{"id":3714,"date":"2017-07-06T22:56:55","date_gmt":"2017-07-06T20:56:55","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3714"},"modified":"2017-07-06T23:01:01","modified_gmt":"2017-07-06T21:01:01","slug":"5a-domenica-dopo-pentecoste-forma-straordinaria-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=3714","title":{"rendered":"5a domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/DMMH_omelia_5domDopoPentecoste_S_170710.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3708\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Immagine_Omelia_S_170709-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Immagine_Omelia_S_170709-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Immagine_Omelia_S_170709-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Immagine_Omelia_S_170709.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/DMMH_omelia_5domDopoPentecoste_S_170710.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">( 1Pt 3,8-15;\u00a0\u00a0 Mt 5, 20-24 )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Belluno, chiesa di s. Pietro, 9 luglio 2017<\/p>\n<p><em>\u201cNon uccidere\u201d<\/em>, fu detto in antico; l\u2019uccisine \u00e8 gesto di violenza. Ma anche l\u2019ira \u00e8 gesto di violenza; anche l\u2019insulto verbale \u00e8 gesto di violenza, bench\u00e9 minore dell\u2019uccidere. Ges\u00f9 chiede ai suoi discepoli il bando e la rinuncia ad ogni forma di violenza, sia pur minima; anzi chiede addirittura di rispondere alla violenza con un gesto di mitezza:<em> \u201cSe uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l\u2019altra\u201d <\/em>(Mt 5,39). Ges\u00f9 chiede ci\u00f2, lui, il mite; lui che -come dice la prima lettera di Pietro- <em>\u201coltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia\u201d<\/em> (1Pt 2,23).<em> \u201cImparate da me, che sono mite e umile di cuore\u201d<\/em>, egli disse (Mt 11,29). La mitezza fu il suo modo d\u2019agire, fu il suo stile; sulle colline di Galilea proclam\u00f2: <em>\u201cBeati i miti, perch\u00e9 avranno in eredit\u00e0 la terra\u201d<\/em> (Mt 5,5).<\/p>\n<p>Il mite non offende; il mite non colpisce, non ferisce; non odia. Etty Hillesum era una ragazza ebrea; fu internata nel campo di concentramento di Auschwitz e vi mor\u00ec nel 1943, all\u2019et\u00e0 di ventinove anni. Nel suo diario scrisse: <em>\u201cDalla piccola finestra della mia baracca vedo le S.S. passeggiare armate nel cortile e mi viene di odiarle. Ma mi dico: Non voglio odiare. Se odio, aggiungo odio all\u2019odio e l\u2019odio nel mondo diventerebbe pi\u00f9 grande\u201d<\/em>. La mitezza \u00e8 la virt\u00f9 dei forti, si dice; infatti il violento \u00e8, nel profondo, un debole. Trattarsi con mitezza \u00e8 segno d\u2019amore, e favorisce l\u2019amore.<\/p>\n<p>Essere miti non richiede tuttavia di subire supinamente tutto e sempre senza mai reagire in alcun modo. Ges\u00f9 stesso, al soldato che lo colp\u00ec in faccia ingiustamente, disse: <em>\u201cSe ho parlato male, dimostrami dov\u2019\u00e8 il male; ma se ho parlato bene, perch\u00e9 mi percuoti?\u201d <\/em>(Gv 18,23). Conosciamo la reazione mite, ma decisa e ferma, del Mahatma Gandhi in India e di Martin Luther King in America. Reazioni fruttuose.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una mitezza, poi, da avere anche nei confronti di Dio: saper accogliere e accettare i momenti dolorosi della propria vita. Il mite ha pazienza, non si scaglia, non si ribella, non rimprovera Dio per quanto gli accade. Il mite attende di essere liberato; e attende con fiducia, con speranza, con continua e insistente preghiera. Sa che Dio \u00e8 padre, e che in ogni momento e situazione egli ha cura di lui; crede alle parole di sant\u2019Agostino: <em>\u201cSe Dio ha permesso che tu soffra, \u00e8 perch\u00e9 ne sorge un bene che tu oggi non conosci ancora\u201d<\/em>. Il mite non si ribella a Dio.<\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 pure una mitezza da aver con se stessi. Il mite accetta se stesso, accetta di essere vecchio, accetta di essere malato. Accetta i propri limiti, i propri difetti, i propri peccati, come debito da pagare alla natura fragile e misera di cui \u00e8 fatto. Il mite combatte e condanna il proprio peccato, ma non condanna se stesso; si affida piuttosto, pentito e confidente, alla misericordia di Dio. Cos\u00ec come condanna il peccato altrui, ma non condanna il peccatore.<\/p>\n<p>La mitezza \u00e8 una virt\u00f9 sommamente importante. Nel mondo c\u2019\u00e8 tanta violenza; c\u2019\u00e8 violenza nel mondo della politica; nel mondo dell\u2019economia; nel mondo della cultura e delle idee: c\u2019\u00e8 violenza, spesso, nel rapporto uomo-donna. E la violenza non fa che distruggere e lasciare macerie dietro a s\u00e9. Ges\u00f9 ci propone la mitezza. La mitezza \u00e8 uno dei frutti dello Spirito Santo. Dice san Paolo: <em>\u201cIl frutto dello Spirito \u00e8 amore, gioia, pace, bont\u00e0, fedelt\u00e0, mitezza\u201d <\/em>(Gal 5,22). Con la mitezza le relazioni umane fioriscono; i cuori si aprono; il dialogo prende forza; la comunione si approfondisce e diventa piena. Ges\u00f9 ha detto: <em>\u201cImparate da me che sono mite e umile di cuore\u201d <\/em>(Mt 11,29), e noi gli diciamo: \u201cCuore di Ges\u00f9, rendi il mio cuore simile al tuo\u201d.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia ( 1Pt 3,8-15;\u00a0\u00a0 Mt 5, 20-24 ) &nbsp; \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Belluno, chiesa di s. Pietro, 9 luglio 2017 \u201cNon uccidere\u201d, fu detto in antico; l\u2019uccisine \u00e8 gesto di violenza. 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