{"id":5961,"date":"2021-03-14T12:08:43","date_gmt":"2021-03-14T10:08:43","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=5961"},"modified":"2021-03-14T12:08:43","modified_gmt":"2021-03-14T10:08:43","slug":"sapienza-dono-che-viene-dallalto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=5961","title":{"rendered":"Sapienza, dono che viene dall\u2019alto"},"content":{"rendered":"\n<p>Chi consulta il dizionario Treccani alla voce \u2018sapienza\u2019, trova scritto: \u201cDal latino \u2018sapientia\u2019, derivato da \u2018sapiens \u2013 sapientis\u2019 = \u2018sapiente\u2019, \u2018saggio\u2019, con riferimento a persona di molte e profonde cognizioni, di grande cultura, dottrina e sapere\u201d. E\u2019 definizione giusta, che ha come suo contrario \u2018stoltezza\u2019, \u2018ignoranza\u2019, per\u00f2 \u00e8 definizione parziale e monca. Infatti la parola latina sapientia ha come sua radice primigenia il verbo s\u00e0pere, che significa \u201cavere sapore, gustare, trovare gusto\u201d; per cui \u2018sapienza\u2019 non significa solo \u2018saggezza\u2019, ma indica, ancor prima, la capacit\u00e0 di gustare le cose.<\/p>\n\n\n\n<p>La vita \u00e8 qualcosa di bello e di piacevole se la si sa gustare, se si sanno apprezzare le cose buone che offre. Per\u00f2 pu\u00f2 capitare (e capita non di rado) che invece si cada nella noia e nell\u2019insoddisfazione, per la tendenza a dare tutto per scontato. Conosciamo i sette doni dello Spirito Santo, che la Chiesa ci insegna; il primo \u00e8 \u2018Sapienza\u2019, il secondo \u00e8 \u2018Intelletto\u2019, il terzo \u2018Consiglio\u2019, ecc. Il dono dell\u2019Intelletto (dal latino intus l\u00e8gere = leggere dentro) \u00e8 il dono che rende capaci di capire profondamente il senso delle cose, e, il dono della Sapienza, quello di averne il gusto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale dono vale in special modo per le realt\u00e0 spirituali, che non cadono sotto i sensi, e che quindi richiedono, per essere gustate, un \u2018palato\u2019 particolare. Ci\u00f2 che cade sotto gli occhi (un fiore colorato, un ampio panorama), sotto l\u2019udito (una bella musica), sotto l\u2019odorato (un buon profumo), sotto il tatto (qualcosa di soffice), in bocca (un cibo saporito) pu\u00f2 essere facilmente gustato; ma le cose che non cadono sotto i sensi? Le cose dello spirito? Le cose di Dio? Eppure per queste siamo principalmente fatti, perch\u00e9 in noi lo spirito \u00e8 pi\u00f9 del corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 facile gustare il fatto che siamo figli di Dio, che partecipiamo della sua stessa vita, che siamo da sempre nel suo pensiero, prima ancora che esistesse il mondo, come dice san Paolo (cfr Ef 1,4); gustare l\u2019infinito amore di Dio, che sempre ci segue, ci sostiene, ci custodisce e ci guida a salvezza. Non ci fa esultare di straordinaria gioia il sapere che siamo tempio dello Spirito Santo presente in noi quale divino Ospite; e perfino talvolta ci lascia quasi indifferenti il ricevere in noi il Corpo e il Sangue di Cristo nella Santissima Eucaristia. Il nostro palato spirituale non \u00e8 gran che capace di cogliere la dolcezza dell\u2019amicizia col Signore, della straordinaria realt\u00e0 che ci fa eredi di Dio e, gi\u00e0 fin d\u2019ora, del suo paradiso.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma \u2026non ci viene spontaneo gustare le cose spirituali; siamo tanto terreni! Il libro biblico della Sapienza dice: \u201cQuale uomo pu\u00f2 conoscere il volere di Dio? Chi pu\u00f2 immaginare che cosa vuole il Signore? I ragionamenti dei mortali sono timidi, e incerte le nostre riflessioni, perch\u00e9 un corpo corruttibile appesantisce l\u2019anima e la tenda d\u2019argilla grava la mente dai molti pensieri. A stento ci raffiguriamo le cose terrestri, scopriamo con fatica quelle a portata di mano, ma chi pu\u00f2 rintracciare le cose del cielo? Chi ha conosciuto il tuo pensiero, o Dio, se tu non gli hai concesso la sapienza e non gli hai inviato il tuo Santo Spirito dall\u2019alto?\u201d (Sap 9,13-17).<\/p>\n\n\n\n<p>Il Signore vuole darci tale dono; l\u2019apostolo Giacomo nella sua lettera ce lo assicura: \u201cSe qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sar\u00e0 data\u201d (Gc 1,5). Il re Salomone pregava il Signore cos\u00ec: \u201cDio dei padri e Signore di misericordia, che tutto hai creato con la tua parola, dammi la sapienza che siede accanto a te in trono, e non mi escludere dal numero dei tuoi figli, perch\u00e9 io sono tuo servo e figlio della tua ancella, uomo debole e di vita breve, incapace di comprendere la giustizia e le leggi. Anche il pi\u00f9 perfetto tra gli uomini, privo della tua sapienza, sarebbe stimato un nulla; mandala dai cieli santi, dal tuo trono glorioso, perch\u00e9 mi assista e io sappia che cosa ti \u00e8 gradito\u201d (Sap 9,1-6. 10).<\/p>\n\n\n\n<p>Gustare le cose del cielo d\u00e0 gioia e sapore anche al vivere terreno, talvolta tanto arido, duro e faticoso. Gustare Dio consola animi doloranti, medica cuori feriti, sostiene nelle pi\u00f9 sofferte aridit\u00e0 e incorrispondenze da parte di cuori umani. Abbiamo immenso bisogno di questo dono! Ci \u00e8 tanto necessario per vivere sereni, fiduciosi, e perfino contenti; per non restare come soffocati dalle cose di quaggi\u00f9, ma per avere un cuore che respira e che batte senza stancarsi. Signore, nella tua bont\u00e0, dacci la Sapienza, dacci il gusto di te!<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>Don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi consulta il dizionario Treccani alla voce \u2018sapienza\u2019, trova scritto: \u201cDal latino \u2018sapientia\u2019, derivato da \u2018sapiens \u2013 sapientis\u2019 = \u2018sapiente\u2019, \u2018saggio\u2019, con riferimento a persona di molte e profonde cognizioni, di grande cultura, dottrina e sapere\u201d. 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