{"id":1975,"date":"2015-01-15T22:48:35","date_gmt":"2015-01-15T20:48:35","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=1975"},"modified":"2015-01-15T22:48:35","modified_gmt":"2015-01-15T20:48:35","slug":"2-domenica-dopo-lepifania","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=1975","title":{"rendered":"2\u00b0 Domenica dopo l&#8217;Epifania"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">( Rm 12,6-16;\u00a0 \u00a0Gv 2,1-11)<\/p>\n<p align=\"right\">Belluno, chiesa di S.Stefano, 18 gennaio 2015<\/p>\n<p>L\u2019evangelista Giovanni ha un modo suo particolare di scrivere il Vangelo; raccontando ci\u00f2 che Ges\u00f9 faceva, egli vuole dirci \u201cchi\u201d Ges\u00f9 fosse. Raccontando di Ges\u00f9 che guar\u00ec un cieco, egli vuole dirci che Ges\u00f9 \u00e8 la luce del mondo; raccontando di Ges\u00f9 che moltiplic\u00f2 i pani, egli vuole presentarci Ges\u00f9 come il pane di vita, il pane dell\u2019Eucaristia; raccontando di Ges\u00f9 che risuscit\u00f2 Lazzaro, Giovanni vuole dirci che Ges\u00f9 \u00e8 la risurrezione e la vita.<\/p>\n<p>In questo brano di Vangelo Giovanni racconta di Ges\u00f9 che prese parte al pranzo di nozze di due sposi, e con questo racconto vuole presentarci Ges\u00f9 come lo sposo dell\u2019umanit\u00e0, lo sposo di ciascuno di noi.<\/p>\n<p>Questo sottile intento appare chiaro dal modo con cui Giovanni racconta i fatti. Egli descrive il matrimonio dei due sposi di Cana in modo del tutto inusuale: la sposa non \u00e8 mai nominata, quasi non ci fosse, strano matrimonio\u2026; lo sposo \u00e8 nominato una sola volta, e, per cos\u00ec dire, accidentalmente, solo a seguito dell\u2019acqua cambiata in vino, quando colui che dirigeva il banchetto chiese allo sposo: \u201c<i>Come mai hai pensato di offrire il vino buono solo ora, alla fine del pranzo di nozze<\/i>?\u201d<\/p>\n<p>Il vero protagonista di quella festa di nozze \u00e8 Ges\u00f9. \u00c8 lui che agisce, \u00e8 lui che opera. Il vino nell\u2019Antico Testamento \u00e8 presentato come il simbolo dei beni che avrebbe portato il Messia, ed ora Ges\u00f9 cambia l\u2019acqua in vino: dona, cio\u00e8, da Messia, i beni della salvezza al mondo; e li dona da \u201csposo\u201d; \u00e8 lui, infatti, che dona il vino, non \u00e8 lo sposo di Cana durante quel pranzo di nozze!<\/p>\n<p>Ges\u00f9 sposo dell\u2019umanit\u00e0 dona la salvezza all\u2019umanit\u00e0 sua sposa.<\/p>\n<p>Questo tema di Ges\u00f9-sposo l\u2019evangelista Giovanni lo aveva gi\u00e0 fatto affiorare al capitolo primo del suo Vangelo (Gv 1,26-27), e lo ripropone di nuovo al capitolo terzo, l\u00e0 dove Giovanni Battista dice di Ges\u00f9: \u201c<i>E\u2019 lui lo sposo a cui appartiene la sposa, l\u2019umanit\u00e0; io sono solo l\u2019amico dello sposo<\/i>\u201d (Gv 3,29).<\/p>\n<p>Anche l\u2019evangelista Marco parla di Ges\u00f9 sposo; Ges\u00f9 dice: \u201c<i>Possono forse digiunare gli invitati a nozze<\/i> (Ges\u00f9 si riferisce agli apostoli) <i>quando lo sposo <\/i>\u2013 che \u00e8 lui \u2013 <i>\u00e8 con loro<\/i>?\u201d (Mc 2,19).<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 lo sposo. Con questa immagine l\u2019evangelista Giovanni riprende tutto un filone di pensiero dell\u2019Antico Testamento, che a cominciare dal profeta Osea (Os 2) e continuando con i profeti Isaia (Is 1,21), Geremia (Ger 3,1), Deuteroisaia (Is 62,4-5), Ezechiele (Ez 16,1-14), presentava Jaweh sposo di Israele.<\/p>\n<p>Abbiamo uno sposo! Ges\u00f9 \u00e8 il nostro sposo! Ges\u00f9 \u00e8 il primo sposo di tutti, anche di chi fosse sposato. Ogni anima ha Cristo come suo sposo.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 vuole vivere con noi una relazione sponsale, una relazione in cui egli si d\u00e0 tutto. E, infatti, nell\u2019Eucaristia egli ci d\u00e0 il suo Corpo; nella Sacra Scrittura ci dona la sua parola, ci parla, ci consiglia, ci illumina, ci conforta, ci corregge, ci tiene compagnia; nel Sacramento della Riconciliazione ci d\u00e0 il suo perdono e ci riabbraccia sempre con infinito amore e con instancabile pazienza. Ges\u00f9 \u00e8 lo sposo fedele; lo sposo tenero e amorevole; lo sposo che non si separa mai da noi e che non ci ripudia mai, neppure qualora noi ci separassimo da lui, lo ripudiassimo, lo dimenticassimo, lo maltrattassimo, lo tradissimo. Egli ha dato la vita per noi sua sposa.<\/p>\n<p>Il celebre, bellissimo e commovente inno alla Croce \u201c<i>Crux fidelis inter omnes<\/i>\u201d, che si canta nel tempo di Passione, in una delle sue strofe chiama la croce \u201ctalamo\u201d, letto sponsale, letto di Cristo sposo: su quel duro, dolorosissimo letto Ges\u00f9 ha consumato le sue nozze con noi! Ges\u00f9, sposo di sacrificio!<\/p>\n<p>Noi vogliamo essere la sua sposa. Vogliamo rispondere con amore ad uno sposo cos\u00ec! Vogliamo essergli fedeli, non disgustarlo in nulla, ascoltarlo e seguirlo, dare risposta piena al suo cuore che ama.<\/p>\n<p>Ci aiuti lui stesso; non permetta che vaghiamo lontano da lui, seguendo falsi amori. Lui sia il re e il centro del nostro cuore; allora ogni altra nostra relazione sar\u00e0 sana, sar\u00e0 santa, sar\u00e0 buona.<\/p>\n<p align=\"right\"><i>Don Giovanni Unterberger<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>( Rm 12,6-16;\u00a0 \u00a0Gv 2,1-11) Belluno, chiesa di S.Stefano, 18 gennaio 2015 L\u2019evangelista Giovanni ha un modo suo particolare di scrivere il Vangelo; raccontando ci\u00f2 che Ges\u00f9 faceva, egli vuole dirci \u201cchi\u201d Ges\u00f9 fosse. 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