{"id":5900,"date":"2021-02-05T17:03:33","date_gmt":"2021-02-05T15:03:33","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=5900"},"modified":"2021-02-05T17:03:33","modified_gmt":"2021-02-05T15:03:33","slug":"domenica-di-sessagesima-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=5900","title":{"rendered":"Domenica di Sessagesima"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/DMMH_S_Sessagesima_2021.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"826\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Van-Gogh-Seminatore-al-tramonto-1888-1024x826.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5895\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Van-Gogh-Seminatore-al-tramonto-1888-1024x826.jpg 1024w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Van-Gogh-Seminatore-al-tramonto-1888-300x242.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Van-Gogh-Seminatore-al-tramonto-1888-768x620.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Van-Gogh-Seminatore-al-tramonto-1888.jpg 1191w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Van Gogh &#8211; Seminatore al tramonto &#8211; 1888<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/DMMH_S_Sessagesima_2021.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">(2 Cor 11,19-33 &#8211;\n12,1-9;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lc 8,4-15)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Belluno,\nchiesa di s. Pietro, 7 febbraio 2021<\/p>\n\n\n\n<p>Il seminatore\ndivino, Dio, semina sempre, di continuo, senza stancarsi; e semina ovunque, su\nqualsiasi terreno, anche sulla strada, tra i sassi e tra le spine. E non semina\nper s\u00e9, come fa il contadino umano, che semina per avere di che poi mangiare e\nnutrirsi, ma semina perch\u00e9 dal seme si sviluppi la pianta che siamo noi, la\nnostra vita buona, la nostra salvezza. Ringraziamo questo generoso e grande\nseminatore! Riconosciamo che egli ha seminato in noi con magnanimit\u00e0 e\nlarghezza; se siamo cristiani e se siamo qui ora da lui, \u00e8 perch\u00e9 dalla sua\nmano, dal suo cuore, \u00e8 stato lanciato un seme; senza la sua chiamata noi non\nsaremmo ora qui.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019ulteriore\ndifferenza tra il seminatore umano e il seminatore divino; il seminatore umano\nnon pu\u00f2 provvedere al seme tutto ci\u00f2 di cui il seme ha bisogno per svilupparsi;\npu\u00f2, s\u00ec, concimarlo e annaffiarlo, ma la terra, necessaria al seme, non \u00e8 il\ncontadino umano a procurarla, bens\u00ec il seminatore divino, Dio; e cos\u00ec pure il\nsole, assolutamente indispensabile al seme e alla pianta. Dio, buon seminatore,\nprovvede invece a tutto ci\u00f2 che serve a noi, suo seme.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019epistola\nl\u2019apostolo Paolo, accanto alle grandi grazie mistiche ricevute, ricorda le sue\ngravose fatiche dell\u2019apostolato: le percosse, le prigionie, la fame, la sete,\nle flagellazioni, gli insuccessi;&nbsp; dice\nd\u2019aver pi\u00f9 volte chiesto al Signore di esserne liberato, ricevendo come\nrisposta:<em> \u201cTi<\/em> <em>basta la mia grazia\u201d<\/em>, ti basta il mio aiuto. Noi siamo semi che\nfanno fatica a crescere; siamo pianticelle fragili e delicate, esposte a vari\ntipi di intemperie (correnti di pensiero, proposte di vita egoiste ed\nedoniste); siamo semi e pianticelle deboli in se stesse, che da sole\nseccherebbero e inaridirebbero; ma il Signore ci dice: <em>\u201cTi<\/em> <em>basta la mia grazia\u201d<\/em>.\nLa grazia di Dio \u00e8 sufficiente, ed anzi non solo sufficiente, ma\nsovrabbondante, perch\u00e9 Dio non fa mai le cose di stretta misura. Ricordiamo la\nmoltiplicazione dei pani operata da Ges\u00f9: sfamate cinquemila persone con cinque\npani, ne avanzarono ancora dodici sporte (cfr Mt\n14,15-21).<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cTi<\/em> <em>basta\nla mia grazia\u201d<\/em> dovrebbe diventare un ritornello nella nostra vita; un\nritornello che continuamente ripetiamo e a cui continuamente e sempre di nuovo\nricorriamo. Sono nella tristezza, nel dolore perch\u00e9 mi sento incompreso, mal\ninterpretato, abbandonato, e sto per soccombere? <em>\u201cTi<\/em> <em>basta la mia grazia\u201d<\/em>.\nSono nella tentazione, tentazione forte, violenta, che sembra vincermi e sopraffarmi?\n<em>\u201cTi<\/em> <em>basta la mia grazia\u201d<\/em>. Ho paura del domani, sono preoccupato di come\nsar\u00f2, di cosa far\u00f2, se sapr\u00f2 far fronte alle difficolt\u00e0 che mi potranno\nsopraggiungere? <em>\u201cTi<\/em> <em>basta la mia grazia\u201d<\/em>. Questa promessa di\nGes\u00f9 pu\u00f2 diventare roccia su cui poggiare ogni istante di esistenza; roccia e\nscoglio contro cui pu\u00f2 infrangersi ogni violento maroso; Dio \u00e8 pi\u00f9 forte di\ntutto.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 chiamata\nin causa la nostra fede, la fede nel Dio presente, nel Dio che sa, nel Dio che\npu\u00f2, nel Dio che vuole, nel Dio capace di dare forza al debole, sostegno al\nvacillante, vittoria al lottatore. E\u2019 di fede che ha bisogno la nostra vita, e\ndi sforzo per accogliere la grazia, l\u2019aiuto di Dio. Dio non si nega mai a chi\nnella preghiera lo chiama, lo invoca, lo supplica, lo scongiura. &nbsp;Dio non si nega mai; dice: \u201cSono qui, <em>Ti<\/em> <em>basta\nla mia grazia<\/em>, con me puoi\u201d. Chiediamo, allora, con fede, e ripetiamo ogni\nvolta che ne abbiamo bisogno: <em>\u201cTi<\/em> <em>basta la mia grazia\u201d<\/em>. E\u2019 parola di Dio;\nefficace.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>don Giovanni\nUnterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (2 Cor 11,19-33 &#8211; 12,1-9;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lc 8,4-15) Belluno, chiesa di s. 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