{"id":5624,"date":"2020-09-02T11:14:24","date_gmt":"2020-09-02T09:14:24","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=5624"},"modified":"2020-09-02T11:15:20","modified_gmt":"2020-09-02T09:15:20","slug":"14-domenica-dopo-pentecoste-forma-straordinaria-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=5624","title":{"rendered":"14^ Domenica dopo Pentecoste (forma straordinaria)"},"content":{"rendered":"\n<p>Clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/14^-domenica-dopo-Pentecoste-2020.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p>(Gal 5,16-24;&nbsp;&nbsp; Mt 6,24-33)<\/p>\n\n\n\n<p>Belluno, chiesa di s.\nPietro, 6 settembre 2020<\/p>\n\n\n\n<p>Una trentina\nd\u2019anni fa \u00e8 morto, in Cadore, un uomo che pregava molto, ma che quando recitava\nil \u2018Padre nostro\u2019 assieme ad altri, lo terminava sempre un po\u2019 prima. Gli\nchiesero come mai, ed egli rispose: \u201cIo tralascio le parole \u2018sia fatta la tua\nvolont\u00e0\u2019; dico: \u2018sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno\u2026dacci oggi il\nnostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti\u2019 ecc. Non mi fido di dire\n\u2018sia fatta la tua volont\u00e0\u2019, perch\u00e9 non so che cosa quella volont\u00e0 mi potrebbe\nriservare\u201d. Pu\u00f2 sembrarci un uomo buffo, costui, ma se lo consideriamo da un\naltro punto di vista, dobbiamo ammettere che quelle parole egli le prendeva sul\nserio, perch\u00e9 dava loro il significato e il peso che hanno.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi recitiamo\ndavvero con convinzione \u2018sia fatta la tua volont\u00e0\u2019, intendendo affidarci\npienamente alla volont\u00e0 di Dio nella vita, quando lo pronunciamo? Non \u00e8 forse\nvero che la volont\u00e0 e il disegno di Dio sulla nostra vita potrebbero essere\ndiversi da quelli pensati e desiderati da noi, e quindi dire \u2018sia fatta la tua\nvolont\u00e0\u2019 costituisce un rischio? S\u00ec, un rischio, ma un rischio ragionevole. A\nquell\u2019uomo si sarebbe potuto suggerire, per aiutarlo: \u201cLa preghiera che\ncontiene quelle pericolose parole inizia con la parola \u2018Padre\u2019, parola\nrassicurante, perch\u00e9 pu\u00f2 mai un padre volere il male dei suoi figli? <em>Forse che se un figlio ha bisogno di pane<\/em>\n-dice Ges\u00f9- <em>suo padre gli d\u00e0 un sasso, e\nse chiede un pesce gli d\u00e0 un serpente?<\/em> (cfr\nMt 7,9-10). Un padre non pu\u00f2 che volere il bene dei suoi figli; cos\u00ec un\npadre umano, e cos\u00ec il Padre del cielo. Quindi fiducia, fiducia nella volont\u00e0\ndel Signore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 a una tale\nfiducia che il Vangelo di oggi ci invita. Ges\u00f9 non ignorava quanto la vita\ndell\u2019uomo sulla terra sia faticosa: allora, ed ora; fonte di preoccupazioni:\nallora, ed ora; e volle pronunciare parole di conforto e di rassicurazione: <em>\u201cGuardate i gigli del campo\u2026neppure Salomone\nvestiva come loro; guardate gli uccelli del cielo\u2026non muoiono di fame, il Padre\nprovvede al loro nutrimento\u201d; e anche voi avete un Padre in cielo che pensa a\nvoi\u201d<\/em>. E\u2019 il tema della Provvidenza, tanto importante e necessario anche\noggi, che pure \u00e8 epoca di scienza ricca di conquiste e di tecnica avanzata e in\ncontinuo sviluppo. L\u2019uomo si sente sempre in pericolo, sempre mancante di\nqualche cosa, e quindi preoccupato, in ansia. Ci sono malattie, e non solo\npsicologiche ma anche fisiche, che lo colpiscono, quali conseguenze della\npreoccupazione e dell\u2019ansia.&nbsp;&nbsp; Questo il\nSignore non lo vuole, per cui dice:<em> \u201cNon\nsiate preoccupati, abbiate fiducia in Dio; c\u2019\u00e8 una Provvidenza!\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Certamente\nsarebbe sbagliata una fiducia nella Provvidenza che pensasse di lasciar fare\ntutto a lei; l\u2019uomo deve fare la propria parte. San Giovanni Calabria,\nsacerdote veronese fondatore dei \u2018Poveri servi della Provvidenza\u2019, morto nel\n1954 e canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 1999, diceva:<em> \u201cLa prima Provvidenza \u00e8 la testa sul collo,\nanche agli uccelli il Signore ha dato gli occhi e il becco\u201d<\/em>. C\u2019\u00e8 qualcosa\nche spetta a noi; ma spetta a noi anche fidarci, fidarci di un Dio che ci vuole\nbene e ci accompagna pronto sempre a sostenerci. Che cosa ci \u00e8 pi\u00f9 difficile e\nfaticoso: quello che dobbiamo fare noi, o fidarci di Dio e della sua Provvidenza?\nProviamo a pensarvi\u2026 e proviamo a darci la risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>La frase\nconclusiva del brano evangelico \u00e8 lapidaria, forte e ha il sapore di una sfida:\n<em>\u201cCercate prima il regno di Dio e la sua\ngiustizia <\/em>(qui \u2018giustizia\u2019 vuol dire \u2018giusto rapporto con Dio\u2019) <em>e ogni altra cosa vi sar\u00e0 data in aggiunta\u201d<\/em>.\nE\u2019 una sfida, una sfida alla nostra fede. Quando Ges\u00f9 ci sfida non \u00e8 mai per\nvincerci e batterci, ma sempre e solo perch\u00e9 la sfida la vinciamo noi, con la\nsua grazia; e possiamo stare bene e avere salvezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Diremo allora\nspesso: \u201cSignore, credo nella tua Provvidenza; Signore, assistimi con la tua\nProvvidenza!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>don Giovanni\nUnterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Gal 5,16-24;&nbsp;&nbsp; Mt 6,24-33) Belluno, chiesa di s. 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