{"id":3628,"date":"2017-05-10T09:20:31","date_gmt":"2017-05-10T07:20:31","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3628"},"modified":"2017-05-10T09:20:31","modified_gmt":"2017-05-10T07:20:31","slug":"4a-domenica-dopo-pasqua-forma-straordinaria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=3628","title":{"rendered":"4a Domenica dopo Pasqua (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/DMMH_omelia_170514_S_4domPasqua.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3623\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Immagine_Omelia_S_170514-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Immagine_Omelia_S_170514-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Immagine_Omelia_S_170514-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Immagine_Omelia_S_170514.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/DMMH_omelia_170514_S_4domPasqua.pdf\">QUI<\/a>\u00a0per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Giac 1,17-21;\u00a0\u00a0 Gv 16,5-14<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Belluno, chiesa di s. Stefano, 14 maggio 2017<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 mistero. Di lui qualcosa conosciamo: conosciamo che visse in Palestina duemila anni fa; che predic\u00f2 e comp\u00ec miracoli; che mor\u00ec in croce e che risuscit\u00f2; che sal\u00ec al cielo. Sappiamo che era il Figlio di Dio, Dio egli stesso; e che morendo e risorgendo ci ha salvati e redenti dai nostri peccati. Conosciamo molte sue parole. Ma non tutto conosciamo di lui; egli ci \u00e8 ancora mistero.<\/p>\n<p>Nel Vangelo che abbiamo ora ascoltato egli stesso si dice tale, cerca di far capire agli apostoli che egli per loro \u00e8 realt\u00e0 non ancora del tutto nota, nota solo in parte; che\u00a0 molto di lui essi ancora non sanno; e lamenta la loro poca curiosit\u00e0, il loro poco desiderio di conoscerlo di pi\u00f9 in ci\u00f2 che egli \u00e8. Ges\u00f9 dice agli apostoli durante l\u2019ultima cena: <em>\u201cOra vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove vai?\u201d<\/em>. Ges\u00f9 sta per morire, risorgere e ricongiungersi al Padre: cosa grande e misteriosa. Come capire che cosa veramente ci\u00f2 significava; in che cosa consisteva; quali effetti avrebbe procurato al mondo e ad ogni vita? Gli apostoli non chiedono, non domandano, non penetrano il mistero di Ges\u00f9, mentre Ges\u00f9 avrebbe desiderato tanto di essere conosciuto.<\/p>\n<p>Quanto di lui ancora anche a noi resta mistero! Che cosa vorr\u00e0 dire: <em>\u201cIo ho un\u2019acqua viva; chi beve di quest\u2019acqua non avr\u00e0 pi\u00f9 sete in eterno\u201d? <\/em>(Gv 4,14). Che cosa vorr\u00e0 dire:<em> \u201cRimante in me e io in voi\u201d? <\/em>(Gv 15,4);<em> \u201cIo e il Padre siamo una cosa sola\u201d? <\/em>(Gv 10,30);<em> \u201cIo sono la luce del mondo\u201d<\/em> (Gv 8,12);<em> \u201cIo sono il vostro buon pastore\u201d?<\/em> (Gv 10,14). Quali profondit\u00e0 si nascondono in queste parole!<\/p>\n<p>S\u00ec, le parole le comprendiamo, ma le realt\u00e0 grandi che esse contengono noi le comprendiamo fino in fondo? Riusciamo a capirle fino a che esse diventino vita della nostra vita, sostanza del nostro essere? Per conoscere Cristo non \u00e8 sufficiente \u2018sapere\u2019 di lui; \u00e8 necessario \u2018farne esperienza\u2019.<\/p>\n<p>San Paolo dice di Ges\u00f9: <em>\u201cIn Cristo abita corporalmente tutta la pienezza della divinit\u00e0\u201d<\/em> (Col 2,9); <em>\u201cTutto fu fatto per mezzo di lui e in vista di lui; tutte le cose in lui sussistono; egli \u00e8 il capo del corpo che \u00e8 la Chiesa\u201d<\/em> (Col 1,16-18). Riusciamo noi ad andare fino in fondo a tali realt\u00e0? Dobbiamo riconoscere di avere ancora molta strada da fare per conoscere davvero Ges\u00f9, cos\u00ec che egli ci diventi persona nota, conosciuta, del tutto familiare.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiungono le sue parole:<em> \u201cHo molte cose ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso\u201d<\/em>. Ges\u00f9 ha ancora molto da dirci di s\u00e9; e per potercelo dire ha bisogno di trovare cuori che lo desiderano, vite che sanno fare silenzio, volont\u00e0 che lo cercano. Cercare il Signore, desiderare il Signore, volerlo conoscere \u00e8 segno di amore. <em>\u201cA chi mi ama mi manifester\u00f2\u201d<\/em>, egli ha detto (Gv 14,21). Se ameremo Ges\u00f9 spendendo tempo per stare con lui, sforzandoci di compiere le cose che a lui sono gradite, tenendolo presente in tutto ci\u00f2 che facciamo, egli ci si riveler\u00e0, ci si manifester\u00e0 sempre di pi\u00f9. E non con una conoscenza puramente intellettuale, ma con una conoscenza vitale, fatta di comunione e di amicizia, di condivisione e di amore. Sar\u00e0 il conoscere davvero che cosa significhi e che cose sia: <em>\u201cIo sono in voi e voi in me\u201d <\/em>(Gv 15,4) !<\/p>\n<p>E che cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 grande, di pi\u00f9 esaltante, di pi\u00f9 salvifico che essere un tutt\u2019uno con Ges\u00f9, il Figlio di Dio?<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI\u00a0per scaricare l&#8217;omelia Giac 1,17-21;\u00a0\u00a0 Gv 16,5-14 Belluno, chiesa di s. Stefano, 14 maggio 2017 &nbsp; Ges\u00f9 \u00e8 mistero. 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