{"id":3378,"date":"2017-01-02T12:40:07","date_gmt":"2017-01-02T10:40:07","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3378"},"modified":"2017-01-02T12:40:32","modified_gmt":"2017-01-02T10:40:32","slug":"3378","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=3378","title":{"rendered":"Epifania del Signore"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DMMH_omelia_170106_OS_Epifania.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3376\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Immagine_Omelia_SO_170106-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Immagine_Omelia_SO_170106-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Immagine_Omelia_SO_170106-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Immagine_Omelia_SO_170106.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DMMH_omelia_170106_OS_Epifania.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Is 60,1-6; \u00a0\u00a0\u00a0Ef 3,2-3a. 5-6;\u00a0\u00a0 \u00a0Mt 2,1-12)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Belluno, duomo, 5 gennaio 2017 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Belluno chiesa di s. Stefano, 6 gennaio 2017<\/p>\n<p><em>\u201cLa conoscenza di Ges\u00f9 \u00e8 il lavoro pi\u00f9 importante della nostra vita\u201d<\/em>. Queste parola di papa Francesco possono essere prese a compendio e a sintesi del Vangelo che abbiamo ora ascoltato.<\/p>\n<p>Da lontano, dall\u2019oriente, tre misteriosi personaggi si mossero verso Betlemme. Di essi il Vangelo non dice granch\u00e9 direttamente: non dice con esattezza il loro paese d\u2019origine, il luogo preciso da dove sarebbero partiti; non dice a quale popolo appartenessero; di che religione fossero. Indirettamente, per\u00f2, dal testo possiamo dedurre che non fossero ebrei (venivano dall\u2019oriente), e quindi fossero pagani; che fossero persone colte: osservavano le stelle, i fenomeni celesti; che fossero persone ricche: portarono a Ges\u00f9 bambino doni preziosi, oro, incenso e mirra.<\/p>\n<p>Questi personaggi di tutto rispetto lasciarono le loro case, la loro terra, i loro affetti, i loro impegni e si misero alla ricerca\u00a0 di Ges\u00f9, il nato Messia. Arrivarono fino a Betlemme. Il viaggio non dovette essere facile e senza fatiche: a un certo punto la stella che era loro apparsa e che li guidava non la videro pi\u00f9; dovettero chiedere ad Erode dove fosse nato il Messia che cercavano. Nulla li ferm\u00f2; nessun ostacolo ferm\u00f2 la loro ricerca. Essi sentivano che la cosa pi\u00f9 importante per loro, per la loro vita, era trovare e rendere omaggio al nato Messia. Sentivano che quell\u2019incontro sarebbe stato la loro fortuna, avrebbe dato al loro vivere un nuovo senso e un nuovo orientamento. E partirono.<\/p>\n<p><em>\u201cLa conoscenza di Ges\u00f9 \u00e8 il lavoro pi\u00f9 importante della nostra vita\u201d<\/em>, dice papa Francesco. Noi abbiamo molti lavori; ciascuno di noi ha impegni e molte cose cui attendere e da sbrigare; ma che il cercare di conoscere Ges\u00f9, lo stabilire una relazione profonda con lui, il diventargli familiari, e lui familiare a noi, sia davvero il lavoro pi\u00f9 importante della nostra vita? S\u00ec, lo \u00e8 davvero. Il Catechismo di san Pio X, quello che da ragazzi abbiamo studiato noi anziani, poneva, tra le altre, questa domanda: <em>\u201cPer qual fine Dio ci ha creati?\u201d<\/em> E dava la seguente risposta: <em>\u201cDio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell\u2019altra in paradiso\u201d<\/em>. Il lavoro pi\u00f9 importante per l\u2019uomo \u00e8 conoscere e amare Dio, \u00e8 servirlo e onorarlo. Da Dio infatti veniamo, e a Dio andiamo; a lui siamo diretti e a lui approderemo.<\/p>\n<p>I Magi, chiamati dalla stella, capirono che per loro la cosa importante, pi\u00f9 di ogni altra, era cercare Ges\u00f9. E furono felici quando l\u2019ebbero trovato. Il Vangelo dice che quando videro riapparire la stella e individuarono la casa in cui Ges\u00f9 si trovava, <em>\u201cprovarono una gioia grandissima\u201d<\/em>. Papa Francesco nella sua Esortazione apostolica <em>\u201cEvangelii gaudium\u201d<\/em> esorta i cristiani alla gioia; dice che un tratto caratteristico che non pu\u00f2 mancare al cristiano \u00e8 la gioia. Ma dove trover\u00e0 il cristiano la gioia? da dove la attinger\u00e0? quella gioia che sa durare e resistere anche di fronte alla prova, alla fatica, alla sofferenza, al dolore, all\u2019offesa, all\u2019ingiustizia.? Da dove la attinger\u00e0 se non da Cristo, dall\u2019aver cercato Cristo, dall\u2019aver trovato Cristo, dall\u2019aver incontrato lui?<\/p>\n<p>I Magi furono aiutati dalla stella ad arrivare a Betlemme; anche noi abbiamo tanti aiuti per camminare verso il Signore; li vorremo mettere in pratica, coscienti e consapevoli che <em>\u201cla conoscenza di Ges\u00f9 \u00e8 il lavoro pi\u00f9 importante della nostra vita\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Is 60,1-6; \u00a0\u00a0\u00a0Ef 3,2-3a. 5-6;\u00a0\u00a0 \u00a0Mt 2,1-12) Belluno, duomo, 5 gennaio 2017 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Belluno chiesa di s. 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