{"id":2031,"date":"2015-02-12T23:23:47","date_gmt":"2015-02-12T21:23:47","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=2031"},"modified":"2015-02-12T23:23:47","modified_gmt":"2015-02-12T21:23:47","slug":"6-domenica-del-tempo-ordinario-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=2031","title":{"rendered":"6\u00b0 Domenica del Tempo ordinario"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">(Lev 13,1-2. 45-46;\u00a0\u00a0 1Cor 10,31-11,1;\u00a0\u00a0 Mc 1,40-45)<\/p>\n<p align=\"right\">Duomo di Belluno, sabato 14 febbraio 2015<\/p>\n<p>A Ges\u00f9, quel giorno, le cose non andarono bene; bench\u00e8 egli avesse fatto del bene. Aveva soccorso e aiutato un emarginato, e venne a trovarsi emarginato lui.<\/p>\n<p>Un lebbroso gli si accost\u00f2.\u00a0 I lebbrosi dovevano stare lontani dal consorzio umano, lontano dai villaggi e dai luoghi abitati. Con tutta probabilit\u00e0 Ges\u00f9 stava camminando per strada, stava facendo strada con i suoi apostoli, e un lebbroso gli si par\u00f2 davanti all\u2019improvviso -d\u2019impeto, possiamo immaginare-, senza domandare permesso; Ges\u00f9 se lo trov\u00f2 inginocchiato davanti a supplicarlo: <i>\u201cSignore, se tu vuoi, puoi purificarmi, puoi guarirmi!\u201d<\/i><\/p>\n<p>Quel lebbroso non avrebbe potuto avvicinarsi a Ges\u00f9 e al suo gruppo; la legge di Mos\u00e8 lo proibiva severamente Il lebbroso, per legge, doveva starsene fuori, ai margini della societ\u00e0, lontano da tutti, solo; solo col suo male. Ce lo ha detto la prima lettura. Ma quel lebbroso os\u00f2; os\u00f2 ci\u00f2 che la legge non permetteva di fare.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 lo tocc\u00f2; stese la mano e lo tocc\u00f2; lo tocc\u00f2 e lo guar\u00ec. La lebbra scomparve all\u2019istante. Ges\u00f9 comp\u00ec un gesto di bont\u00e0 e di generosit\u00e0; ma quel gesto ebbe conseguenze negative per lui. Il Vangelo ci ha detto: <i>\u201cGes\u00f9 non poteva pi\u00f9 entrare pubblicamente in una citt\u00e0, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti\u201d<\/i>.<\/p>\n<p>Il lebbroso guarito, anzich\u00e9 tenere riservato il fatto, come Ges\u00f9 gli aveva chiesto, era andato a dire a tutti: \u201cGes\u00f9 mi ha guarito! Ges\u00f9 mi ha toccato e mi ha guarito!\u201d Toccare un lebbroso era diventare impuri, comportava il venirsi a trovare in posizione di estraneit\u00e0 rispetto a tutti, era cadere in stato di emarginazione. Ges\u00f9 venne ad essere un emarginato; non poteva pi\u00f9 entrare pubblicamente nelle citt\u00e0 e nei villaggi. Solo sottoponendosi a determinati riti, abluzioni, esami e responsi di sacerdoti, si poteva venire recuperarti al vivere in societ\u00e0. Ges\u00f9, dunque, guar\u00ec un emarginato, lo riammise in societ\u00e0, e divenne lui un emarginato, fuori societ\u00e0.<\/p>\n<p>Esperienza, questa, che conteneva in anticipo ci\u00f2 che in modo molto pi\u00f9 doloroso Ges\u00f9 avrebbe sperimentato e vissuto. Ges\u00f9, incarnandosi, facendosi uomo, venne a contatto con l\u2019uomo, venne a \u201ctoccare\u201d l\u2019uomo e il suo peccato. Ges\u00f9 venne \u201ccontaminato\u201d dal peccato dell\u2019uomo. Non nel senso che l\u2019avesse commesso lui; <i>\u201cEgli non commise peccato\u201d<\/i>, ci dice la Sacra Scrittura (1Pt 2,22), ma nel senso che egli prese su di s\u00e9 il peccato dell\u2019umanit\u00e0, e venne a trovarsi, per cos\u00ec dire, lontano da Dio, estraneo a lui. Sulla croce Ges\u00f9 grid\u00f2: <i>\u201cDio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u201d <\/i>(Mc 15,34), citando il salmo 22, che continua dicendo: <i>\u201cTu, Dio, sei lontano da me, dalla mia salvezza\u201d<\/i>. Ges\u00f9 si sent\u00ec estraneo al Padre; si sent\u00ec emarginato rispetto al Padre. Tra lui e il Padre c\u2019era tutto il peccato del mondo; il peccato dal peccato di Adamo fino al peccato dell\u2019ultimo uomo che vivr\u00e0 sulla terra.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 estraneo a Dio! Ges\u00f9 emarginato nei confronti di Dio! Noi, eravamo emarginati; noi, ci eravamo allontanati e posti in situazione di estraneit\u00e0; noi eravamo fuori della comunione con Dio! E Ges\u00f9, \u201ctoccandoci\u201d, prendendo su di s\u00e9 il nostro peccato, la nostra lebbra, ci riport\u00f2 alla comunione con il Signore, ci ricolloc\u00f2 tra le braccia del Padre, rimettendoci lui, soffrendo lui estraneit\u00e0 ed emarginazione. Ma Do lo risuscit\u00f2, gli diede la gloria pi\u00f9 grande che ci sia, lo fece sedere alla destra di s\u00e9 nell\u2019alto dei cieli, re e signore dell\u2019universo.<\/p>\n<p>A quel Ges\u00f9, resosi emarginato per noi, emarginato per amore, noi possiamo ricorrere. Dice il Vangelo che a Ges\u00f9, costretto a rimanere in luoghi deserti, impedito di entrare in citt\u00e0 e nei villaggi, la gente ricorreva da ogni parte. Per la gente Ges\u00f9 non era un impuro; aveva toccato un lebbroso, s\u00ec, ma la lebbra non l\u2019aveva preso; anzi egli aveva vinto la lebbra! Ges\u00f9 era salvezza; Ges\u00f9 era salvatore.<\/p>\n<p>Con le nostre lebbre noi possiamo avvicinarci a Ges\u00f9. Nessuna legge ce lo impedisce; anzi tutto ci spinge a farlo. Ges\u00f9 non teme il nostro peccato; Ges\u00f9 \u00e8 pi\u00f9 forte del nostro peccato. Ges\u00f9 non teme di diventare emarginato per noi; egli desidera immensamente toglierci dalla nostra estraneit\u00e0 ed emarginazione da Dio, riportarci alla piena comunione con il Signore, donarci salute, sanit\u00e0 interiore, salvezza, serenit\u00e0, gioia.<\/p>\n<p><i>\u201cSignore<\/i> -diciamo con il lebbroso- <i>se tu vuoi, puoi purificarmi!\u201d<\/i>\u00a0 &#8211;\u00a0 Ed egli ci dir\u00e0: <i>\u201cLo voglio, sii purificato\u201d<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Lev 13,1-2. 45-46;\u00a0\u00a0 1Cor 10,31-11,1;\u00a0\u00a0 Mc 1,40-45) Duomo di Belluno, sabato 14 febbraio 2015 A Ges\u00f9, quel giorno, le cose non andarono bene; bench\u00e8 egli avesse fatto del bene. 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