{"id":3194,"date":"2016-10-18T16:34:03","date_gmt":"2016-10-18T14:34:03","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3194"},"modified":"2016-10-18T16:34:03","modified_gmt":"2016-10-18T14:34:03","slug":"30-domenica-del-tempo-ordinario-forma-ordinaria-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=3194","title":{"rendered":"30\u00b0 Domenica del Tempo ordinario (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DMMH_omelia_30domenica_O_161023.pdf\" rel=\"attachment wp-att-3193\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3193\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Immagine_Omelia_O_161023-300x152.jpg\" alt=\"immagine_omelia_o_161023\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Immagine_Omelia_O_161023-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Immagine_Omelia_O_161023-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Immagine_Omelia_O_161023.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DMMH_omelia_30domenica_O_161023.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p>Sir 35, 15b-17.20-22a;\u00a0\u00a0 2 Tim 4,6-8;\u00a0\u00a0 Lc 18,9-14<\/p>\n<p>Duomo di Belluno, 23 ottobre 2016<\/p>\n<p>Nella parabola che abbiamo ora ascoltato Ges\u00f9 ha messo vicini tra di loro, a confronto, un fariseo e un pubblicano. C\u2019\u00e8 un personaggio che nella sua vita ha incarnato tutte e due queste figure; un personaggio importante, che \u00e8 stato fariseo e che poi da fariseo si \u00e8 convertito, riconoscendosi peccatore, bisognoso di misericordia e di salvezza: \u00e8 l\u2019apostolo Paolo.<\/p>\n<p>Paolo nella lettera ai Filippesi scrive di s\u00e9: <em>\u201cSono stirpe di Israele, della trib\u00f9 di Beniamino, ebreo da ebrei, circonciso l\u2019ottavo giorno, fariseo quanto alla legge, irreprensibile quanto alla giustizia che deriva dall\u2019osservanza della legge\u201d <\/em>(Fil 3-5-6); e nella lettera ai Galati scrive: <em>\u201cSuperavo nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com\u2019ero nel sostenere le tradizioni dei padri\u201d <\/em>(Gal 1,14).<\/p>\n<p>Paolo era fariseo, un fariseo doc, convinto e acceso; era addirittura membro del Sinedrio, la pi\u00f9 importante assise di Israele. Da fervente fariseo Paolo osservava la legge di Mos\u00e8 alla lettera, e riteneva che dall\u2019osservanza della legge sarebbe derivata la sua salvezza. Ma sulla via di Damasco, mentre vi andava a incarcerare i cristiani di quella citt\u00e0, gli apparve il Signore, che gli fece comprendere che a salvarlo era lui, Ges\u00f9, e che Paolo non si sarebbe potuto salvare da solo, con le proprie opere. Fu la fine di Paolo fariseo.<\/p>\n<p>Paolo cominci\u00f2 a scrivere nelle sue lettere:<em> \u201cTra tutti i peccatori il primo sono io\u201d<\/em> (1Tim 1,15); <em>\u201cNon riesco a capire ci\u00f2 che faccio; nel mio intimo acconsento alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un\u2019altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che \u00e8 nelle mie membra. C\u2019\u00e8 in me il desiderio del bene, ma non la capacit\u00e0 di attuarlo; infatti non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio; quando voglio fare il bene, il male \u00e8 accanto a me. Sono uno sventurato. Cristo, solo Cristo, mi pu\u00f2 salvare!\u201d<\/em> (Rom 8,14-25). E Paolo si riconobbe peccatore; nella lettera ai Romani scrive: <em>\u201cTutti sono sotto il dominio del peccato; non c\u2019\u00e8 nessun giusto, nemmeno uno; tutti hanno traviato e si sono pervertiti\u201d <\/em>(Rom 3.9-12). Tutti, quindi, hanno bisogno della misericordia e del perdono di Dio.<\/p>\n<p>Da superbo fariseo, Paolo, accecato dall\u2019orgoglio, si riteneva giusto e santo, pago delle sue opere, in diritto di giudicare e disprezzare pubblicani e peccatori; ma la verit\u00e0 era un\u2019altra: anche lui era peccatore, anche lui era mancante e inadempiente; anche lui aveva bisogno di perdono e di salvezza. Da fariseo Paolo divent\u00f2 pubblicano.<\/p>\n<p>E\u2019 il cammino richiesto a tutti noi. Non siamo giusti, non possiamo dire:<em>\u201cO Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini peccatori\u201d<\/em>, perch\u00e9 peccatori lo siamo anche noi. Non c\u2019\u00e8 spazio al mondo per i farisei; i farisei sono fuori posto; al mondo c\u2019\u00e8 spazio e posto solo per pubblicani e peccatori. Ma non \u00e8 poi cos\u00ec condizione di perdizione essere peccatori; per il peccatore c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di rivolgere al Signore la preghiera del pubblicano della parabola: <em>\u201cO Dio, abbi piet\u00e0 di me peccatore\u201d<\/em> e di tornare a casa giustificato, trovare aperte le braccia del Signore pronte ad accoglierlo e ad abbracciarlo.<\/p>\n<p>Il fariseo della parabola -ci ha detto il Vangelo- disprezzava gli altri. Noi non ci sentiremo di disprezzare nessuno. Ci ricorderemo delle parole di Ges\u00f9: <em>\u201cChi \u00e8 senza peccato scagli la prima pietra\u201d<\/em> (Gv 8,7); e, semmai, se vedremo qualcuno peccare, pregheremo per lui, consci che \u00e8 un nostro fratello, e che noi siamo della stessa pasta.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia Sir 35, 15b-17.20-22a;\u00a0\u00a0 2 Tim 4,6-8;\u00a0\u00a0 Lc 18,9-14 Duomo di Belluno, 23 ottobre 2016 Nella parabola che abbiamo ora ascoltato Ges\u00f9 ha messo vicini tra di loro, a confronto, un fariseo e un pubblicano. 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