{"id":5680,"date":"2020-10-02T09:28:34","date_gmt":"2020-10-02T07:28:34","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=5680"},"modified":"2020-10-02T09:28:34","modified_gmt":"2020-10-02T07:28:34","slug":"27-domenica-del-tempo-ordinario-forma-ordinaria-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=5680","title":{"rendered":"27^ domenica del Tempo ordinario &#8211; forma ordinaria"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/DMMH_O_27TempoOrdinario_2020.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"789\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Giovanni-Arcimboldo-Quattro-Stagioni-Autunno-1563-789x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5676\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Giovanni-Arcimboldo-Quattro-Stagioni-Autunno-1563-789x1024.jpg 789w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Giovanni-Arcimboldo-Quattro-Stagioni-Autunno-1563-231x300.jpg 231w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Giovanni-Arcimboldo-Quattro-Stagioni-Autunno-1563-768x996.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Giovanni-Arcimboldo-Quattro-Stagioni-Autunno-1563.jpg 1393w\" sizes=\"(max-width: 789px) 100vw, 789px\" \/><\/a><figcaption><em>Giovanni Arcimboldo &#8211; Quattro Stagioni-Autunno &#8211; 1563<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/DMMH_O_27TempoOrdinario_2020.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">(Is 5, 1-7;&nbsp;&nbsp; Fil 4,6-9;&nbsp;&nbsp;\nMt 21,33-43)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Duomo di Belluno, 4\nottobre 2020<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 fare\ndel male e farsi del male? E\u2019 la cosa pi\u00f9 irragionevole e pi\u00f9 stolta, la pi\u00f9\nsbagliata che ci sia. Forse non \u00e8 cos\u00ec chiaro alla mente, e cos\u00ec presente alla\ncoscienza, che mentre si fa del male a qualcuno, nello stesso momento ci si fa\ndel male a s\u00e9. I contadini che avevano ricevuto in affitto la vigna\nmaltrattarono i servi del padrone venuti a ritirare i frutti: uno lo\nbastonarono, un altro lo lapidarono, un altro ancora lo uccisero; arrivarono\nfino ad uccidere il figlio del padrone, pur di non consegnare i frutti della\nvendemmia dovuti. Fecero del male, e contemporaneamente si fecero del male: la\nvigna fu loro tolta e data in affitto ad altri. <em>\u201cPerci\u00f2 io vi dico<\/em> -concluse Ges\u00f9-<em> a voi sar\u00e0 tolto il regno di Dio e sar\u00e0 dato a un popolo che ne\nproduca i frutti\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se dico una\nparola volgare, sudicia, quella parola prima di toccare l\u2019aria, attraversandomi,\nha toccato me, ha insudiciato me. Se offendo una persona, nel mentre che la\ncolpisco, faccio del male a me stesso, rendendomi a lei odioso e antipatico, e\nmettendomi nella condizione di dover poi riparare un rapporto rovinato e\ncompromesso. Non \u00e8 possibile fare del male senza farsi del male. Ricordiamolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Esiste,\nd\u2019altra parte, un egoismo buono; buono \u00e8 l\u2019egoismo che spinge la persona a\ncrescere, a diventare migliore, a costruirsi bene, in modo virtuoso e bello. E\u2019\nla forma di tenerezza che dovremmo avere verso di noi, la tenerezza vera. Il\nSignore, da parte sua, ci usa tenerezza: la vigna affidata dal padrone ai\ncontadini era una vigna rigogliosa e ben curata:<em> \u201cUn uomo possedeva un terreno e vi piant\u00f2 una vigna, la circond\u00f2 con\nuna siepe, vi scav\u00f2 una buca per il torchio e costru\u00ec una torre\u201d<\/em>. E la\nprima lettura ci ha detto: <em>\u201cIl mio\ndiletto possedeva una vigna su un fertile colle. Egli l\u2019aveva dissodata e\nsgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva\ncostruito una torre e scavato anche un tino\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel testo di\nIsaia la vigna \u00e8 simbolo e immagine di noi, di noi popolo del Signore, che il\nSignore custodisce, coltiva, irrora con la sua grazia. E\u2019 forte la sua\naffermazione:<em> \u201cChe cosa dovevo fare\nancora alla mia vigna che io non abbia fatto?\u201d<\/em> Vi \u00e8 dentro, sottile, un lamento,\nuna delusione, una sofferenza, vista la risposta negativa della vigna stessa;\nsembra di sentire l\u2019eco di un altro passo della Bibbia, nel libro del profeta\nMichea, in cui il Signore dice:<em> \u201cPopolo\nmio, che cosa ti ho fatto? In che cosa ti ho stancato? Rispondimi\u201d<\/em> (Mi 6,3). Noi, vigna ben curata e amata (per\nnoi il Signore ha dato la vita; un Padre della Chiesa dice: \u2018Cristo ha\ndissodato il terreno della nostra anima con l\u2019aratro della sua croce\u2019)\u2026 noi ben\ncurati e&nbsp; amati da lui, non abbiamo\nrisposto bene alla sua tenerezza, non vi abbiamo corrisposto; e in tal modo\nsiamo stati, oltre che ingrati versi di lui, cattivi e spietati con noi stessi,\nci siamo fatti del male.<\/p>\n\n\n\n<p>Del corpo\nabbiamo cura, e giustamente, perch\u00e9 \u00e8 dono di Dio; appena avvertiamo i sintomi\ndi qualche malattia ce ne preoccupiamo e corriamo ai rimedi. Altrettanto, e\nanzi di pi\u00f9, dobbiamo avere cura dell\u2019anima, perch\u00e9 se sar\u00e0 salva l\u2019anima sar\u00e0\nsalvo anche il corpo, se dovesse dannarsi l\u2019anima sarebbe dannato anche il\ncorpo. La tenerezza pi\u00f9 grande che possiamo avere verso di noi \u00e8 curare il\nnostro destino eterno, vivere la vita maturando frutti buoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Signore ci ha dato in affitto\nuna vigna da lavorare: la vita stessa, il tempo, le doti che abbiamo; lavoriamo\ncon impegno, per essere ricchi di opere buone il giorno che il Signore verr\u00e0 a\nchiederceli, e ci incontreremo con lui.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">don Giovanni Unterberger<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Is 5, 1-7;&nbsp;&nbsp; Fil 4,6-9;&nbsp;&nbsp; Mt 21,33-43) Duomo di Belluno, 4 ottobre 2020 Perch\u00e9 fare del male e farsi del male? 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