{"id":4581,"date":"2018-09-25T21:42:53","date_gmt":"2018-09-25T19:42:53","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=4581"},"modified":"2018-09-25T21:42:53","modified_gmt":"2018-09-25T19:42:53","slug":"19a-domenica-dopo-pentecoste-forma-straordinaria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=4581","title":{"rendered":"19a domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/DMMH_omelia_19domDopoPentecoste_S_180930.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4576\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Immagine_Omelia_S_180930-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Immagine_Omelia_S_180930-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Immagine_Omelia_S_180930-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Immagine_Omelia_S_180930.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/DMMH_omelia_19domDopoPentecoste_S_180930.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Ef 4,23-28;\u00a0\u00a0 Mt 22,1-14)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Belluno, chiesa di s. Pietro, 30 settembre 2018<\/p>\n<p>Gli invitati al banchetto di nozze che non vollero andarvi, non sapevano che cosa si perdevano! Quello era un banchetto di nozze, e non un pranzo o una cena comune; era il banchetto di nozze organizzato da un re, e non da una persona qualsiasi del popolo; organizzato per le nozze del figlio del re, l\u2019erede al trono, non per una festa di prassi. Immaginiamo come doveva essere quel banchetto, quanto ricco, quanto ben preparato, con quante portate gustose e abbondanti servite da servi in livrea, e con l\u2019accompagnamento di musica e danze\u2026 Ma quegli invitati non vollero andarvi, preferirono i loro affari; non sapevano che cosa si perdevano!<\/p>\n<p>Conosciamo la realt\u00e0 a cui Ges\u00f9 si riferiva raccontando quella parabola e adoperando quell\u2019immagine: era il regno dei cieli, cio\u00e8 l\u2019amicizia e la comunione con Dio; erano i beni del cielo. Il mondo cerca la felicit\u00e0, e si asside a mille mense e a mille banchetti; si nutre di mille cibi e di mille pietanze, non sempre buone, nutrienti e sazianti; spesso avariate e avvelenate, o -per lo meno- non capaci di colmare davvero la fame e la sete di verit\u00e0, di gioia e di senso del vivere. Gi\u00e0 in antico il Signore, per mezzo del profeta Isaia, avvertiva: <em>\u201cPerch\u00e9 spendete denaro per ci\u00f2 che non \u00e8 pane, il vostro patrimonio per ci\u00f2 che non sazia?\u201d<\/em> E invitava: <em>\u201cSu, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l\u2019orecchio e venite e a me, ascoltate e voi vivrete\u201d <\/em>(Is 55,2-3).<\/p>\n<p>Il mondo non sa cosa si perde a non cercare Dio, a non accogliere il suo invito a nozze, a non instaurare un profondo rapporto con lui! L\u2019uomo del mondo bada ai propri affari, e non trova pace, non trova serenit\u00e0; trova grande fatica, frustrazione e insoddisfazione. Quanto nervosismo e quanto senso di vuoto in molte persone!<\/p>\n<p>Il credente, invece, trova in Dio pascoli ubertosi e fiorenti. Trova in Dio un pastore, un padre. Trova in Dio una roccia ferma e stabile per sempre, trova in lui un mare di misericordia. Trova in Dio un vento che lo spinge sempre avanti nella vita e nel bene; trova una legge che lo consiglia e lo trattiene dall\u2019errore e dai burroni. Il credente sperimenta in Dio un\u2019acqua viva, una sorgente luminosa, una presenza amorosa, una salvezza che lo pervade tutto, anima e corpo. In Dio\u00a0 trova la pace, la serenit\u00e0 il conforto, la letizia, la sicurezza, la speranza di una vita beata, un giorno.<\/p>\n<p>Non sa cosa si perde colui che non accoglie l\u2019invito a nozze del Signore! E non sappiamo cosa perdiamo anche noi qualora non ascoltassimo una buona ispirazione dello Spirito Santo, qualora per pigrizia trascurassimo la preghiera e di dare tempo a Dio; qualora ci staccassimo coscientemente e volontariamente dalla sua volont\u00e0. <em>\u201cIl mio bene \u00e8 stare vicino a Dio\u201d<\/em>, dice il salmo (Sal 72,28). E san Paolo pregava cos\u00ec per i suoi cristiani: <em>\u201cNon cesso di ricordarvi nelle mie preghiere, perch\u00e9 il Dio del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una pi\u00f9 profonda conoscenza di lui. Possa egli davvero illuminare gli occhi delle vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredit\u00e0 fra i santi, e qual \u00e8 la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti\u201d<\/em> (Ef 1,16-19).<\/p>\n<p>Noi non vogliamo essere stolti come gli invitati alle nozze di cui ci ha raccontato la parabola e che non accolsero l\u2019invito del re; non vogliamo perdere la grande ricchezza, il tesoro straordinario, che sono i beni di Dio, e che \u00e8 Dio stesso. Ci assideremo alla sua mensa, al suo banchetto, per avere grazia e gioia in questa vita, e felicit\u00e0 piena ed eterna in paradiso.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Ef 4,23-28;\u00a0\u00a0 Mt 22,1-14) Belluno, chiesa di s. 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