{"id":4282,"date":"2018-04-11T17:19:19","date_gmt":"2018-04-11T15:19:19","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=4282"},"modified":"2018-06-07T10:18:43","modified_gmt":"2018-06-07T08:18:43","slug":"2a-domenica-dopo-pasqua-forma-straordinaria-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=4282","title":{"rendered":"2a domenica dopo Pasqua (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/DMMH_omelia_180415_S_2domPasqua.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4279\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Immagine_Omelia_180414-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Immagine_Omelia_180414-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Immagine_Omelia_180414-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Immagine_Omelia_180414.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/DMMH_omelia_180415_S_2domPasqua.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(1Pt 2,21-25;\u00a0\u00a0 Gv 10, 11-16)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Belluno, chiesa di s. Pietro, 15 aprile 2018<\/p>\n<p>Non potevamo sentirci dire parole pi\u00f9 belle di quelle che abbiamo ora sentito; Ges\u00f9 ci ha detto:<em> \u201cIo sono il buon pastore; conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre\u201d<\/em>. Ges\u00f9 ci conosce. \u201cTu, Ges\u00f9, mi conosci\u201d.<\/p>\n<p>Dice il salmo: <em>\u201cSei tu, Signore, che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel grembo di mia madre. Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nelle profondit\u00e0 della terra. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati quando ancora non ne esisteva uno\u201d <\/em>(Sal 139, 13. 15-16). Ges\u00f9 ci conosce; ci conosce gi\u00e0 fin quando venivamo formati nel grembo di nostra madre. Conosce come si \u00e8 formato il nostro corpo, il corpo che ora abbiamo, con le sue fattezze, con le sue caratteristiche, con le sue capacit\u00e0, con le sue debolezze. Ges\u00f9 conosce il nostro temperamento ereditato dai nostri genitori; sa il percorso che abbiamo fatto nella vita: nell\u2019infanzia, nell\u2019adolescenza, nella giovinezza, nella maturit\u00e0, nell\u2019anzianit\u00e0. Sa tutto, conosce tutto. E tutto guarda da \u2018pastore\u2019, da pastore buono, che si prende cura di noi, sue \u2018pecore\u2019. Ci \u00e8 sempre stato \u2018pastore\u2019, Ges\u00f9; anche quando noi a lui non abbiamo pensato, e anche qualora fossimo vissuti senza di lui, perch\u00e9 da sempre noi siamo, per lui, sue \u2018pecore\u2019, pecore che egli ama, che egli segue, che egli vuole guidare a pascoli rigogliosi e fiorenti.<\/p>\n<p>\u201cGes\u00f9, tu mi conosci. Tu vedi i miei desideri di bene, i miei slanci e i miei momenti di fervore, e vedi anche le mie cadute, le mie inadempienze, la mia povert\u00e0 e i miei peccati. E mi sei \u2018pastore\u2019! Mi sei pastore, non giustiziere; mi sei amico, e non nemico! Nel tuo libro, la Sacra Scrittura, \u00e8 scritto che se una pecora si ferisce, tu la fasci; se si perde, tu la cerchi; se si ammala, tu la curi; se sta bene, tu la custodisci in salute. Sei tu stesso, col tuo Spirito, ad aver fatto scrivere cos\u00ec, nel libro del profeta Ezechiele (cfr Ez 34,16). Per me \u00e8 gioia averti pastore; \u00e8 gioia grande, perch\u00e9 ci\u00f2 mi d\u00e0 sicurezza, mi d\u00e0 fiducia, mi fa sentire che sono \u2018di qualcuno\u2019; non sono \u2018di nessuno\u2019, ma sono \u2018di qualcuno\u2019; di te, buon pastore, che ti prendi cura di me!<\/p>\n<p>E io ti conosco? Un po\u2019, s\u00ec, ti conosco: so che tu sei il Signore, il Figlio di Dio fatto uomo, il Salvatore, il Redentore, il fine ultimo della storia, il senso della mia vita e del mio esistere. Ma quanto ti conosco? Mi tornano alla mente e al cuore le parole che rivolgesti alla Samaritana: <em>\u2018Se tu conoscessi il dono di Dio e chi \u00e8 colui che ti dice: Dammi da bere\u2019<\/em> (Gv 4,10). Forse non ti conosco ancora molto, Signore; forse c\u2019\u00e8 ancora molto di te che io posso conoscere, e grandi sono le profondit\u00e0 del tuo mistero in cui io potrei scendere. San Paolo dice che in te <em>\u2018abita la pienezza della divinit\u00e0\u2019 <\/em>(Col 2,9). Tu sei Dio, e quanto in Dio l\u2019uomo pu\u00f2 inabissarsi!<\/p>\n<p>Anche per la conoscenza di te vale ci\u00f2 che vale per la conoscenza di qualsiasi persona. La conoscenza di una persona si approfondisce e cresce nella misura in cui la si frequenta. Se la si frequenta poco, la si conosce poco; se la si frequenta molto, la si conosce molto. Cos\u00ec \u00e8 anche con te: se star\u00f2 molto con te, ti conoscer\u00f2 molto; conoscer\u00f2 di essere da te conosciuto, amato, seguito, accompagnato, sempre perdonato e tenuto dentro il tuo cuore. E sempre di pi\u00f9 ti amer\u00f2, perch\u00e9 non sar\u00e0 possibile conoscerti e non amarti, conoscerti e non volerti bene!\u201d<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (1Pt 2,21-25;\u00a0\u00a0 Gv 10, 11-16) Belluno, chiesa di s. 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