{"id":5969,"date":"2021-03-14T15:06:55","date_gmt":"2021-03-14T13:06:55","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=5969"},"modified":"2021-03-14T15:07:26","modified_gmt":"2021-03-14T13:07:26","slug":"memoriale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=5969","title":{"rendered":"Memoriale"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 un \u2018ricordare\u2019 che non \u00e8 solo ricordare, un \u2018memoriale\u2019 che non \u00e8 un semplice richiamare alla memoria. \u201cRicordi quella volta che andammo in montagna? Quanta fatica\u2026, ma che meraviglioso panorama lass\u00f9!\u201d. Viene ricordata una piacevole ascensione compiuta, ma che non \u00e8 pi\u00f9 attuale e presente ora, bens\u00ec definitivamente confinata nel passato. Quel ricordo non riproduce e non pone nuovamente in essere, nel momento del ricordo, la salita in montagna. Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, \u00e8 accaduto; non \u00e8 pi\u00f9 presente ora, \u2026se non nel ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il popolo di Israele al tempo di Ges\u00f9, e ancor oggi, celebra ogni anno, il 14 del mese di Nisan (corrispondente al nostro marzo-aprile), la cena pasquale, che fa memoria della liberazione degli ebrei dalla schiavit\u00f9 dell\u2019Egitto. In essa si consuma l\u2019agnello, si mangiano pani azzimi, legumi, una salsa particolare, si beve del vino, e si leggono i capitoli del libro dell\u2019Esodo che raccontano l\u2019uscita degli antichi padri dall\u2019Egitto (Es 13,17 \u2013 15,21), oltre ad altri testi biblici (Dt 6,20-25; Dt 26,5-11; Gc 24,2-13) e si cantano alcuni salmi (Salmi 113-118). Nel corso della cena il membro pi\u00f9 giovane della famiglia chiede: \u201cChe significa questo rito? Che senso ha ci\u00f2 che stiamo facendo?\u201d, e il padre di famiglia risponde: \u201cE\u2019 il sacrificio della pasqua per il Signore, il quale \u00e8 passato oltre le case degli israeliti in Egitto, quando colp\u00ec l\u2019Egitto e salv\u00f2 le nostre case\u201d (Es 12,27); \u201cIn quel giorno tu istruirai tuo figlio: \u2018E\u2019 a causa di quanto ha fatto il Signore per noi, quando siamo usciti dall\u2019Egitto\u2019\u201d (Es 13,8).<\/p>\n\n\n\n<p>Un importante scritto ebraico, la Mishn\u00e0h, commenta: \u201cDi generazione in generazione \u00e8 un dovere per l\u2019israelita considerarsi come se lui stesso fosse uscito dall\u2019Egitto. Non solo i nostri padri JHWH salv\u00f2, ma anche noi stessi, in loro, egli salv\u00f2; perch\u00e9 \u00e8 detto: \u2018ci fece uscire da laggi\u00f9, per condurci e darci il paese che ai nostri padri egli aveva giurato\u2019\u201d. Celebrare la pasqua, per gli ebrei, significava rivivere la notte dell\u2019esodo, uscire essi stessi dall\u2019Egitto a libert\u00e0, sentirsi, in quel momento, salvati dalla schiavit\u00f9. E\u2019 il celebre concetto ebraico dello \u2018zikkar\u00f2n\u2019 ( \u05df\u05ba\u05d5\u05e8\u05bc\u05b8\u05db\u05c5\u05d6 ), un \u2018ricordo\u2019 che contiene e ri-presenta la realt\u00e0 ricordata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che era nel simbolo per la pasqua ebraica, lo \u00e8 nella realt\u00e0 per la Cena pasquale cristiana. La vigilia della sua passione e morte Ges\u00f9 prese del pane e disse: \u201cQuesto \u00e8 il mio corpo che \u00e8 dato per voi\u201d; prese del vino e disse: \u201cQuesto \u00e8 il mio sangue versato per molti\u201d (Lc 22,19; Mc 14,24), trasformando quel pane e quel vino, per la sua potenza divina, nel suo corpo, che il giorno seguente sarebbe stato immolato sulla croce, e nel suo sangue, che all\u2019indomani sarebbe stato versato. In tal modo, quel pane e quel vino consacrati vennero a contenere in s\u00e9 il sacrificio della croce, e l\u2019Ultima Cena venne a \u2018contenere il Calvario\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle parole: \u201cQuesto \u00e8 il mio corpo, questo \u00e8 il mio sangue\u201d Ges\u00f9 aggiunse, rivolgendosi agli apostoli: \u201cFate questo in memoria di me\u201d (Lc 22,19), conferendo loro il potere di compiere quanto aveva compiuto lui. Ogni volta che vengono consacrati il pane e il vino, trasformati nel Corpo e nel Sangue del Signore, viene rinnovato e reso presente il gesto di Ges\u00f9 di quell\u2019ultima sera, viene \u2018ripresentato\u2019 e come \u2018portato qui ed ora\u2019 il sacrificio della croce del Signore. Ogni Santa Messa, rinnovazione di quel \u2018gesto sacro\u2019, non \u00e8 pertanto il semplice ricordo, nel senso di puro richiamo alla mente, di una realt\u00e0 passata confinata nel momento in cui fu posta, ma \u00e8 il rendere quella realt\u00e0 veramente e sostanzialmente presente ora. Chi partecipa alla Santa Messa sale sul Calvario, sta sotto la croce di Ges\u00f9, come sul Calvario, sotto la croce di Ges\u00f9, stettero quel giorno Maria, l\u2019apostolo Giovanni, la Maddalena e le altre donne (cfr Gv 19,25-27).<\/p>\n\n\n\n<p>Per esprimere questa pregnante e profonda realt\u00e0, la Chiesa \u00e8 ricorsa ad una parola particolare, la parola \u2018memoriale\u2019, che essa usa in tutte le Messe subito dopo la Consacrazione del pane e del vino: \u201cCelebrando il memoriale della passione, morte e risurrezione del Signore\u2026\u201d.; \u201cIn questo sacrificio, o Padre, celebriamo il memoriale della beata passione, della risurrezione del Cristo tuo Figlio, nostro Signore\u2026\u201d. \u2018Memoriale\u2019, dunque, e non semplice astratto ricordo!<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>Don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un \u2018ricordare\u2019 che non \u00e8 solo ricordare, un \u2018memoriale\u2019 che non \u00e8 un semplice richiamare alla memoria. \u201cRicordi quella volta che andammo in montagna? 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