{"id":6096,"date":"2021-05-07T08:47:56","date_gmt":"2021-05-07T06:47:56","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=6096"},"modified":"2021-05-07T08:47:56","modified_gmt":"2021-05-07T06:47:56","slug":"6-domenica-di-pasqua-3","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=6096","title":{"rendered":"6^ domenica di Pasqua"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/DMMH_O_6Pasqua.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"780\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Vincent-Van-Gogh-Il-vigneto-rosso-1888.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6097\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Vincent-Van-Gogh-Il-vigneto-rosso-1888.jpg 1000w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Vincent-Van-Gogh-Il-vigneto-rosso-1888-300x234.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Vincent-Van-Gogh-Il-vigneto-rosso-1888-768x599.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><figcaption><em>Vincent Van Gogh &#8211; Il vigneto rosso &#8211; 1888<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/DMMH_O_6Pasqua.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">(At\n10,25-26.34-35.44-48; 1Gv 4,7-10; Gv 15,9-17)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Sabato 8 maggio 2021,  <em>risalente a sabato 12 maggio 2012<\/em> ( <em>Col Cumano<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p>Questo brano di Vangelo \u00e8\nl\u2019immediato seguito del brano di Vangelo di domenica scorsa. Domenica scorsa\nabbiamo ascoltato dalla bocca di Ges\u00f9 l\u2019allegoria della vite e i tralci; lui ci\ndiceva: \u201c<em>Io sono la vite, voi i tralci.\nRimanete in me, e porterete molto frutto, perch\u00e9 da soli, senza di me, non\npotete fare nulla, senza di me vi inaridite e seccate. Occorre che la linfa di\nme-vite passi in voi-tralci<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi Ges\u00f9 ci dice qual \u00e8 la\nlinfa di lui-vite, che deve passare in noi-tralci: \u00e8 l\u2019amore. Nei nove versetti\ndi questo brano evangelico per nove volte ritorna la realt\u00e0 dell\u2019amore, cinque\nvolte sotto forma di verbo (amare), e quattro volte sotto forma di sostantivo\n(amore). E notiamo: il verbo \u201camare\u201d \u00e8 reso nel testo greco di Giovanni col\nverbo \u201c<em>agap\u00e0o<\/em>\u201d (\u1f00\u03b3\u03b1\u03c0\u03ac\u03c9), che indica\nl\u2019amare perfetto, e il sostantivo \u201camore\u201d \u00e8 reso col sostantivo <em>\u201cag\u00e0pe\u201d<\/em> (\u1f00\u03b3\u03ac\u03c0\u03b7), che indica l\u2019amore\nperfetto. La linfa della vite-Ges\u00f9 che deve passare in noi-tralci \u00e8 l\u2019amore\nperfetto, \u00e8 l\u2019amore con cui Dio ama, quello con cui Ges\u00f9 ha amato. Non \u00e8 un\namore qualsiasi, dunque; \u00e8 l\u2019amore di Dio, \u00e8 l\u2019amore di Ges\u00f9. Questa \u00e8 la\nlinfa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ascoltando questo brano di\nVangelo ci viene spontaneo e nasce in noi il desiderio di amare. Ci sono\nespressioni forti e chiare in questo senso, che ci spingono in questa\ndirezione. Ges\u00f9 ci dice: \u201c<em>Questo \u00e8 il mio\ncomandamento: che vi amiate gli uni gli altri; questo vi comando: che vi amiate\ntra di voi come io vi ho amati<\/em>\u201d. Il comandamento dell\u2019amore fraterno ci \u00e8\ntanto necessario; ci \u00e8 necessario quanto il pane, quanto l\u2019aria, perch\u00e9 senza\namore fraterno non si vive, si muore.<\/p>\n\n\n\n<p>E sempre di continuo \u00e8\nnecessario che noi monitoriamo il nostro amore, per vedere di che qualit\u00e0 esso\nsia, se \u00e8 della stessa qualit\u00e0 di quello di Cristo, se \u00e8 un amore divino, se \u00e8\nquello attinto dalla vite-Ges\u00f9, o se \u00e8 un amore ancora troppo terreno,\nimpregnato ancora di egoismo, di interesse, di ricerca di gratificazione, di\nattesa di ricambio.