{"id":4663,"date":"2018-10-27T09:54:26","date_gmt":"2018-10-27T07:54:26","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=4663"},"modified":"2018-10-27T09:54:26","modified_gmt":"2018-10-27T07:54:26","slug":"30a-domenica-del-tempo-ordinario-forma-ordinaria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=4663","title":{"rendered":"30a domenica del Tempo Ordinario (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DMMH_omelia_30domenica_O_181027.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4662\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Immagine_Omelia_O_181027-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Immagine_Omelia_O_181027-300x152.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Immagine_Omelia_O_181027-768x388.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Immagine_Omelia_O_181027.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DMMH_omelia_30domenica_O_181027.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Ger 31,7-9;\u00a0 Ebr 5,1-6;\u00a0 Mc 10,46-52)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Duomo di Belluno, sabato 27 ottobre 2018<\/p>\n<p><em>\u201cCoraggio! Alzati, ti chiama!\u201d<\/em>. Chiss\u00e0 che tuffo al cuore, che sobbalzo dentro, dovette provare il cieco di Gerico al sentirsi dire quelle parole! Un sobbalzo che lo fece balzare anche fisicamente; il Vangelo dice che, <em>\u201dgettato via il mantello, balz\u00f2 in piedi e venne da Ges\u00f9\u201d<\/em>. Tutti gli dicevano di tacere, di smettere di gridare, perch\u00e9 gridava a pi\u00f9 non posso: <em>\u201cFiglio di Davide, Ges\u00f9, abbi piet\u00e0 di me!\u201d<\/em>, e disturbava chi voleva ascoltare il Signore. Ma il cieco non voleva lasciarsi sfuggire quell\u2019occasione, quell\u2019opportunit\u00e0; aveva saputo che era arrivato a Gerico Ges\u00f9 di Nazareth, e non poteva allora non chiedergli di essere guarito; chiss\u00e0 quando, e se, Ges\u00f9 a Gerico sarebbe tornato una seconda volta\u2026 <em>\u201cCoraggio! Alzati, ti chiama!\u201d<\/em>, gli dissero, e il cieco si sent\u00ec chiamato.<\/p>\n<p>Sentirsi chiamare da una voce amica fa bene, conforta il cuore. E\u2019 segno che qualcuno ci pensa, ci ama, ci desidera. Sentirsi desiderati da Ges\u00f9\u2026; ecco, il sentirsi desiderati da Ges\u00f9 non \u00e8 una fantasia, non \u00e8 pia illusione, il frutto strano di una mente che si contorce e che cerca, chiss\u00e0 come e chiss\u00e0 dove, un motivo di conforto. No, Ges\u00f9 realmente ci desidera, uno ad uno! Che cosa possiamo pensare abbia spinto il Figlio di Dio a lasciare il cielo e a venire tra noi, se non il desiderio di noi? Possiamo immaginare un motivo diverso? Di certo no. Anche perch\u00e9 egli sapeva in antecedenza come gli sarebbero andate le cose sulla terra, e venne ugualmente. Quale forte desiderio di noi fu il suo!<\/p>\n<p>Come egli faccia a desiderarci ci resta mistero; non siamo infatti un partner particolarmente attraente. Abbiamo offeso il Signore, l\u2019abbiamo trascurato, siamo andati per le nostre strade, ed egli ancora ci desidera, ci cerca, ci chiama e ci vuole. Il pubblicano Matteo si sent\u00ec voluto; il capo dei pubblicani Zaccheo si sent\u00ec chiamato; Maria, la sorella di Lazzaro, era in casa in pianto per il fratello morto, e le dissero: <em>\u201cIl Maestro \u00e8 qui e ti chiama\u201d <\/em>(Gv 11,28). Cos\u00ec \u00e8 anche per noi: Il Maestro \u00e8 qui e ci chiama.<\/p>\n<p>E ci dice: <em>\u201cChe cosa vuoi che io faccia per te?\u201d<\/em>. Il cieco rispose:<em> \u201cRabbun\u00ec, che io veda di nuovo!\u201d<\/em>, e noi cosa risponderemo alla domanda di Ges\u00f9? Che cosa vogliamo che egli faccia per noi? Ciascuno ha in cuore qualche grazia da domandare, qualche preghiera da rivolgergli: preghiera che pu\u00f2 riguardare la salute, il lavoro, una situazione di rapporti difficili e faticosi; pu\u00f2 riguardare un particolare problema di un congiunto, o di amici.\u00a0 Presentiamo tutto ci\u00f2 al Signore con fiducia, con la fede del cieco di Gerico.<\/p>\n<p>E aggiungiamo anche qualche grazia tra quelle che papa Clemente XI, papa dal 1700 al 1721, chiedeva in una sua bella preghiera: <em>\u201cCredo, Signore, ma che io creda pi\u00f9 fermamente; spero, ma che io speri con pi\u00f9 sicurezza; amo, ma che io ami con maggior ardore.<\/em> <em>Guidami con la tua sapienza, reggimi con la tua santit\u00e0, consolami con la tua clemenza, proteggimi con la tua potenza. Che io pianga le colpe passate, che rifiuti le future tentazioni, che corregga le mie cattive inclinazioni, che coltivi le virt\u00f9 necessarie. Che io vigili assiduamente nel domare la natura, nel corrispondere alla grazia, nell\u2019osservare la legge, nel camminare verso la salvezza. Che io impari da te quanto \u00e8 fragile ci\u00f2 che \u00e8 terreno, quanto \u00e8 grande ci\u00f2 che \u00e8 divino, quanto \u00e8 breve ci\u00f2 che \u00e8 temporaneo, quanto \u00e8 duraturo ci\u00f2 che \u00e8 eterno. Dammi di prepararmi alla morte, di non sottovalutare il giudizio, di sfuggire all\u2019inferno, di ottenere il paradiso\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cChe cosa vuoi che io faccia per te?\u201d<\/em>, ci dice Ges\u00f9; e noi allora chiediamo, chiediamo; ne abbiamo bisogno.<\/p>\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Ger 31,7-9;\u00a0 Ebr 5,1-6;\u00a0 Mc 10,46-52) Duomo di Belluno, sabato 27 ottobre 2018 \u201cCoraggio! Alzati, ti chiama!\u201d. 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