{"id":4118,"date":"2018-01-17T23:48:30","date_gmt":"2018-01-17T21:48:30","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=4118"},"modified":"2018-06-07T10:21:45","modified_gmt":"2018-06-07T08:21:45","slug":"3a-domenica-dopo-lepifania-forma-straordinaria-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=4118","title":{"rendered":"3a Domenica dopo l&#8217;Epifania (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DMMH_omelia_3dopoEpifania_S_180121.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4113\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Immagine_Omelia_S_180121-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Immagine_Omelia_S_180121-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Immagine_Omelia_S_180121-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Immagine_Omelia_S_180121.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/DMMH_omelia_3dopoEpifania_S_180121.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">( Rm 12,16-21;\u00a0\u00a0 Mt 8,1-13)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Belluno, chiesa di S. Pietro, 21 gennaio 2018<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quale grande riverenza verso Ges\u00f9 ebbero il lebbroso, che <em>si prostr\u00f2 <\/em>davanti a lui, e il centurione, che gli disse:<em> \u201cSignore, io non sono degno che tu venga in casa mia\u201d<\/em>! Trattarono Ges\u00f9 col massimo dell\u2019onore.<\/p>\n<p>Il verbo greco che l\u2019evangelista usa per indicare la prostrazione del lebbroso davanti a Ges\u00f9 \u00e8 il verbo \u2018proskyn\u00e8o\u2019, il verbo del rispetto e dell\u2019adorazione. Questo verbo ricorre pi\u00f9 volte nei Vangeli. Ricorre, ad esempio, per indicare la prostrazione dei magi, i quali <em>\u2018prostratisi adorarono\u2019<\/em> (proskyn\u00e8o) il Bambino Ges\u00f9 ( Mt 2,11); per indicare il mettersi in ginocchio davanti a Ges\u00f9 del capo della sinagoga di Cafarnao (cfr Mt 9,18); della cananea (cfr Mt 15,25); degli apostoli nella barca (cfr Mt 14,22). Questo verbo \u2018proskyn\u00e8o\u2019 viene usato nel libro dell\u2019Apocalisse per indicare la prostrazione e l\u2019adorazione degli angeli, degli esseri viventi, di tutte le creature, dei redenti davanti a Dio e all\u2019Agnello, simbolo di Cristo, seduti in trono (cfr Ap 5,11-14).<\/p>\n<p><em>\u201cAdorate Deum\u201d<\/em> sono le prime parole dell\u2019Introito della Mesa di oggi, le parole che aprono la celebrazione: \u201cAdorate Dio, adorate il Signore\u201d. La Messa, ogni Messa, va vissuta in adorazione, col cuore che adora. E\u2019 straordinario, profondo, infinito il Mistero che viene celebrato, e a cui siamo ammessi a partecipare. L\u2019uomo \u00e8 posto davanti alla Maest\u00e0 di Dio, alla sua presenza, a contatto con il Creatore, con colui che \u00e8 l\u2019Eterno, l\u2019Onnipotente, il senso del ieri, dell\u2019oggi e del domani.<\/p>\n<p><em>\u201cAdorate Deum\u201d<\/em>. L\u2019adorazione \u00e8 l\u2019atteggiamento della mente che contempla, che fissa lo sguardo su Dio; che non si lascia distrarre da altro, perch\u00e9 Dio \u00e8 Dio, e null\u2019altro \u00e8 come Dio! L\u2019adorazione \u00e8 l\u2019atteggiamento del cuore, che \u00e8 come \u2018incollato\u2019, immerso e sprofondato in Dio avvertito e sentito come il sommo e unico Bene, senza il quale Bene nessun\u2019altra cosa \u00e8 bene.<\/p>\n<p><em>\u201cAdoro te devote, latens Deitas<\/em> -canta la Liturgia- <em>tibi se cor meum totum subicit, quia te contemplans totum deficit\u201d<\/em>: \u2018Ti adoro devotamente, o Dio nascosto; a te il mio cuore si sottomette tutto e, nel contemplare te, ogni altra cosa svanisce e viene meno\u2019. Adorare prende le facolt\u00e0 dell\u2019anima, prende i sensi, e li stabilisce in Dio. Dio diventa \u2018il tutto\u2019, \u2018l\u2019unico\u2019, \u2018il supremo\u2019, \u2018la fonte\u2019, \u2018la sorgente\u2019, colui nel quale tutto vive e si ritrova; e dal quale tutto discende e deriva in dono. Adorare \u00e8 stare davanti all\u2019Essere supremo in silenzio e quiete, in umilt\u00e0 e con fede, sotto i raggi benefici di colui che \u00e8 la Vita e d\u00e0 la vita; di colui che forma e d\u00e0 forma, d\u00e0 la propria stessa forma. L\u2019adoratore diventa, cos\u00ec, \u2018divino\u2019, viene deificato, divinizzato.<\/p>\n<p><em>\u201cAdorate Deum\u201d<\/em>. Si diviene adoratori piano piano; lo si diviene puntando ogni giorno, per un po\u2019 di tempo (sia pur poco all\u2019inizio, ma con perseveranza), lo sguardo su Dio, il cuore su Dio. A mano a mano che si procede su questa strada, in questo esercizio, si riuscir\u00e0 ad allungare sempre pi\u00f9 il tempo dell\u2019adorazione; e il cuore si infervorer\u00e0 sempre di pi\u00f9, fino a diventare lui stesso, il cuore, a sentire il bisogno e a chiedere tempi lunghi di adorazione, perch\u00e9 assaporer\u00e0 Dio, perch\u00e9 guster\u00e0 Dio!<\/p>\n<p>Non possiamo nascondercelo: occorrer\u00e0 lottare. C\u2019\u00e8 un nemico che far\u00e0 di tutto per contrastarci in questo: \u00e8 Satana, che di Dio non vuole saperne; che adorare Dio non lo ha mai voluto fare, e che non vuole che nessuno lo abbia a fare. Ma con la grazia di Dio noi imiteremo il lebbroso del Vangelo: ci prostreremo adoranti davanti al Signore.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia ( Rm 12,16-21;\u00a0\u00a0 Mt 8,1-13) Belluno, chiesa di S. 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