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre crescere nell\u2019amore\nfraterno. Ges\u00f9 ha detto: <em>\u201cDa questo tutti\nsapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri\u201d<\/em>\n(Gv 13,35). E l\u2019apostolo Giovanni nella prima lettera ci ha detto: <em>\u201cChi non ama il fratello non ha conosciuto\nDio, cio\u00e8 non \u00e8 in comunione con Dio, perch\u00e9 Dio \u00e8 amore\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Colto questo messaggio da\nquesto Vangelo, non deve sfuggircene un altro, altrettanto importante, che \u00e8\nanch\u2019esso una perla. Ges\u00f9 dice: <em>\u201cCome il\nPadre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore\u201d<\/em>. Rimanete\nnell\u2019amore che io vi porto, nell\u2019amore che io ho per voi. <\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 ci ama. Siamo amati da\nGes\u00f9. Ges\u00f9 ci ama con un amore straordinario, infinito, tenero, folle, come \u00e8\nl\u2019amore del Padre per lui suo Figlio. E Ges\u00f9 ci invita: \u201c<em>Rimanete nel mio amore<\/em>\u201d, fermatevi in esso, sostate a guardarlo, a\ncontemplarlo, a stupirvene, a gustarlo. Non uscite troppo presto da questa\ncontemplazione, dallo sguardo sul mio amore per voi; esso vi fa bene, vi fa\nvivere, vi dona consolazione, sicurezza, forza, pace, serenit\u00e0 nella vita. Non\nuscite troppo presto dalla contemplazione del mio amore, neppure col fine e con\nl\u2019obiettivo di amarmi e di ricambiare il mio amore per voi col vostro amore;\nneppure col fine e con l\u2019obiettivo di amare i fratelli. S\u00ec, a questo amore per\nme e per i fratelli dovrete arrivare, lo dovrete vivere e praticare, ma non\nuscite troppo presto, troppo in fretta dallo stare con il mio amore. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Rimanete nel mio amore<\/em>\u201d. \u00c8 esso che vi scalda il cuore, e che vi d\u00e0\nla forza poi di amare. La linfa di me-vite, dice Ges\u00f9, \u00e8 soprattutto e prima di\ntutto il mio amore per voi, che poi si muter\u00e0, in voi, in amore per i fratelli.\n\u00c8 da me che dovete e potete attingere.<\/p>\n\n\n\n<p>La contemplazione di Ges\u00f9\ncon l\u2019adultera, col paralitico, col cieco nato, con la prostituta della citt\u00e0,\ncon Zaccheo, col buon ladrone in croce; la contemplazione di Ges\u00f9 Crocifisso,\ncontemplazione che ha fatto i santi; la contemplazione di quanto Ges\u00f9 si sia\npreso cura di noi perdonandoci infinite volte i peccati nel Sacramento della\nRiconciliazione, donandosi infinite volte e lasciandosi infinite volte mangiare\nda noi nell\u2019Eucaristia, pane di vita eterna e di immortalit\u00e0; salvandoci\ninfinite volte da pericoli e da situazioni difficili (ciascuno conosce la\npropria storia): contemplare tutto ci\u00f2, ecco il modo per stare, per rimanere,\nnell\u2019amore di Ges\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Non priviamoci di questo\nbene, ne abbiamo bisogno. E non ci \u00e8 detto di conquistarlo questo bene, questo\namore: ci \u00e8 offerto e ad esso siamo invitati! Stare nell\u2019amore di Ges\u00f9 \u00e8 la\nstrada per amare. Amati da lui, ameremo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (At 10,25-26.34-35.44-48; 1Gv 4,7-10; Gv 15,9-17) Sabato 8 maggio 2021, risalente a sabato 12 maggio 2012 ( Col Cumano) Questo brano di Vangelo \u00e8 l\u2019immediato seguito del brano di Vangelo di domenica scorsa. 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