{"id":5642,"date":"2020-09-11T20:07:28","date_gmt":"2020-09-11T18:07:28","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=5642"},"modified":"2020-09-11T20:08:05","modified_gmt":"2020-09-11T18:08:05","slug":"24-domenica-del-tempo-ordinario-forma-ordinaria-3","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=5642","title":{"rendered":"24^ Domenica del Tempo ordinario (forma ordinaria)"},"content":{"rendered":"\n<p>Clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/24^-domenica-del-Tempo-ordinario-2020.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p>(Sir 27,30 \u2013 28,7;&nbsp;&nbsp; Rm 14,7-9;&nbsp;&nbsp; Mt 18,21-35)<\/p>\n\n\n\n<p>Duomo di Belluno, 13\nsettembre 2020<\/p>\n\n\n\n<p>Tommaso Moro\nera il cancelliere del regno d\u2019Inghilterra, carica prestigiosa. Nell\u2019anno 1535\nfu decapitato per ordine del re Enrico VIII per non aver acconsentito all\u2019Atto\ndi supremazia con cui il re si proclamava Capo supremo della Chiesa\nd\u2019Inghilterra, sottraendola alla Chiesa cattolica, e quindi consumando uno\nscisma. Davanti alla Corte che eman\u00f2 la sua condanna a morte, disse:<em> \u201cNon ho nulla da aggiungere, Signori, se\nnon questo: come l\u2019apostolo Paolo, secondo quanto leggiamo negli Atti degli\napostoli, assist\u00e9 consenziente alla morte di santo Stefano, custodendo\naddirittura gli abiti di coloro che lo lapidavano, e tuttavia ora \u00e8 con lui,\nsanto in cielo, e l\u00e0 essi resteranno uniti per sempre, veramente allo stesso\nmodo io spero (e pregher\u00f2 intensamente per questo) che io e voi, miei Signori,\nche siete stati miei giudici e mi avete condannato sulla terra, possiamo tutti\ninsieme incontrarci con gioia in cielo per la nostra salvezza eterna\u201d<\/em>. Fu\ncanonizzato da papa Pio XI nel 1935. Tommaso Moro, esempio di perdono; perdono\na coloro che, per ragion di stato, ingiustamente, gli toglievano la vita.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cFino a quante volte dovr\u00f2 perdonare a mio\nfratello? <\/em>-chiese l\u2019apostolo Pietro a Ges\u00f9- <em>fino a sette volte?\u201d<\/em>. Il numero sette nella cultura ebraica diceva\ngi\u00e0 pienezza, totalit\u00e0; ma Ges\u00f9 and\u00f2 infinitamente oltre: <em>\u201cFino a settanta volte sette\u201d<\/em>, gli rispose. Il perdono \u00e8 necessario\nperch\u00e9 possano persistere le relazioni, perch\u00e9 l\u2019umanit\u00e0, le comunit\u00e0, di\nqualsiasi tipo, la stessa famiglia, le amicizie, non si rompano e non vadano\ndistrutte; \u00e8 necessario per il fatto che siamo tutti difettosi, e tutti\ncontinuamente ci molestiamo e ci offendiamo a vicenda, sia pure, alle volte,\nsenza volerlo e neppure accorgendocene. Il Priore del monastero di Norcia mi\ndisse che uno tra i suoi sforzi principali era di convincere se stesso e i suoi\nmonaci che ciascuno era, almeno un po\u2019, un peso per gli altri monaci. Il perdono\n\u00e8 necessario.<\/p>\n\n\n\n<p>Il perdono lo\nsi d\u00e0 con la ragione e la volont\u00e0; esso pu\u00f2 esistere anche se la memoria\ncontinuasse a ricordare l\u2019offesa ricevuta: la volont\u00e0 non ha pieni poteri sulla\nmemoria, sono due facolt\u00e0 differenti. Pu\u00f2 essere che io \u2018ricordi\u2019 il male\nricevuto e tuttavia abbia perdonato, se ho \u2018voluto\u2019 perdonare; e se ad ogni\nvolta che il ricordo mi ritorna rinnovo il perdono.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 accadere\nche chi mi ha offeso non se ne scusi con me, io devo ugualmente dentro di me\nperdonare, non alimentare odio e risentimento, rimanere aperto alla\nriconciliazione; bench\u00e9 la comunione e la riappacificazione piena possano\navvenire unicamente se l\u2019offensore riconosce il suo errore e si ravvede. Non ci\npu\u00f2 essere riconciliazione vera, infatti, se non nella verit\u00e0, oltre che nella\ncarit\u00e0, cio\u00e8 se l\u2019offensore riconosce il proprio errore. Cos\u00ec fa Dio con noi:\negli \u00e8 solo perdono e di suo perdona sempre, ma il suo perdono, e quindi la\nriconciliazione, non ci arrivano se noi non ci pentiamo e non chiediamo\nperdono.<\/p>\n\n\n\n<p>La parabola\nche Ges\u00f9 ha raccontato nel Vangelo svela il nesso e la relazione che c\u2019\u00e8 tra il\nnostro dare il perdono ai fratelli e il bisogno che abbiamo di essere perdonati\nda Dio. Saremo perdonati se perdoneremo. <em>\u201cE\u2019\nun cattivo richiedente colui che non concede ci\u00f2 che a sua volta ha bisogno di\nricevere\u201d<\/em>, dice un Padre della Chiesa. E il perdono di cui abbiamo bisogno\nda parte di Dio \u00e8 infinitamente pi\u00f9 grande del perdono che siamo chiamati a\ndare al nostro prossimo: diecimila talenti a confronto di cento denari. E\u2019\nparticolarmente espressivo il proverbio etiope che dice: <em>\u201cChi non perdona agli altri, distrugge il ponte nel punto in cui anche\nlui deve passare\u201d<\/em>. Sul ponte del perdono di Dio dobbiamo tutti passare, per\nnon andare perduti; rafforziamo quel ponte, perch\u00e9 tenga e non crolli, con un\nperdono generoso dato ai nostri fratelli. E siccome perdonare \u00e8 difficile, e\ntalvolta al di sopra delle nostre forze e capacit\u00e0, chiediamolo al Signore come\ndono, come grazia. Noi, e il mondo, abbiamo grande bisogno di questa grazia!<\/p>\n\n\n\n<p><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Sir 27,30 \u2013 28,7;&nbsp;&nbsp; Rm 14,7-9;&nbsp;&nbsp; Mt 18,21-35) Duomo di Belluno, 13 settembre 2020 Tommaso Moro era il cancelliere del regno d\u2019Inghilterra, carica prestigiosa. 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