{"id":5971,"date":"2021-03-14T16:43:35","date_gmt":"2021-03-14T14:43:35","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=5971"},"modified":"2021-03-14T16:43:35","modified_gmt":"2021-03-14T14:43:35","slug":"adorare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=5971","title":{"rendered":"Adorare"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align:center\"><em>Adoro Te devote, latens Deitas,<br> Quae sub his figuris vere latitas:<br> Tibi se cor meum totum subiicit,<br> Quia te contemplans totum deficit.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Iniziai l\u2019Ora di adorazione al Santissimo Sacramento proponendo il celebre inno eucaristico \u2018Adoro Te devote\u2019 composto da san Tommaso d\u2019Aquino: \u2018Ti adoro devotamente, o Dio nascosto, che ti celi sotto questi santi segni\u2019. Alla fine dell\u2019Ora, mi si avvicin\u00f2 una signora chiedendomi: \u201cReverendo, che cosa vuol dire propriamente \u2018adorare\u2019? Non so se lo so fare. La parola \u2018adorare\u2019 io la pronuncio ogni mattina nella preghiera insegnatami da mia madre: \u2018Ti adoro, mio Dio, ti amo con tutto il cuore; ti ringrazio d\u2019avermi creato, fatto cristiano\u2026\u2019; ma non so se so adorare; come si fa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p> In quel momento avevo tempo, e potei fermarmi a farle una piccola catechesi sulla preghiera. Dissi: \u201cSignora, non so se Le sono state indicate mai le cinque dimensioni del pregare; esse sono: adorazione, lode, ringraziamento, richiesta di perdono, richiesta di grazie. Questo \u00e8 l\u2019ordine giusto, la giusta gerarchia del modo di pregare. Solitamente noi partiamo dall\u2019ultima dimensione, il chiedere grazie, il domandare favori. Il Signore gradisce ed ascolta tale preghiera, egli stesso nel Vangelo invita a chiedere; tuttavia quella non \u00e8 la prima dimensione, la prima \u00e8 adorare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p> Quando la creatura si pone in rapporto con Dio (e la preghiera \u00e8 tale rapporto), il primo gesto che \u00e8 giusto che compia \u00e8 guardarlo, contemplarlo, fissare in Lui l\u2019occhio e il cuore. Non sarebbe cosa bella e cortese se si andasse da una persona talmente presi da se stessi e dai propri problemi, al punto da neppure considerare la persona stessa, \u2018chi\u2019 essa sia e davanti a chi ci si trovi. Cos\u00ec \u00e8 con Dio: il primo gesto da compiere, una volta messisi alla sua presenza, \u00e8 prenderne coscienza. Egli \u00e8 il Signore dell\u2019universo, l\u2019Eterno, l\u2019Infinito, l\u2019Onnipotente, l\u2019Amore senza limiti, Colui che \u00e8 sopra e dentro la storia, il Reggitore di tutto, la Vita senza la quale nulla esiste e nulla perdura nell\u2019essere. Egli \u00e8 colui che ha amato il mondo fino a dare il proprio Figlio sulla croce a riscatto dell\u2019uomo, abisso di carit\u00e0 e misericordia senza limiti e senza confini!<\/p>\n\n\n\n<p> Davanti a un Dio cos\u00ec la creatura adora: guarda, contempla, sta in silenzio stupita, resta presa e senza parole, prende coscienza della Maest\u00e0, della grandezza del Signore, ne ammira il Mistero, crescendo di riflesso nella consapevolezza della propria piccolezza, del proprio niente e della propria totale e assoluta dipendenza da Esso. E si sente avvolta, penetrata, costituita da quel Mistero; lo accoglie, lo afferma su di s\u00e9, gli si sottomette col cuore, gli si prostra dinanzi. La prostrazione del cuore, accompagnata magari dalla prostrazione del corpo, disteso a terra, \u00e8 il segno pi\u00f9 proprio e pi\u00f9 vero dell\u2019adorare.<\/p>\n\n\n\n<p> Dall\u2019adorazione sgorga spontanea allora la lode. Come non lodare Dio conosciuto e riconosciuto nelle sue infinite e meravigliose virt\u00f9, nella sua bellezza, nella sua bont\u00e0, nella sua infinita potenza, misericordia e carit\u00e0? E, a seguito della lode, il ringraziamento. La creatura sente il bisogno di dire grazie al Signore da cui ogni bene, ogni grazia e ogni dono deriva. Le nasce in cuore, impellente, poi, la richiesta di perdono, nella presa di coscienza di quanto grave sia non solo l\u2019offesa recata a Dio, ma anche la semplice dimenticanza di lui, la trascuratezza, e il vivere quasi che egli non ci fosse. E infine, con grande fiducia, la richiesta di grazie.<\/p>\n\n\n\n<p> I salmi, parola ispirata, sono fortemente segnati dall\u2019adorare:\u201cVenite, prostrati adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati\u201d(Sal 95,6); \u201cProstratevi davanti al Signore, egli \u00e8 il vostro Dio\u201d(Sal 99,9); \u201cA te voglio cantare davanti agli angeli, mi prostro adorante verso il tuo santo monte\u201d(Sal 138,1-2);\u201cTutti i popoli che hai creato verranno ad adorati, Signore\u201d (Sal 86,9).<\/p>\n\n\n\n<p> L\u2019adorazione non viene spontanea, occorre educarvisi; richiede silenzio esteriore e soprattutto interiore; ma da essa, e da quanto essa \u00e8 viva e profonda, prendono forza ed energia le altre dimensioni del pregare. Che il nostro cuore sappia adorare!<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Adoro Te devote, latens Deitas, Quae sub his figuris vere latitas: Tibi se cor meum totum subiicit, Quia te contemplans totum deficit. 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