{"id":4163,"date":"2018-02-08T09:59:51","date_gmt":"2018-02-08T07:59:51","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=4163"},"modified":"2018-06-07T10:20:57","modified_gmt":"2018-06-07T08:20:57","slug":"domenica-di-quinquagesima-forma-straordinaria-3","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=4163","title":{"rendered":"Domenica di Quinquagesima (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Immagine_Omelia_S_180211.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4159\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Immagine_Omelia_S_180211-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Immagine_Omelia_S_180211-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Immagine_Omelia_S_180211-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Immagine_Omelia_S_180211.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Immagine_Omelia_S_180211.jpg\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(1Cor 13,1-13;\u00a0\u00a0\u00a0 Lc 18,31-43)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Belluno, chiesa di s. Pietro, 11 febbraio 2018<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 impressionante. Fa impressione Ges\u00f9 che dalla Galilea, ove ha predicato il Vangelo, si mette in cammino verso Gerusalemme, verso il luogo della sua passione e morte. Egli sa bene dove sta andando: Gerusalemme era il luogo meno raccomandabile per lui, per la sua vita. Agli apostoli egli dice: <em>\u201cEcco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compir\u00e0 tutto ci\u00f2 che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell\u2019uomo\u201d. <\/em>E predice loro la sua passione, morte e risurrezione.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 pienamente lucido: ha davanti a s\u00e9 umiliazione, tortura e croce. <em>\u201cSar\u00f2 deriso <\/em>-egli dice-; <em>mi copriranno il volto di sputi<\/em> (lo sputare in faccia \u00e8 il massimo dell\u2019oltraggio, del disprezzo e dell\u2019offesa); <em>verr\u00f2 flagellato<\/em> (la flagellazione era cosa terribile: lo storico ebreo Giuseppe Flavio, del primo secolo d.C., racconta di persone sottoposte alla flagellazione che venivano scorticate fino alle ossa e morivano sotto i colpi dei flagelli); <em>verr\u00f2 messo in croce <\/em>(la croce era definita dai Romani \u2018maximum supplicium\u2019, il supplizio pi\u00f9 atroce); <em>e poi risorger\u00f2\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ha chiaro davanti a s\u00e9 il destino dolorosissimo che lo attende a Gerusalemme, e si mette in viaggio verso Gerusalemme. In piena libert\u00e0; non costretto da nessuno; per libera scelta. Avrebbe potuto fare a meno di andare a Gerusalemme, avrebbe potuto fuggire dalla Palestina e mettersi in salvo. Ma Ges\u00f9 sa che quanto sta per accadergli \u00e8 dentro un disegno, \u00e8 dentro il disegno del Padre. Un disegno gi\u00e0 annunciato; agli apostoli egli dice: <em>\u201cEcco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compir\u00e0 tutto ci\u00f2 che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell\u2019uomo\u201d.<\/em> I profeti l\u2019avevano annunciato; il Padre aveva pensato quel disegno, anche se con grande sofferenza, perch\u00e9 mai avrebbe voluto che suo Figlio fosse messo in croce.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 sa, dunque, che sta rispondendo a un disegno. Non sta andando incontro a qualcosa di ineluttabile e di fatale, dalla dimensione puramente umana, bench\u00e9 imbastito e messo in atto da soli uomini, i dottori della legge e gli anziani del popolo di Israele, suoi nemici. Ma quanto quelle persone gli faranno \u00e8 dentro il disegno del Padre. Un disegno che \u00e8 per la vita, per un bene grande, immenso (la salvezza dell\u2019umanit\u00e0); un disegno che sfocer\u00e0 nella risurrezione e nella glorificazione dello stesso Ges\u00f9. E\u2019 questa consapevolezza, il sapere che il suo dolore \u00e8 dentro un disegno buono, che d\u00e0 la forza a Ges\u00f9 di accoglierlo, di uniformarvisi e di viverlo.<\/p>\n<p>E\u2019 quanto \u00e8 necessario a noi. Noi davanti al dolore, alla prova e alla sofferenza siamo come ciechi. Forse non a caso l\u2019evangelista Luca, dopo aver riportato l\u2019annuncio della passione morte e risurrezione di Ges\u00f9, ha riportato il miracolo della guarigione di un cieco. E\u2019 difficile per noi pensare che il nostro dolore sia dentro un disegno buono, un disegno che sfocia a salvezza. Siamo \u2018ciechi\u2019, i nostri occhi \u2018non vedono\u2019. Abbiamo bisogno di essere guariti; abbiamo bisogno di fede, di uno sguardo profondo che vada oltre; oltre il visibile, oltre lo sperimentato, oltre la sola realt\u00e0 tangibile. C\u2019\u00e8 un \u2018oltre\u2019, un orizzonte divino in cui sono collocati il nostro dolore, la nostra fatica, il nostro soffrire. Ci\u00f2 che patiamo \u00e8 nelle mani di Dio, \u00e8 tenuto in mano da lui; \u00e8 volto a bene e a salvezza da lui.<\/p>\n<p>Il cieco guarito -nota il Vangelo- una volta ricuperata la vista, si mise a seguire Ges\u00f9 verso Gerusalemme. Andiamo anche noi verso la nostra \u2018Gerusalemme\u2019; non ci andiamo da soli, ci andiamo con Ges\u00f9; egli viene con noi. E anche la nostra \u2018Gerusalemme\u2019, come la sua, terminer\u00e0 non con la rovina e la morte, ma con la vita e la risurrezione.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (1Cor 13,1-13;\u00a0\u00a0\u00a0 Lc 18,31-43) Belluno, chiesa di s. Pietro, 11 febbraio 2018 &nbsp; Ges\u00f9 \u00e8 impressionante. 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