{"id":3653,"date":"2017-06-07T21:02:36","date_gmt":"2017-06-07T19:02:36","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3653"},"modified":"2017-06-07T21:02:36","modified_gmt":"2017-06-07T19:02:36","slug":"solennita-della-santissima-trinita-forma-ordinaria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=3653","title":{"rendered":"Solennit\u00e0 della Santissima Trinit\u00e0 (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/DMMH_omelia_1706611_SSTrinit\u00e0.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3652\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Immagine_Omelia_O_170611-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Immagine_Omelia_O_170611-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Immagine_Omelia_O_170611-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Immagine_Omelia_O_170611.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/DMMH_omelia_1706611_SSTrinit\u00e0.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Es 34, 4b-6.8-9;\u00a0\u00a0 2Cor 13,11-13;\u00a0\u00a0 Gv 3,16-18)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Duomo di Belluno e chiesa di s. Pietro, 11 giugno 2017<\/p>\n<p>Sant\u2019Elisabetta della Trinit\u00e0 si \u00e8 fatta santa col Mistero che oggi celebriamo. Elisabetta era una ragazza francese, nata a Digione nel 1880: temperamento focoso, combattivo, incline a scoppi d\u2019ira e di rabbia. A 14 anni gi\u00e0 voleva entrare in monastero e consacrarsi a Dio nel Carmelo, le cui mura di cinta vedeva dalle finestre della sua casa, ma la madre, che sognava per lei una vita di matrimonio, le disse: \u201cQuando sarai maggiorenne, deciderai\u201d.<\/p>\n<p>A 19 anni Elisabetta ebbe una grazia singolare. In un colloquio con un frate domenicano si sent\u00ec dire:<em> \u201cFigliola, il Padre \u00e8 in te, il Figlio \u00e8 in te, lo Spirito Santo \u00e8 in te. Ges\u00f9 ha detto: \u2018Se uno mi ama, il Padre mio lo amer\u00e0, e noi verremo a lui e prenderemo dimora dentro di lui\u2019 \u201d <\/em>(Gv 14,23). Elisabetta rimase folgorata. Quelle parole le rivelarono la verit\u00e0 che da quel momento innerv\u00f2 tutta la sua vita. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo erano in lei, la abitavano; lei, Elisabetta, era il Cielo di Dio, il suo paradiso, il luogo della sua dimora.<\/p>\n<p>Diventata monaca nel Carmelo di Digione col nome di Elisabetta della Trinit\u00e0, Elisabetta parl\u00f2 spesso nei suo scritti di questo dono e di questo tesoro:<em> \u201cPenso che la mia anima \u00e8 il tempio di Dio; ad ogni istante del giorno e della notte le Tre Persone divine abitano in me. Quando rinnovo questa consapevolezza, entro in un\u2019intimit\u00e0 davvero adorabile; non mi sento pi\u00f9 sola\u201d<\/em>.\u00a0\u00a0\u00a0 <em>\u201cLa Trinit\u00e0, ecco la nostra dimora, la nostra casa, la casa paterna dalla quale non dobbiamo uscire pi\u00f9. Il Signore l\u2019ha detto un giorno: \u201cLo schiavo non dimora sempre nella casa, ma il figlio vi dimora sempre\u201d<\/em> (Gv 8,35)<em>. Dio in me e io in lui! Che gioioso mistero la presenza di Dio dentro di noi, nell\u2019intimo santuario delle nostre anime, dove sempre lo possiamo trovare, anche quando non avvertiamo sensibilmente la sua presenza! Mi pare d\u2019aver trovato il Cielo sulla terra, perch\u00e9 il Cielo \u00e8 Dio, e Dio \u00e8 nell\u2019anima\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Al dono della presenza in lei delle Tre Persone divine, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, sant\u2019Elisabetta rispose con entusiasmo e con grande generosit\u00e0. Rispose con due atteggiamenti: un grande silenzio e una continua lode.