{"id":4242,"date":"2018-03-16T00:43:56","date_gmt":"2018-03-15T22:43:56","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=4242"},"modified":"2018-06-07T10:19:46","modified_gmt":"2018-06-07T08:19:46","slug":"5a-domenica-di-quaresima-forma-ordinaria-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=4242","title":{"rendered":"5a domenica di Quaresima (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DMMH_omelia_5quaresima_O_180317.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4239\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Immagine_Omelia_O_180317-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Immagine_Omelia_O_180317-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Immagine_Omelia_O_180317-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Immagine_Omelia_O_180317.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DMMH_omelia_5quaresima_O_180317.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Ger 31,31-34;\u00a0\u00a0 Ebr 5,7-9;\u00a0\u00a0 Gv 12,20-33)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Duomo di Belluno, sabato 17 marzo 2018<\/p>\n<p>Questo brano di Vangelo \u00e8 ricco e denso, come in genere le pagine del quarto Vangelo. Giovanni ci parla di Ges\u00f9 ormai prossimo a morire e a dare la vita. All\u2019interno del brano \u00e8 presente, come nascosto, il racconto del Getsemani. E\u2019 presente non nei particolari descrittivi propri dei Vangeli Sinottici (Matteo, Marco e Luca), ma nella sua essenza e sostanza.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 dice: <em>\u201cL\u2019anima mia \u00e8 turbata\u201d<\/em>; parla di \u2018turbamento\u2019, e nei Sinottici si dice che Ges\u00f9 nel Getsemani <em>\u201cprov\u00f2 paura e angoscia\u201d<\/em> (Mc 14,33). Si rivolge a Dio col nome di \u2018Padre\u2019, come nei Sinottici.\u00a0 Dice: <em>\u201cChe cosa dir\u00f2? Padre, salvami da quest\u2019ora?\u201d<\/em>; \u00e8 il corrispondente nei Sinottici della preghiera: <em>\u201cPadre, se \u00e8 possibile passi da me questo calice\u201d <\/em>(Mt 26,39). Ma Ges\u00f9 decide di fare la volont\u00e0 del Padre e accetta ci\u00f2 che il Padre gli chiede: <em>\u201cPer questo sono giunto a quest\u2019ora. Padre, glorifica il tuo nome\u201d<\/em>; \u00e8 il corrispondente nei Sinottici di <em>\u201cSia fatta non la mia, ma la tua volont\u00e0\u201d<\/em> (Lc 22,42). Giovanni anticipa qui il Getsemani, che poi non narrer\u00e0 all\u2019inizio della passione del Signore. Getsemani e passione del Signore che sono, nello sguardo profondo e penetrante di Giovanni, il momento della gloria e del massimo frutto.<\/p>\n<p>Sono il momento della gloria. <em>\u201cE\u2019 venuta l\u2019ora che il Figlio dell\u2019uomo sia glorificato\u201d<\/em>, dice Ges\u00f9 di s\u00e9. Ges\u00f9 nel Getsemani e nella passione \u00e8 \u2018glorioso\u2019 perch\u00e9 nel Getsemani e nella passione egli \u00e8 l\u2019obbediente al Padre e il dono totale di s\u00e9. Glorioso \u00e8 colui che ama, colui che si dona. Non \u00e8 glorioso colui che superbamente fa la propria volont\u00e0 e cerca se stesso (forse raggiunge una gloria umana, che \u00e8 solo fumo e vanit\u00e0); ma veramente glorioso \u00e8 colui che obbedisce a Dio, compie la sua volont\u00e0, e ama i fratelli. Costui -dice Ges\u00f9- \u00e8 onorato da Dio: <em>\u201cIl Padre mio lo onorer\u00e0\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, il Getsemani e la passione di Ges\u00f9 sono il momento della gloria del Padre. Ges\u00f9 dice: <em>\u201cPadre, glorifica il tuo nome\u201d<\/em>, cio\u00e8: glorifica te stesso. Nella passione di Ges\u00f9 Dio \u00e8 \u2018glorioso\u2019, perch\u00e9 in essa egli immensamente ama. <em>\u201cDio ha tanto amato il mondo, da dare il suo Figlio unigenito\u201d <\/em>(Gv 3,16). S\u00ec, Dio \u00e8 glorioso nell\u2019universo, nel numero immenso di stelle e di galassie, nell\u2019avvicendarsi ordinato delle stagioni, nella bellezza incantevole di un fiore; ma Dio \u00e8 \u2018glorioso\u2019 soprattutto per l\u2019amore che lo ha reso capace di sacrificare il Figlio per noi! \u2018Gloria\u2019 \u00e8 donarsi. Ges\u00f9 e il Padre, nella passione, sono \u2018gloriosi\u2019!<\/p>\n<p>E, oltre a ci\u00f2, il Getsemani e la passione di Ges\u00f9 -dice Giovanni- sono il momento del grande frutto, del grande esito. <em>\u201cSe il chicco di grano, caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto\u201d<\/em>. Quale frutto, quale abbondanza di messe ha prodotto e ha fatto maturare Cristo, seme gettato e sepolto nella terra, fatto morire ma risorto a generare salvezza e santit\u00e0! Quanti santi lungo la storia, quanto bene, quanta virt\u00f9 da quell\u2019unico \u2018Seme\u2019! E anche il seme che siamo noi, che \u00e8 la nostra vita, se sacrificata con amore e per amore, porta frutti di salvezza.<\/p>\n<p><em>\u201cQuando sar\u00f2 innalzato da terra attirer\u00f2 tutti a me\u201d<\/em>, dice Ges\u00f9; e:<em> \u201cOra il principe di questo mondo sar\u00e0 gettato fuori\u201d<\/em>. E\u2019 la vittoria della Croce; vittoria su ogni divisione e su ogni disgregazione; e vittoria sul disgregatore, su Satana, sul nemico del nostro bene e della nostra salvezza. Grande \u00e8 il frutto della passione del Signore!<\/p>\n<p>A questo frutto noi possiamo attingere, di esso noi possiamo nutrirci. Vi attingeremo e ce ne nutriremo quanto pi\u00f9 sapremo guardare e contemplare, con fede, con devozione, con amore, il Cristo crocifisso. Sempre; e in particolare in questi giorni.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Ger 31,31-34;\u00a0\u00a0 Ebr 5,7-9;\u00a0\u00a0 Gv 12,20-33) Duomo di Belluno, sabato 17 marzo 2018 Questo brano di Vangelo \u00e8 ricco e denso, come in genere le pagine del quarto Vangelo. 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