n<p align=\"right\">Belluno, chiesa di s. Stefano, 1gennaio 2015<\/p>\n<p>Trascorsi otto giorni dalla nascita di Ges\u00f9, Giuseppe e Maria, fedeli alla legge di Mos\u00e8, provvidero a che Ges\u00f9 venisse circonciso. A circoncidere un bambino doveva essere il padre, a meno che il padre non fosse in grado di farlo; nel qual caso veniva incaricato un uomo esperto che circoncidesse il bambino in sua vece. Possiamo immaginare che a circoncidere Ges\u00f9 sia stato Giuseppe stesso.<\/p>\n<p>In occasione della circoncisione al bambino veniva imposto il nome. L\u2019evangelista Luca ci ha detto: <i>\u201cGli fu messo nome Ges\u00f9, come era stato chiamato dall\u2019angelo prima di essere concepito nel grembo della madre\u201d<\/i>. Il nome \u201cGes\u00f9\u201d era stato indicato a Maria dall\u2019angelo Gabriele il giorno dell\u2019Annunciazione (Lc 1,31); era dunque un nome dato a Ges\u00f9 \u201cdall\u2019alto\u201d, \u201cdal Cielo\u201d.<\/p>\n<p>Anche noi abbiamo un nome datoci \u201cdall\u2019alto\u201d, \u201cdal Cielo\u201d. Accanto al nome datoci dai nostri genitori il giorno del battesimo, abbiamo un\u00a0 nome da Dio direttamente; esso \u00e8 \u201camato, pensato fin dall\u2019eternit\u00e0; figlio di Dio; redento dal sangue di Cristo; santificato dallo Spirito Santo; tempio e dimora della Santissima Trinit\u00e0; erede del Cielo; chiamato ad una eternit\u00e0 beata\u201d. Questo \u00e8 il nostro vero nome; con questo nome ci chiama Dio. Questo noi siamo per lui, e questo \u00e8 il nome della nostra vera carta di identit\u00e0; il nostro vero essere.<\/p>\n<p>Ci accade forse di dimenticare alle volte questo nome? E\u2019 importante ricordarlo; ricordarlo per onorarlo, ricordarlo per vivere di conseguenza, in conformit\u00e0 ad esso.<\/p>\n<p>La prima conseguenza di questo nome \u00e8 la gioia; la gioia e la riconoscenza per avere ricevuto un nome cos\u00ec. E\u2019 un nome di salvezza; un nome che ci ricorda che siamo importanti per Dio, che gli siamo preziosi, che egli \u00e8 con noi, che gli siamo fissi nel cuore,e che egli ci salva. Gioia e riconoscenza, dunque, per questo nome!<\/p>\n<p>E\u2019 un nome, poi, che ci impegna. Oggi \u00e8 il primo gennaio. La Liturgia ha gi\u00e0 iniziato l\u2019anno nuovo un mese fa, con la prima domenica d\u2019Avvento, ma l\u2019inizio dell\u2019anno civile, oggi, ci sprona e ci invita ad una vita di impegno; ad una ripresa nel fervore.<\/p>\n<p>San Paolo nella prima lettura ci ha invitati cos\u00ec: <i>\u201cRinnegate l\u2019empiet\u00e0 e i desideri mondani, vivete con sobriet\u00e0, giustizia e piet\u00e0 in questo mondo, siate il popolo che appartiene a Dio, zelante nelle opere buone\u201d<\/i>. Anzitutto l\u2019apostolo ci invita a rinnegare l\u2019empiet\u00e0. Nel testo greco \u201cempiet\u00e0\u201d \u00e8 \u201cas\u00e9beia\u201d, che propriamente significa \u201cirreligiosit\u00e0\u201d; \u00e8 l\u2019atteggiamento di chi vive senza riferirsi a Dio; di chi pensa, progetta, agisce in autonomia da Dio, senza pensare a lui. Questo atteggiamento \u00e8 del tutto contrario al nostro nome, di noi che a Dio siamo legati fin nel pi\u00f9 profondo del nostro essere ed esistere.<\/p>\n<p>Poi l\u2019apostolo invita a rinnegare i desideri mondani. I desideri mondani, quelli che caratterizzano il mondo segnato dall\u2019egoismo, dall\u2019arrivismo, dalla ricerca di se stessi e del piacere a qualunque costo, sviliscono la persona, le danno un nome e una fisionomia tutta diversa da quella bella e nobile che Dio ha pensato per l\u2019uomo. Tali desideri sfigurano l\u2019uomo, e sono da rinnegare, da rifiutare , da rigettare.<\/p>\n<p>L\u2019apostolo poi invita a vivere con sobriet\u00e0, con giustizia, con piet\u00e0; invita ad essere il popolo che appartiene a Dio. Si appartiene a Dio quando l\u2019appartenenza oggettiva per cui siamo opera delle sue mani e siamo suoi, diventa anche soggettiva, e noi riconosciamo questa appartenenza nostra a Dio, la vogliamo, la desideriamo, la benediciamo, la sentiamo come un dono immenso del Signore; la favoriamo e la viviamo in tutti i modi, cercando in tutti i modi ci\u00f2 che ci unisce a Dio, ed evitando in tutti i modi ci\u00f2 che ci separa da lui. Essere un popolo che appartiene a Dio, zelante nelle opere buone, fa parte del nostro nome.<\/p>\n<p>Abbiamo un anno nuovo davanti a noi, abbiamo tempo; Dio ci concede tempo. Viviamolo in conformit\u00e0 al nostro nome; anzi viviamolo sviluppando il nostro nome, perch\u00e9 sempre pi\u00f9 possiamo essere figli di Dio; sempre pi\u00f9 possiamo lasciarci redimere dal sangue di Cristo; sempre pi\u00f9 possiamo favorire lo Spirito Santo che ci santifica; sempre pi\u00f9 possiamo essere tempio e dimora della Santissima Trinit\u00e0; sempre pi\u00f9 possiamo diventare eredi del paradiso; sempre pi\u00f9 possiamo imprimere nella nostra vita il nome che Dio ci ha donato.<\/p>\n<p>Ci aiuti il Signore stesso in questa nostra opera.<\/p>\n<p align=\"right\"><i>don Giovanni Unterberger<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Tito 2,11-15;\u00a0\u00a0 \u00a0Lc 2,21) Belluno, chiesa di s. Stefano, 1gennaio 2015 Trascorsi otto giorni dalla nascita di Ges\u00f9, Giuseppe e Maria, fedeli alla legge di Mos\u00e8, provvidero a che Ges\u00f9 venisse circonciso. 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