{"id":5996,"date":"2021-03-14T18:58:48","date_gmt":"2021-03-14T16:58:48","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=5996"},"modified":"2021-03-14T19:00:11","modified_gmt":"2021-03-14T17:00:11","slug":"fragilita","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=5996","title":{"rendered":"Fragilit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019uomo, considerando se stesso, oscilla facilmente tra due estremi: ora si sente forte, importante, \u2018onnipotente\u2019, ora si sente debole, fragile, \u2018un nulla\u2019. In effetti l\u2019uomo \u00e8 una realt\u00e0 nobile e grande, \u00e8 creatura pensante in mezzo a un universo privo di intelligenza e di autocoscienza. L\u2019uomo ha compiuto, lungo i secoli, conquiste straordinarie nel campo della scienza, della tecnica, del sapere; domina molte cose. <em>\u201cDavvero l\u2019hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato\u201d<\/em>, recita il salmo. E pur tuttavia l\u2019uomo \u00e8 qualcosa di fragile: ha un arco di vita breve sulla terra; \u00e8 attaccabile da dolori e malattie; \u00e8 impotente di fronte ai grandi fenomeni della natura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro della Genesi, con un\u2019immagine poetica ma altamente significativa, descrive l\u2019uomo cos\u00ec: <em>\u201cDio plasm\u00f2 l\u2019uomo con polvere del suolo\u2026\u201d<\/em> (Gn 2,7). \u2018Polvere\u2019, in ebraico si dice <em>af\u00e0r<\/em> ( \u05e2\u05b8\u05e4\u05b8\u05e8 ), e indica il sottile strato di infiniti e piccolissimi granellini che ricoprono il suolo. Con questi granellini Dio plasm\u00f2 l\u2019uomo. E lo plasm\u00f2 con la polvere \u2018del suolo\u2019. In ebraico \u2018suolo\u2019 si dice <em>adam\u00e0h<\/em> ( \u05d0\u05d3\u05b2\u05b8\u05de\u05b8\u05d4 ), parola della medesima radice della parola <em>ad\u00e0m<\/em> (\u05d0\u05b8\u05d3\u05dd\u05b8 ), uomo. L\u2019uomo, dunque, \u00e8 fatto di \u2018suolo\u2019!<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il salmo 8 si occupa dell\u2019uomo, e oltre a indicarne la grandezza e la dignit\u00e0, ne afferma la fragilit\u00e0; lo chiama anch\u2019esso <em>ad\u00e0m<\/em>, \u2018manciata di polvere\u2019, e vi aggiunge la parola <em>en\u00f2sh<\/em> ( \u05d0\u05b0\u05b6\u05e0\u05d5\u05b9\u05e9\u05c1 ). Tale termine solitamente ricorre nella Bibbia in contesti in cui l\u2019uomo \u00e8 paragonato all\u2019erba che oggi \u00e8 e domani non \u00e8 pi\u00f9, all\u2019erba che al mattino fiorisce e alla sera avvizzisce (cfr Sal 103,15; Is 51,12). L\u2019uomo \u00e8 \u2018un filo d\u2019erba\u2019. Ben poca cosa!<\/p>\n\n\n\n<p>La fragilit\u00e0 \u00e8 condizione esistenziale dell\u2019uomo; la riconosce solo l\u2019umile, colui che sa guardare con lealt\u00e0 la realt\u00e0 di se stesso.<\/p>\n\n\n\n<p> Nei miei anni giovanili ebbi l\u2019occasione di imbattermi in un libro che per me fu preziosissimo, scritto da Giovanni Albanese e edito da Cittadella-Assisi, dal titolo <em>\u201cCos\u00ec disse Ges\u00f9\u201d. <\/em>Raccoglieva il commento a varie frasi del Vangelo, in un modo chiaro, spigliato e avvincente. Ne riporto una pagina:<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">\u201cL\u2019uomo si guard\u00f2 allo specchio del fonte, si ammir\u00f2 e disse: \u2018Io sono perfetto\u2019. Insegu\u00ec una cerva, la colp\u00ec e l\u2019uccise, poi disse: \u2018Io sono forte\u2019. Sal\u00ec su di un monte, si vide in alto e proclam\u00f2: \u2019Io sono grande\u2019. Freg\u00f2 due selci e accese il fuoco e afferm\u00f2: \u2018Io posso\u2019. Numer\u00f2 le stelle del cielo, diede loro un nome e dichiar\u00f2: \u2018Io so\u2019. Poi in una triste giornata di pioggia si rintan\u00f2 nel suo speco e, per ammazzare il tempo, si diede a ruminare i suoi crucci e sentenzi\u00f2: \u2018Io penso, dunque io sono!\u2019 In una radiosa giornata di primavera conobbe l\u2019amore e cant\u00f2: \u2018Io sono felice\u2019. Scav\u00f2 nella terra e vi trov\u00f2 l\u2019oro e concluse: \u2018Io sono ricco e soddisfatto, non ho bisogno di alcuno, ho tutto da me\u2019.<br> Pass\u00f2 un anno, due anni, molti anni\u2026 l\u2019uomo torn\u00f2 al suo fonte, si rispecchi\u00f2, ma la bellezza era svanita. \u2018Dunque -disse- non era mia: qualcuno me l\u2019aveva prestata e poi l\u2019ha ripresa\u2019. Scorse una cerva, volle inseguirla, ma non ne ebbe la forza. Volle salire sul monte, ma si ferm\u00f2 a met\u00e0 strada, curvo e senza fiato. Sfreg\u00f2 due selci e ne trasse la fiamma; ma prese fuoco tutta la foresta, e l\u2019uomo corse il rischio di perire lui stesso in quell\u2019immane conflagrazione. Tent\u00f2 di ricontare le stelle del cielo, ma i suoi numeri non bastarono pi\u00f9 e deluso mormor\u00f2: \u2018Chi sa!\u2019                                                                                                                    Cap\u00ec che in realt\u00e0 egli non possedeva nulla, che aveva tutto ricevuto e tutto poteva essergli tolto. Sent\u00ec che anche la vita gli sfuggiva e che non gli sarebbe riuscito di trattenerla n\u00e9 un  giorno, n\u00e9 un\u2019ora di pi\u00f9.                                                                                                                  Cap\u00ec allora che s\u2019era sbagliato e che la prima e pi\u00f9 grande illusione era stata nel dire: \u2018Io sono grande, io sono forte, io posso, io so\u2026 io ho tutto da me\u2019 \u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La fragilit\u00e0 \u00e8 maestra severa, riporta l\u2019uomo alla verit\u00e0 di se stesso; ma non gli impedisce di sentirsi amato; non gli preclude, certo, l\u2019amore di Dio, che sulla sua creatura si piega con tenerezza (cfr Sal 145,9), e che, incarnandosi, ha addirittura preso su di s\u00e9 la fragilit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uomo, considerando se stesso, oscilla facilmente tra due estremi: ora si sente forte, importante, \u2018onnipotente\u2019, ora si sente debole, fragile, \u2018un nulla\u2019. 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