{"id":4896,"date":"2019-02-26T22:43:55","date_gmt":"2019-02-26T20:43:55","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=4896"},"modified":"2019-02-26T22:48:33","modified_gmt":"2019-02-26T20:48:33","slug":"8-domenica-del-tempo-ordinario-forma-ordinaria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=4896","title":{"rendered":"8^ domenica del Tempo Ordinario (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/DMMH_omelia_8tempoOrdinario_O_190303.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"728\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ren\u00e9-Magritte_Il-doppio-segreto_1927.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4894\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ren\u00e9-Magritte_Il-doppio-segreto_1927.jpg 1000w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ren\u00e9-Magritte_Il-doppio-segreto_1927-300x218.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ren\u00e9-Magritte_Il-doppio-segreto_1927-768x559.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><figcaption><em>Ren\u00e9 Magritte &#8211; Il doppio segreto &#8211; 1927<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/DMMH_omelia_8tempoOrdinario_O_190303.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">(Sir 27,5-8;\u00a0 1Cor 15,54-58;\u00a0 Lc 6,39-45)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Duomo di Belluno, 3\nmarzo 2019<\/p>\n\n\n\n<p>Il cardinale\nGiacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, morto nel 2015, era dotato di una\nparticolare vena umoristica. Pubblic\u00f2 un piccolo libretto dal titolo \u2018Il quinto\nVangelo\u2019. Egli immagina che in alcuni scavi in Palestina sia stato trovato un\nnuovo Vangelo, oltre ai quattro Vangeli canonici; uno scritto sobrio nella\nforma ma originale nel contenuto, che riporterebbe i detti di Ges\u00f9 in una modalit\u00e0\ndiversa e con delle varianti, rispetto ai quattro Vangeli veri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cardinale\nscrive: \u201cNel Vangelo di Marco Ges\u00f9, iniziando la sua missione, disse <em>\u201cConvertitevi e credete al Vangelo\u201d<\/em> (Mc 1,15). Secondo il quinto Vangelo, invece,\nGes\u00f9 avrebbe detto:<em> \u201cConvertite, e fate\nche la gente creda al Vangelo\u201d<\/em>. Sembra migliore questa variante -osserva\numoristicamente il cardinal Biffi- sembra pi\u00f9 azzeccata e pi\u00f9 efficace, perch\u00e9\nse ciascuno convertisse un altro, il mondo in poco tempo diventerebbe buono.\nCiascuno, infatti, sa bene come l\u2019altro dovrebbero cambiare e su quali punti\nconvertirsi. Per cui al \u2018Confesso a Dio onnipotente\u2019 della Messa, al momento\ndel \u2018mea culpa\u2019, ciascuno dovrebbe, anzich\u00e9 battere il proprio petto, battere\nil petto del vicino e dire: \u2018Per tua colpa, per tua colpa, per tua grandissima\ncolpa\u2019. Vi assicuro -conclude il cardinale- che la mano non tremerebbe e che i\ncolpi sarebbero pi\u00f9 vigorosi e ben centrati!<\/p>\n\n\n\n<p>E, alla luce\ndi questo insegnamento -egli aggiunge- la pratica quotidiana dell\u2019esame della\npropria coscienza dovrebbe essere sostituita dall\u2019esame della coscienza dei\nfratelli e della Chiesa, riconosciuta ogni sera peccatrice; fare il proposito\nper il giorno dopo di cambiarla per quello che ci sar\u00e0 consentito, e cos\u00ec\npotersi abbandonare al sonno del giusto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cPerch\u00e9 guardi la pagliuzza che \u00e8\nnell\u2019occhio del tuo fratello, e non t\u2019accorgi della trave che \u00e8 nel tuo\nocchio?\u201d<\/em>, dice Ges\u00f9. Vedere e notare i difetti altrui, pi\u00f9 dei propri, \u00e8\ncosa istintiva ed estremamente facile. Conosciamo la favola delle due bisacce\ndell\u2019antico scrittore greco Esopo: \u2018Ciascun uomo porta due bisacce, una davanti\ne l\u2019altra dietro; ciascuna \u00e8 piena di difetti, ma quella davanti \u00e8 piena dei\ndifetti altrui, quella dietro dei difetti dello stesso che la porta. Per questo\nl\u2019uomo non vede i difetti propri e vede perfettamente quelli del suo prossimo\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema\nprimo, e fondamentale, \u00e8 quello di convertire se stessi, di diventare buoni\nnoi. Per paradosso, che cosa avremmo fatto e realizzato, se avessimo convertito\naltri e fossimo rimasti cattivi noi? se fossimo rimasti pieni di difetti noi?\nAnche perch\u00e9 <em>\u201cpu\u00f2 forse un cieco guidare\nun altro cieco?\u201d<\/em> Solo una persona buona, che vive bene, pu\u00f2 essere di\naiuto, di stimolo e di sostegno sulla via del bene per altre persone. I santi\nce lo insegnano: essi hanno cambiato se stessi, e il loro cambiamento ha\nprovocato conversione in altri. <em>\u201cSii tu\nil cambiamento che vorresti vedere nel mondo\u201d<\/em>, diceva il mahatma Gandhi.\nAlberi buoni producono frutti buoni, frutti che portano bene e nutrono virt\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella vita\nabbiamo molti impegni e molte cose da fare, ma l\u2019impegno pi\u00f9 grande, quello che\ndovremmo avere sempre presente, fin dal primo risveglio al mattino, \u00e8 quello di\ncostruire bene noi stessi, sull\u2019esempio di Cristo, l\u2019uomo ben riuscito; colui\nche pu\u00f2 aiutarci a diventare spiritualmente belli, cio\u00e8 santi. Abbiamo questa\nresponsabilit\u00e0 nei nostri confronti.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora non\ndiceva la cosa giusta il quinto Vangelo, invitando a convertire gli altri\nanzich\u00e9 prima se stessi; la cosa giusta ce l\u2019ha detta Ges\u00f9: <em>\u201cPerch\u00e9 guardi la pagliuzza che \u00e8\nnell\u2019occhio del tuo fratello, e non t\u2019accorgi della trave che \u00e8 nel tuo\nocchio?\u201d Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per\ntogliere la pagliuzza dall\u2019occhio del tuo fratello\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>don Giovanni\nUnterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Sir 27,5-8;\u00a0 1Cor 15,54-58;\u00a0 Lc 6,39-45) Duomo di Belluno, 3 marzo 2019 Il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, morto nel 2015, era dotato di una particolare vena umoristica. 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