{"id":4556,"date":"2018-09-14T11:13:21","date_gmt":"2018-09-14T09:13:21","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=4556"},"modified":"2018-09-14T11:13:21","modified_gmt":"2018-09-14T09:13:21","slug":"24a-domenica-del-tempo-ordinario-forma-ordinaria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=4556","title":{"rendered":"24a domenica del Tempo Ordinario (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/DMMH_omelia_24domenica_O_180915.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4552\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Immagine_Omelia_O_180915-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Immagine_Omelia_O_180915-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Immagine_Omelia_O_180915-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Immagine_Omelia_O_180915.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/DMMH_omelia_24domenica_O_180915.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Is 50,5-9a;\u00a0\u00a0 Giac 2,14-18;\u00a0\u00a0 Mc 8,27-35)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Duomo di Belluno, sabato 15 settembre 2018<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con questo Vangelo si tocca qualcosa di grosso. Della vita cristiana si posso dire molte cose, tutte giuste, tutte buone; ma se non si arriva a ci\u00f2 che dice questo Vangelo, si resta ai margini, ci si ferma ai dettagli, e non si arriva al cuore, all\u2019essenza del cristianesimo. Qual \u00e8 il cuore e l\u2019essenza del cristianesimo? <em>\u201cGes\u00f9 cominci\u00f2 ad insegnare loro <\/em>-ci ha detto l\u2019evangelista Marco- <em>che il Figlio dell\u2019uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere\u201d<\/em>. Ecco il cuore e l\u2019essenza del cristianesimo: Cristo ucciso, Cristo crocifisso, e risorto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che fece problema, quel giorno, agli apostoli, e ci\u00f2 che essi non avrebbero voluto sentirsi dire, non fu tanto il discorso della risurrezione, quanto il discorso della morte: Ges\u00f9 sarebbe stato ucciso, Ges\u00f9 sarebbe stato messo in croce. Pietro reag\u00ec vivacemente a quell\u2019annuncio, prese Ges\u00f9 in disparte e cominci\u00f2 a rimproverarlo. Marco non riporta le parole di Pietro, le riporta Matteo: Pietro disse <em>\u201cDio non voglia, Signore; questo non ti deve accadere!\u201d<\/em> (Mt 16,22). Pietro non conosceva ancora Ges\u00f9, non lo conosceva del tutto: lo conosceva come maestro, come taumaturgo operatore di miracoli, ma non come crocifisso, non come appeso ad una croce, per poi risorgere. Evidentemente la vita di Ges\u00f9 non si concluse sulla croce; la croce fu l\u2019apice della sua vita terrena, ma poi ci fu per lui la risurrezione, la vita senza fine, la gloria del paradiso, la vittoria sulla morte e su ogni forma di male.<\/p>\n<p>Il cristianesimo non \u00e8 la religione della croce, come ultimo termine; \u00e8 la religione della risurrezione come ultimo termine; ma \u00e8 la religione che contempla in s\u00e9 anche la croce. Non c\u2019\u00e8 vero cristianesimo senza la croce; il Maestro e il Messia che il cristiano segue \u00e8 un Messia crocifisso, poi risorto. E Ges\u00f9 \u00e8 onesto, \u00e8 sincero, non tace e non vela la verit\u00e0 tutta intera; lo dice esplicitamente \u2013l\u2019abbiamo sentito:<em> \u201cSe qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Rinnegare se stesso \u00e8 \u2018croce\u2019; dire di no alle proprie passioni cattive e ai propri istinti peccaminosi \u00e8 \u2018croce\u2019; non seguire il mondo con la sua concupiscenza \u00e8 \u2018croce\u2019; obbedire al Vangelo anche quando dice: perdona i tuoi nemici, fa\u2019 del bene a chi ti ha fatto del male, dividi ci\u00f2 che hai con i poveri, fatti samaritano al tuo prossimo bisognoso, \u00e8 \u2018croce\u2019. E\u2019 \u2018croce\u2019 accettare le sofferenze della vita come le ha accettate Ges\u00f9; portare e offrire a Dio i dolori e le angustie quotidiane come le ha offerte al Padre lui.<\/p>\n<p>E tuttavia il cristianesimo non \u00e8 la religione della tristezza, perch\u00e9 il seguire Ges\u00f9 con la propria croce \u00e8 fonte di pace, di serenit\u00e0 del cuore, addirittura di letizia. <em>\u201cChi perder\u00e0 la propria vita per causa mia<\/em> -egli ha detto- <em>la salver\u00e0\u201d<\/em>. E\u2019 vero il titolo che papa Francesco ha dato alla sua prima Esortazione apostolica \u201cEvangelii gaudium\u201d, la gioia del Vangelo. Seguire il Vangelo \u00e8 fonte di gioia, seguire il Signore \u00e8 fonte di letizia, ma -non dimentichiamo- a quella gioia e a quella letizia si giunge attraverso la croce. Non c\u2019\u00e8 altra vera via. Ecco perch\u00e9 le famiglie cristiane hanno il Crocifisso nella loro casa; perch\u00e9 molti portano una piccola croce al collo; perch\u00e9 chi \u00e8 nella sofferenza, nella fatica, nel dolore, guarda volentieri al Crocifisso per avere forza e conforto.<\/p>\n<p>La croce non \u00e8 l\u2019esito; l\u2019esito \u00e8 la risurrezione, ma la via \u00e8 la croce, la croce portata con Ges\u00f9; con lui che, avendo avuto bisogno di un cireneo nella sua passione, \u00e8 pronto a farsi \u2018cireneo\u2019 ad ogni uomo che pena e che soffre.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Is 50,5-9a;\u00a0\u00a0 Giac 2,14-18;\u00a0\u00a0 Mc 8,27-35) Duomo di Belluno, sabato 15 settembre 2018 &nbsp; Con questo Vangelo si tocca qualcosa di grosso. 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