<\/p>\n<p>Un grande silenzio. Scrive nelle sue lettere: <em>\u201cL\u2019anima ha bisogno di silenzio. Stiamo in silenzio per ascoltare Colui che ha tanto da dirci! O Verbo eterno, Parola del mio Dio, voglio passare la mia vira ad ascoltarti\u201d<\/em>. L\u2019ascolto di Dio \u00e8 la grande arte che l\u2019uomo deve imparare. Ascoltare ci\u00f2 che Dio ha da dirci \u00e8 il segreto per crescere, per maturare, per avere la pace, la vita; per non smarrire la strada. La capacit\u00e0 di stare in silenzio domanda maturit\u00e0, \u00e8 segno di personalit\u00e0 forte, di personalit\u00e0 che sa reggere e stare in piedi senza il bisogno continuo di potare sempre qualcosa di nuovo dentro di s\u00e9. Stare in silenzio mette a contatto col Mistero; permette all\u2019uomo di affacciarsi su di esso; permette al Mistero di parlarci, di svelarsi.<\/p>\n<p>Oltre a un grande silenzio, sant\u2019Elisabetta offr\u00ec ai suoi divini Tre, come li chiamava, una continua lode. A un sacerdote scrisse: <em>\u201cVoglio farLe una confidenza: il mio sogno \u00e8 di essere la lode della gloria di Dio. Voglio fare tutto per la sua gloria. Faccio tutto con lui, per la sua gloria, e a tutto vado con gioia. Sia che spazzi, sia che lavori, sia che vada a pregare, tutto trovo bello e delizioso, perch\u00e9 sono i miei Tre che vedo dappertutto e che onoro dappertutto\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Elisabetta della Trinit\u00e0 ebbe la vocazione al monastero; noi abbiamo la vocazione alla vita attiva nel mondo, una vocazione per molti aspetti diversa dalla sua. Ma a noi ella ricorda la vera e giusta direzione, la vera e giusta orientazione della nostra vita: Dio; Dio prima di tutto, Dio in tutto, Dio al di sopra di tutto.<\/p>\n<p>La vita terrena di santa Elisabetta della Trinit\u00e0 fu molto breve: soli 26 anni. Il suo passaggio da questa vita all\u2019altra fu particolarmente doloroso per una tubercolosi intestinale, che negli ultimi tempi non le permise di assumere pi\u00f9 nulla, neppure la Santa Comunione. Alla sorella Margherita lasci\u00f2 alcuni pensieri in testamento: <em>\u201cTi lascio la mia devozione ai Tre: al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Vivi con essi nel Cielo dell\u2019anima tua. Il Padre ti coprir\u00e0 con la sua ombra, per custodirti tutta sua. Il Verbo imprimer\u00e0 nell\u2019anima tua, come in un cristallo, l\u2019immagine della sua bellezza. Lo Spirito Santo ti trasformer\u00e0 in un\u2019arpa mistica dalla quale, al suo tocco divino, si sprigioner\u00e0 un magnifico canto all\u2019Amore. Allora sarai tu la lode di gloria che io ho sognato di essere sulla terra\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Qualche giorno prima di morire ella disse quale sarebbe stata la sua missione in paradiso: <em>\u201cLa mia missione in paradiso sar\u00e0 quella di aiutare le anime a prendere coscienza che Dio le abita dentro, e a vivere in un grande amore verso le Tre divine Persone, per trovare il loro Cielo gi\u00e0 qui sulla terra\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Padre Philipon, che pubblic\u00f2 gli scritti di sant\u2019Elisabetta, mise, a suggello della sua opera, queste parole: <em>\u201cLa verit\u00e0 dell\u2019abitazione della Santissima Trinit\u00e0 in noi, di cui vivevano intensamente le prime generazioni cristiane, era stata quasi dimenticata dagli uomini. Un\u2019umile carmelitana \u00e8 venuta provvidenzialmente a ricordarla al mondo\u201d<\/em>. Accogliamo la consegna di sant\u2019 Elisabetta della Trinit\u00e0.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Es 34, 4b-6.8-9;\u00a0\u00a0 2Cor 13,11-13;\u00a0\u00a0 Gv 3,16-18) &nbsp; Duomo di Belluno e chiesa di s. Pietro, 11 giugno 2017 Sant\u2019Elisabetta della Trinit\u00e0 si \u00e8 fatta santa col Mistero che oggi celebriamo. 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