{"id":3427,"date":"2017-01-18T11:05:17","date_gmt":"2017-01-18T09:05:17","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3427"},"modified":"2017-01-18T11:05:17","modified_gmt":"2017-01-18T09:05:17","slug":"3a-domenica-dopo-lepifania-forma-straordinaria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=3427","title":{"rendered":"3a Domenica dopo l\u2019Epifania (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DMMH_omelia_3dopoEpifania_S_170122.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3424\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Immagine_Omelia_S_170122-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Immagine_Omelia_S_170122-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Immagine_Omelia_S_170122-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Immagine_Omelia_S_170122.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DMMH_omelia_3dopoEpifania_S_170122.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">( Rm 12,16-21;\u00a0\u00a0 Mt 8,1-13)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Belluno, chiesa di S. Stefano, 22 gennaio 2017<\/p>\n<p>Il lebbroso che si avvicin\u00f2 a Ges\u00f9 chiedendo di essere guarito, gli si prostr\u00f2 davanti; non rimase in piedi, gli si prostr\u00f2 davanti. Il gesto della prostrazione \u00e8 un gesto forte, un gesto che riconosce, nella persona davanti alla quale viene posto, una dignit\u00e0 e un\u2019autorit\u00e0 particolare.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte questo gesto \u00e8 ricordato nei Vangeli. I Magi si prostrarono davanti al nato Messia (cfr Mt 2,11); il capo della sinagoga di Cafarnao, nel chiedere a Ges\u00f9 la guarigione della figlia ammalata, gli si prostr\u00f2 davanti (cfr Mt 9,18); gli apostoli, subito dopo che Ges\u00f9 ebbe placato il vento di burrasca su lago, gli si prostrarono dinanzi (cfr Mt 14,32); la donna cananea, nel chiedere la grazia per la figlia ammalata, si prostr\u00f2 davanti a Ges\u00f9 (cfr Mt 15,25); la madre degli apostoli Giacomo e Giovanni, nel perorare per i figli i primi posti nel regno di Ges\u00f9, gli si prostr\u00f2 davanti (cfr Mt 20,20); le donne, il mattino di Pasqua, vedendo Ges\u00f9 risorto, gli si prostrarono dinanzi (cfr Mt 28,9).<\/p>\n<p>Il verbo usato dagli evangelisti \u00e8 il verbo \u2018proskyn\u00e8o\u2019 (\u03c0\u03c1\u03bf\u03c3\u03ba\u03c5\u03bd\u03ad\u03c9), che \u00e8 il verbo proprio del sommo rispetto e del sommo omaggio. Esso indica propriamente la prostrazione con anche l\u2019invio di un bacio verso la persona dinanzi alla quale ci si prostra. Tale verbo, nei Vangeli e negli altri scritti del Nuovo Testamento, viene anche usato per esprimere il culto di adorazione, il culto pi\u00f9 alto reso a Dio. Ges\u00f9, nel Vangelo di Giovanni, dice: <em>\u201cI veri adoratori adoreranno (proskyn\u00e8o) il Padre in spirito e verit\u00e0\u201d<\/em> (Gv 4,23);\u00a0 l\u2019autore dell\u2019Apocalisse, descrivendo la liturgia del cielo, dice che tutti, in cielo, angeli e uomini, si prostrano in adorazione (proskyn\u00e8o) davanti a Dio e all\u2019Agnello, Cristo (cfr Ap 4,10; 5,13-14).<\/p>\n<p>A Dio \u00e8 dovuta l\u2019adorazione, a Dio \u00e8 dovuta la \u2018proskynesis\u2019 pi\u00f9 alta. Egli \u00e8 il creatore di tutto; \u00e8 colui che tiene in mano l\u2019universo e la storia; \u00e8 il principio e la sorgente di ogni bene che esiste; \u00e8 il sommo Bene, la perfezione assoluta, l\u2019Amore, la Verit\u00e0, la Potenza, la Forza, la Bellezza, la Bont\u00e0, la Misericordia, la Vita, l\u2019Eternit\u00e0. Egli \u00e8 il Dio con noi, l\u2019Emmanuele, e insieme \u00e8 \u2018Sua Maest\u00e0\u2019, colui che <em>\u201ci cieli dei cieli non possono contenere\u201d<\/em>, dice la Sacra Scrittura (1Re,8,27): colui davanti al quale i Serafini si coprono il volto nel mentre che proclamano: \u201cSanto, santo, santo\u201d. indegni di guardarlo (cfr Is 6,2-3). Dio \u00e8 Dio!<\/p>\n<p>Le domeniche che stiamo celebrando invitano all\u2019adorazione. L\u2019introito della Messa di domenica scorsa iniziava dicendo: <em>\u201cTutta la terra ti adori, o Dio\u201d<\/em>. E l\u2019introito della Messa di oggi, e delle altre tre prossime domeniche dopo l\u2019Epifania, inizia dicendo: <em>\u201cAdorate Dio, voi tutti suoi angeli\u201d<\/em>. Terra e cielo deve adorare il Signore.<\/p>\n<p>La preghiera \u00e8 fatta di lode, di ringraziamento di supplica, di richiesta di perdono, ma non pu\u00f2 mancare la preghiera di adorazione. Essa ci riporta alla nostra vera realt\u00e0, di creature che da sole non sono nulla, perch\u00e9 tutto ricevono momento per momento, l\u2019esistenza stessa, da Dio. Sant\u2019Agostino pregava cos\u00ec:<em> \u201cDomine, noverim me, noverim te\u201d, \u201cSignore, che io conosca me, che io conosca te. Che io riconosca \u2018il tutto\u2019 che tu sei, e \u2018il niente\u2019 che sono io senza di te\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019adorazione non ci svilisce; anzi, svuotandoci completamente di noi, ci rende possibile essere colmati di Dio, ricevere la pienezza della sua grazia e della sua vita. Dio si dona l\u00e0 dove trova \u2018il nulla\u2019. Viviamo di pi\u00f9 in adorazione; viviamo di pi\u00f9 prostrati davanti al Signore, nella preghiera e nella vita. Di pi\u00f9 consapevoli di quanto egli sia grande, di quanto egli sia immenso, di quanto egli sia santo e buono. La sua \u2018maest\u00e0\u2019 non \u00e8 \u2018contro di noi\u2019, \u00e8 \u2018per noi\u2019; la sua maest\u00e0 \u00e8 solo grazia per noi.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia ( Rm 12,16-21;\u00a0\u00a0 Mt 8,1-13) Belluno, chiesa di S. 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