{"id":3243,"date":"2016-11-09T00:11:24","date_gmt":"2016-11-08T22:11:24","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3243"},"modified":"2016-11-11T00:53:04","modified_gmt":"2016-11-10T22:53:04","slug":"25-domenica-dopo-pentecoste-forma-straordinaria-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=3243","title":{"rendered":"26\u00b0 Domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/DMMH_omelia_26domenica_S_161113.pdf\" rel=\"attachment wp-att-3246\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3246\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Immagine_Omelia_S_161113-1-300x152.jpg\" alt=\"immagine_omelia_s_161113\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Immagine_Omelia_S_161113-1-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Immagine_Omelia_S_161113-1-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Immagine_Omelia_S_161113-1.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/DMMH_omelia_26domenica_S_161113.pdf\">QUI <\/a>per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p>1 Tess 1,2-10;\u00a0\u00a0 Mt 13,21-35<\/p>\n<p>Belluno, chiesa di s. Stefano, 13 novembre 2016<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la terza domenica di seguito che, mentre epistola e vangelo cambiano, l\u2019introito, il graduale, il versetto all\u2019Alleluja, l\u2019antifona all\u2019offertorio e alla comunione restano invariati, sono sempre gli stesi, e sono testi meravigliosi, che ci parlano di realt\u00e0 straordinariamente belle e consolanti.<\/p>\n<p>L\u2019introito \u00e8 preso dal libro del profeta Geremia. Il profeta ha davanti a s\u00e9 gli esuli di Gerusalemme deportati a Babilonia. Essi si trovano in terra straniera, fatti schiavi dal re Nabuccodonosor, e ormai senza speranza di ritorno in patria. Ad essi il profeta rivolge una parola di straordinaria consolazione: <em>\u201cCos\u00ec dice il Signore: \u2018Io nutro per voi pensieri di pace e non di sventura. Mi invocherete\u00a0 e io vi esaudir\u00f2, e vi riscatter\u00f2 da qualunque luogo in cui siete stati fatti schiavi\u2019 \u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Promessa meravigliosa! <em>\u201cIo nutro per voi pensieri di pace\u201d<\/em>. Dio non \u00e8 arrabbiato con quegli esuli. Nutre pensieri di pace. Essi gli sono stati infedeli, l\u2019hanno offeso, hanno violato l\u2019alleanza con lui; ma egli, Dio, non \u00e8 arrabbiato con loro. E vuole andare a riprenderli da qualsiasi luogo in cui essi si trovano ad essere schiavi, per riportarli a libert\u00e0.<\/p>\n<p>Sono molte le schiavit\u00f9 che ancor oggi tengono oppressi gli uomini: schiavit\u00f9 dal male, da cattive passioni, da cattive abitudini; schiavit\u00f9 dal denaro, dal sesso, da un \u2018io\u2019 superbo; schiavit\u00f9 da paure, da situazioni di incomunicabilit\u00e0 con persone amiche e famigliari; schiavit\u00f9 da rancori, invidie, gelosie. Siamo schiavi.<em> \u201cFacciamo il male che non vorremmo fare e non riusciamo a fare il bene che vorremmo fare\u201d<\/em>, dice san Paolo (cfr Rm 7,19). Siamo schiavi del peccato e della nostra debolezza.<\/p>\n<p>Il Signore vuole liberare l\u2019uomo da ogni schiavit\u00f9, anche da quelle schiavit\u00f9 in cui l\u2019uomo fosse caduto per colpa propria, per non avere a sufficienza ascoltato il Signore, come gli esuli di Gerusalemme, finiti schiavi a Babilonia per non aver ascoltato Dio e i profeti. Da ogni schiavit\u00f9 vi riscatter\u00f2, dice il Signore.<\/p>\n<p><em>\u201cDall\u2019abisso io grido a te, o Signore; Signore, ascolta la mia preghiera\u201d<\/em>, recitano il versetto all\u2019Allleuja e l\u2019antifona all\u2019offertorio. \u2018Dall\u2019abisso in cui mi trovo, o Signore, io grido a te\u2019, diciamo anche noi. Ciascuno di noi ha le sue schiavit\u00f9, schiavit\u00f9 che hanno il sapore dell\u2019abisso, di una profondit\u00e0 e di una difficolt\u00e0 che non riusciamo a vincere e a superare. Siamo nell\u2019abisso, incapaci di risalire; ma dal nostro abisso noi gridiamo a Dio, a quel Dio che, dal cielo, \u00e8 sceso nell\u2019abisso degli uomini, per sollevare l\u2019uomo dall\u2019abisso ed innalzarlo fino al cielo, fino a s\u00e9.<\/p>\n<p>La nostra preghiera \u00e8 fiduciosa e crede che sar\u00e0 ascoltata. L\u2019antifona alla comunione recita: <em>\u201cIn verit\u00e0 io vi dico: \u2018Tutto quello che domandate nella preghiera, credete che lo riceverete e che vi sar\u00e0 dato\u2019 \u201d<\/em>. Sono parole di Ges\u00f9. La nostra preghiera \u00e8 rivolta non a un Dio cattivo e duro, ma a un Dio ben disposto verso di noi, che vuole gi\u00e0 di sua volont\u00e0 venirci incontro, liberarci dalla schiavit\u00f9, tirarci fuori dall\u2019abisso. A questo Dio noi gridiamo, e attendiamo da lui la salvezza. Egli nutre per noi pensieri di pace e non di sventura.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia 1 Tess 1,2-10;\u00a0\u00a0 Mt 13,21-35 Belluno, chiesa di s. 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