{"id":3975,"date":"2017-11-21T23:49:07","date_gmt":"2017-11-21T21:49:07","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=3975"},"modified":"2018-06-07T10:24:29","modified_gmt":"2018-06-07T08:24:29","slug":"25-domenica-dopo-pentecoste-2017-forma-straordinaria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=3975","title":{"rendered":"Ultima Domenica dopo Pentecoste 2017 (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DMMH_omelia_25domDopoPentecoste_S_171126.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3970\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Immagine_Omelia_S_171126-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Immagine_Omelia_S_171126-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Immagine_Omelia_S_171126-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Immagine_Omelia_S_171126.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/DMMH_omelia_25domDopoPentecoste_S_171126.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Col 1,9-14;\u00a0\u00a0 Mt 24,15-35)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Belluno, chiesa di s. Pietro, 26 novembre 2017<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un giorno san Francesco di Sales, passando per i campi, vide un contadino che seminava, e gli chiese: \u201cBuon uomo, cosa state facendo?\u201d\u00a0 &#8211;\u00a0 \u201cSemino il grano\u201d, rispose il contadino. E il santo: \u201cPerch\u00e9 seminate?\u201d\u00a0 &#8211;\u00a0 \u201cPer mietere poi a giugno\u201d, rispose l\u2019uomo. \u201cE perch\u00e9 mieterete?\u201d\u00a0 &#8211; \u201cPer farne pane\u201d\u00a0 &#8211;\u00a0 \u201cE perch\u00e9 ne farete pane?\u201d, incalz\u00f2 il santo. \u201cPer vivere\u201d, rispose il contadino. E il santo: \u201cE perch\u00e9 vivete?\u201d \u00a0Il contadino, che non s\u2019aspettava una simile domanda, rimase interdetto e non seppe cosa rispondere. \u201cNoi viviamo per il paradiso -aggiunse il santo- noi siamo diretti l\u00e0, al paradiso, che \u00e8 la nostra vera destinazione, se avremo seminato bene, sia il grano come voi fate ora, sia tante altre buone azioni durante la vita\u201d.<\/p>\n<p>Questa domenica \u00e8 l\u2019ultima domenica dell\u2019anno liturgico, ed era in un certo senso cosa obbligata che la Liturgia ci mettesse davanti il Vangelo che abbiamo ora ascoltato. Questo Vangelo ci parla, nella prima parte di un \u2018ultimo tempo\u2019 particolare: il tempo che avrebbe portato alla distruzione di Gerusalemme nell\u2019anno 70 d.C. ad opera dei Romani, con grandi sofferenze della popolazione, con la distruzione del tempio e grandi rovine; e nella seconda parte dell\u2019 \u2018ultimo tempo\u2019 prima del ritorno del Signore alla fine della storia. E\u2019 un Vangelo che ci riporta alla verit\u00e0 delle cose, che ci rimette nella giusta prospettiva\u00a0 del vivere, qualora l\u2019avessimo dimenticata o, anche solo, non l\u2019avessimo molto presente.<\/p>\n<p><em>\u201cIl cielo e la terra passeranno\u201d<\/em>, ci ha detto Ges\u00f9. Noi siamo immersi nel precario, nell\u2019instabile, nel passeggero. Non \u00e8 qui, in questo mondo, il definitivo. San Paolo stava facendo una catechesi ai cristiani di Corinto (la troviamo nella seconda lettera inviata a loro) e stava parlando di questa vita terrena che \u00e8 disseminata di fatiche e di dolori; e a un cero punto dice: alziamo lo sguardo! C\u2019\u00e8 una grande gioia che ci attende, una gloria inimmaginata che Dio ci tiene preparata; possiamo avere speranza e fiducia, <em>\u201cperch\u00e9 noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili sono eterne\u201d <\/em>(2Cor 4,18).<\/p>\n<p>Ci sono cose invisibili che sono eterne, che sono grandi, che saranno capaci di riempirci, un giorno, il cuore fino in fondo e del tutto; proprio del tutto! A quelle cose noi dobbiamo guardare, su quelle fissare lo sguardo, quelle tenere davanti alla mente e nel cuore. Le cose invisibili! Vivere le cose visibili senza perdere di vista quelle invisibili: ecco la sfida. Alle cose visibili non attaccheremo il cuore pi\u00f9 di quanto \u00e8 giusto, pi\u00f9 di quanto occorre. Le useremo bene, le cose visibili, perch\u00e9 sono creature di Dio, e perch\u00e9 il Signore ci ha messi a vivere in mezzo ad esse, ma non permetteremo che diventino idoli, che spengano in noi il desiderio di Dio, il desiderio del Cielo, di vivere per sempre la vita e la gloria che egli ci vuole donare.<\/p>\n<p>Orizzonte largo! Diamo orizzonte grande al nostro vivere; saremo anche pi\u00f9 capaci di portare le sofferenze e le fatiche del vivere quotidiano. <em>\u201cTanto \u00e8 il bene che m\u2019aspetto, che ogni pena m\u2019\u00e8 diletto\u201d<\/em>, esclamava san Francesco d\u2019Assisi. <em>\u201cUt mentes nostras ad caelestia desideria \u00e8rigas, te rogamus, audi nos\u201d<\/em>, ci fa pregare la Liturgia nelle Litanie dei Santi: \u201cO Signore, eleva, ti preghiamo, le nostre menti a desideri di Cielo\u201d. Ne abbiamo bisogno, in questa \u2018valle di lacrime\u2019.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Col 1,9-14;\u00a0\u00a0 Mt 24,15-35) Belluno, chiesa di s. 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