{"id":3839,"date":"2017-09-13T09:18:03","date_gmt":"2017-09-13T07:18:03","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3839"},"modified":"2018-06-07T10:26:56","modified_gmt":"2018-06-07T08:26:56","slug":"24-domenica-del-tempo-ordinario-2017-forma-ordinaria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=3839","title":{"rendered":"24\u00b0 Domenica del Tempo ordinario 2017 (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/DMMH_omelia_24domenica_O_170916.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3836\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Immagine_Omelia_O_170916-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Immagine_Omelia_O_170916-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Immagine_Omelia_O_170916-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Immagine_Omelia_O_170916.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/DMMH_omelia_24domenica_O_170916.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Sir 27,30 \u2013 28,7;\u00a0\u00a0 Rm 14,7-9;\u00a0\u00a0 Mt 18,21-35)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Duomo di Belluno, sabato 16 settembre 2017<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Santa Rita nacque a Roccaporena, una frazione del Comune di Cascia, nel 1381. A diciotto anni fu data in sposa dai genitori a Paolo Mancini, il comandante di una guarnigione locale di soldati, uomo rissoso e violento che, proprio per le violenze compiute, nel corso di un agguato venne assassinato.<\/p>\n<p>La vendetta fu l\u2019impulso e il proposito di tutto il parentado dei Mancini, e in particolare dei due figli di Rita, che a tutti i costi volevano vendicare la morte del padre. La Santa si adoper\u00f2 con tutte le forze a portare pace e invitare al perdono. Attestano le fonti storiche che Rita nascose accuratamente la camicia insanguinata del marito ucciso perch\u00e9 i figli non la vedessero, e non si sentissero spinti ancor pi\u00f9 alla vendetta. Preg\u00f2 ardentemente il Signore che liberasse il loro cuore dall\u2019odio, e arriv\u00f2 fino a chiedere che Dio se li prendesse con s\u00e9, piuttosto che arrivassero essi stessi a uccidere. I figli morirono poco dopo, pare di peste. Per la sua scelta radicale di perdonare, Rita dovette sopportare l\u2019ostilit\u00e0 di tutti i parenti del marito, e addirittura trov\u00f2 forti resistenze al suo ingresso nel monastero delle agostiniane di Cascia, per la presenza, tra le monache, di una Mancini, parente del marito.<\/p>\n<p>Il perdono \u00e8 necessario perch\u00e9 venga ad essere spezzata la catena della violenza. Lo sappiamo: violenza chiama violenza; violenza, in risposta a violenza, non fa che suscitare altra violenza. Il perdono \u00e8 necessario perch\u00e9 si possa convivere insieme; siamo tutti difettosi, e tutti di continuo ci disturbiamo gli uni gli altri: modi diversi di pensare, sensibilit\u00e0 diverse, modi differenti di reagire di fronte alle cose e agli eventi; trascuratezze e negligenze nelle relazioni; insensibilit\u00e0, offese, parole cattive, modi bruschi nel tratto, giudizi di condanna, infedelt\u00e0\u2026 c\u2019\u00e8 bisogno di perdono. C\u2019\u00e8 bisogno di perdono, e non solo sette volte, ma settanta volte sette (!), come dice Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Il perdono -ci attesta la psicologia, ma anche la semplice ragione- fa bene al cuore; e non solo al cuore di colui che si sente perdonato, ma anche al cuore di chi perdona. Chi perdona, col perdono si libera dall\u2019offesa ricevuta, non ne resta prigioniero, vinto; si affranca dalla pressione cattiva e disturbante che l\u2019offesa ricevuta tende a fargli di continuo sentire; e a farlo, quindi, stare male.<\/p>\n<p>Molti sono i motivi umani che raccomandano il perdono, ma la Parola di Dio, nelle letture che ci sono state proclamate, ce ne presenta uno in pi\u00f9, e non di poca importanza, anzi di somma importanza! Non pu\u00f2 sfuggirci la modalit\u00e0, l\u2019orizzonte in cui le letture ci hanno parlato di perdono: l\u2019orizzonte \u00e8 quello di Dio; non un orizzonte, quindi, solo orizzontale, di noi tra di noi, ma un orizzonte anche verticale, del nostro rapporto con Dio e del rapporto di Dio con noi. Il perdonare o il non perdonare non \u00e8 affare che riguardi solo la nostra convivenza umana, ma \u00e8 qualcosa che riguarda il nostro rapporto con Dio e il nostro destino eterno, la nostra salvezza eterna.<\/p>\n<p>Il Siracide \u00e8 stato chiaro:<em> \u201cChi si vendica subir\u00e0 la vendetta del Signore, il quale tiene sempre presenti i suoi peccati. Perdona l\u2019offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come potr\u00e0 chiedere la guarigione al Signore?\u201d<\/em>. E nel Vangelo il re della parabola \u00e8 Dio stesso, \u00e8 lui che chiede a noi di perdonare. Egli ci perdona, ci condona tutti i nostri debiti (diecimila talenti, una somma insolvibile), e ci domanda di condonare i \u2018cento denari\u2019 che il fratello ci deve, il torto che ci ha arrecato. Il re, sdegnato, diede il servo spietato in mano agli aguzzini; e <em>\u201ccos\u00ec anche il Padre mio celeste far\u00e0 a voi -dice Ges\u00f9- se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello\u201d<\/em>. Ne va della salvezza.<\/p>\n<p>Sappiamo quanto sia difficile perdonare, specialmente certe offese, gravi, inflitteci magari dalle persone pi\u00f9 vicine a noi che dovrebbero solo amarci. Eppure perdonare \u00e8 necessario; il Signore ce lo chiede. E se ce lo chiede, significa che egli \u00e8 disposto a darci la forza e la capacit\u00e0 di farlo. Non \u00e8 pensabile che il Signore ci chieda una cosa che, con la sua grazia, noi non possiamo compiere. Sant\u2019Agostino pregava: <em>\u201cSignore, dammi ci\u00f2 che domandi, e domanda ci\u00f2 che vuoi\u201d<\/em>. Preghiamo anche noi cos\u00ec, e con insistenza. Domandiamo la grazia di perdonare, e il Signore ce la conceder\u00e0.<\/p>\n<p>don Giovanni Unterberger<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Sir 27,30 \u2013 28,7;\u00a0\u00a0 Rm 14,7-9;\u00a0\u00a0 Mt 18,21-35) Duomo di Belluno, sabato 16 settembre 2017 &nbsp; Santa Rita nacque a Roccaporena, una frazione del Comune di Cascia, nel 1381. 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