{"id":4485,"date":"2018-07-27T12:39:14","date_gmt":"2018-07-27T10:39:14","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=4485"},"modified":"2018-07-27T12:39:14","modified_gmt":"2018-07-27T10:39:14","slug":"10a-domenica-dopo-pentecoste-forma-straordinaria-3","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=4485","title":{"rendered":"10a domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/DMMH_omelia_10domDopoPentecoste_S_180729.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4479\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Immagine_Omelia_S_180729-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Immagine_Omelia_S_180729-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Immagine_Omelia_S_180729-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Immagine_Omelia_S_180729.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/DMMH_omelia_10domDopoPentecoste_S_180729.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(1 Cor 12,2-11;\u00a0\u00a0 Lc 18, 9-14)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Belluno, chiesa di s. Pietro, 29 luglio 2018<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono molte le volte che abbiamo sentito questo Vangelo e, nell\u2019ascoltarlo ancora una volta, forse ci \u00e8 venuto da dire: lo conosco, lo so gi\u00e0. Ed \u00e8 vero; e tuttavia la Chiesa, nostra sapiente madre, non si stanca di farcelo sentire sempre di nuovo di tanto in tanto, perch\u00e9 sa che ne abbiamo bisogno e che ci fa bene il risentirlo. Esso mette a tema la superbia, l\u2019orgoglio (atteggiamento del fariseo), e l\u2019umilt\u00e0 (atteggiamento del pubblicano). Papa Luciani ebbe a dire:<em> \u201cHo fatto mille volte il funerale alla mia superbia, ed \u00e8 sempre risorta!\u201d<\/em>; ragion per cui c\u2019\u00e8 bisogno di continuo di riflettere sulla superbia, sull\u2019orgoglio, sull\u2019istinto di autosufficienza che tanto fortemente prende l\u2019uomo.<\/p>\n<p>La superbia \u00e8 una brutta madre, che ha dei brutti figli. Un brutto figlio della superbia \u00e8 il sentirsi bastanti a se stessi; e questo addirittura nei confronti di Dio. Il superbo non prega, non chiede, pensa di essere capace di fare le cose da s\u00e9; si sente autosufficiente. Brutto figlio della superbia, questo, perch\u00e9 taglia il legame con Dio, che invece \u00e8 la radice, la sorgente e la fonte di ogni cosa, di ogni bene; non c\u2019\u00e8 bene che non venga da Dio, e il superbo si impedisce di riceverlo, di accoglierlo, di esserne raggiunto. Povero di Dio, resta il superbo!<\/p>\n<p>Un altro brutto figlio della superbia \u00e8 l\u2019autoreferenzialit\u00e0. Il superbo si sente al centro del mondo, al centro dei rapporti, delle relazioni; le persone devono girare attorno a lui, tenere conto di lui, servire lui, soddisfare lui, pensare come la pensa lui, avere addirittura i gusti che ha lui. Brutto figlio della superbia, anche questo, perch\u00e9 porta il superbo ed entrare in conflitto con le persone. Non ci sar\u00e0 persona, infatti, in grado di essere risposta piena ed esauriente alle sue attese e alle sue pretese; per cui passer\u00e0 a lamentarsi, ad accusare, a voler dominare e piegare gli altri a se stesso, generando un mare di sofferenze al prossimo; e non solo al prossimo, ma anche a se stesso, perch\u00e9 l\u2019autoreferenzialit\u00e0 \u00e8 la strada sicura verso l\u2019infelicit\u00e0.<\/p>\n<p>Un terzo brutto figlio della superbia \u00e8 la vanagloria. La vanagloria \u00e8 il bisogno di apparire, di mettersi in mostra, di offrire una bella immagine di s\u00e9 per essere apprezzati, stimati, lodati, considerati. Brutto figlio della superbia, la vanagloria, perch\u00e9 porta ad indossare delle maschere; focalizza il proprio interesse sull\u2019esteriorit\u00e0 anzich\u00e9 sull\u2019interiorit\u00e0, sull\u2019 \u2018uomo interiore\u2019, che va coltivato; limita la libert\u00e0 della persona, perch\u00e9 il vanaglorioso si fa schiavo del parere e del giudizio altrui. Deve piacere\u2026<\/p>\n<p>Un quarto brutto figlio della superbia \u00e8 il considerasi facilmente, normalmente, nel giusto; il superbo \u00e8 convinto di vedere sempre le cose meglio degli altri, nella giusta luce, nella realt\u00e0 e verit\u00e0; per cui non ascolta, non domanda, non consulta, non \u00e8 aperto a un punto di vista diverso dal proprio. Brutto figlio, anche questo, della superbia, perch\u00e9 chi si tiene su questa posizione si priva dell\u2019arricchimento, del completamento e del perfezionamento del proprio pensiero che pu\u00f2 venire dagli altri; se non addirittura impedirsi di accogliere una salutare correzione, in quanto ognuno pu\u00f2 avere bisogno di venire anche corretto.<\/p>\n<p>Abbiamo ricordato alcuni macroscopici brutti figli della superbia, ma quanti altri ve ne sono! ad esempio il giudizio sul fratello, il disprezzo, il puntiglio, il non accettare i propri limiti creaturali, il non ammettere gli errori commessi e il volerli a tutti i costi giustificare, il ribattere e il voler avere sempre l\u2019ultima parola\u2026 Potremmo dire che \u00e8 quasi impossibile non peccare di superbia!<\/p>\n<p>E allora ringraziamo la Chiesa che ci ha messo davanti ancora una volta questa pagina di Vangelo, che ci invita a tenere d\u2019occhio e a combattere la superbia e a perseguire l\u2019umilt\u00e0; e\u00a0 chiediamo alla Chiesa che ce la riproponga ancora in futuro, perch\u00e9 la battaglia e la lotta contro la superbia non \u00e8 mai finita, non \u00e8 mai definitivamente vinta.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (1 Cor 12,2-11;\u00a0\u00a0 Lc 18, 9-14) Belluno, chiesa di s. 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