{"id":6354,"date":"2021-10-06T21:55:26","date_gmt":"2021-10-06T19:55:26","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=6354"},"modified":"2021-10-06T21:55:26","modified_gmt":"2021-10-06T19:55:26","slug":"28-domenica-del-tempo-ordinario-3","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=6354","title":{"rendered":"28^ domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DMMH_O_28TempoOrdinario.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"455\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Rembrandt-van-Rijn-La-parabola-delluomo-ricco-1627.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6350\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Rembrandt-van-Rijn-La-parabola-delluomo-ricco-1627.jpg 650w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Rembrandt-van-Rijn-La-parabola-delluomo-ricco-1627-300x210.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/a><figcaption><em>Rembrandt van Rijn &#8211; La parabola dell&#8217;uomo ricco &#8211; 1627<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DMMH_O_28TempoOrdinario.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">(Sap 7,7-11 ;&nbsp;\nEbr 4,12-13 ;&nbsp; Mc 10,17-30)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Sabato 9 ottobre, <em>risalente a sabato\n13 ottobre 2012<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Che\ncosa c\u2019\u00e8 nel nostro cuore? che cosa lo abita? <\/p>\n\n\n\n<p>Nel cuore di quell\u2019uomo che sent\u00ec dirsi da Ges\u00f9: \u201cVa\u2019,\nvendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni!\nSeguimi!\u201d, c\u2019era qualcosa che gli impediva di accogliere quelle parole,\nquell\u2019invito. Quell\u2019invito era troppo duro, troppo esigente per lui. In cuore\nquell\u2019uomo aveva qualcosa che per lui era importante, prezioso, a cui era\nattaccato e a cui non si sentiva di rinunciare. Aveva in cuore \u201cmolti beni\u201d,\nmolte ricchezze, dice il Vangelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel\ncaso di quell\u2019uomo le ricchezze erano di tipo economico, materiale; e il cuore\ndi quell\u2019uomo era legato a tali ricchezze economiche e materiali.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo di sempre deve guardarsi dall\u2019avidit\u00e0 e\ndall\u2019attaccamento ai beni di questo mondo, al possesso, al denaro. Il denaro\nesercita un fascino particolare sul cuore dell\u2019uomo, perch\u00e9 nel cuore dell\u2019uomo\nuna radice malata lo spinge a desiderare sempre di pi\u00f9, a possedere sempre di\npi\u00f9, ad avere sempre di pi\u00f9. Tale radice malata, se non viene curata, produce\ntanti mali, impedisce di apprezzare i valori pi\u00f9 grandi della vita, Dio stesso;\nrende il cuore duro e insensibile verso i bisognosi, disturba ed arriva fino ad\navvelenare i rapporti familiari anche pi\u00f9 stretti, come nel caso delle\ndivisioni in fatto di eredit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019invito di Ges\u00f9 \u00e8 a non attaccare il cuore alle\nricchezze, ad una sorta di \u201cverginit\u00e0 del cuore\u201d di fronte alle ricchezze.<\/p>\n\n\n\n<p>Che bella la verginit\u00e0 del cuore! Questa parola,\n\u201cverginit\u00e0\u201d, ha sub\u00ecto nella nostra cultura una forte riduzione di senso, che\nl\u2019ha molto impoverita. \u201cVerginit\u00e0\u201d, nel suo significato ampio, significa\nlibert\u00e0, significa non essere attaccati a nulla, non essere catturati e fatti\nprigionieri da nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una \u201cverginit\u00e0\u201d dal denaro, come abbiamo detto,\nper cui il denaro non diventa l\u2019idolo del mio cuore; ma c\u2019\u00e8 una \u201cverginit\u00e0\u201d nei\nrapporti, nelle relazioni, per cui non cerco di legare a me le persone, neppure\nle persone pi\u00f9 care, quali lo sposo, la sposa, i figli, ma li riconosco e li\nrispetto nella loro libert\u00e0; n\u00e9 mi attacco alle persone cadendo in una specie\ndi dipendenza affettiva, che mi toglierebbe libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una \u201cverginit\u00e0\u201d dai propri progetti, dal proprio\nmodo di vedere le cose, dal proprio pensare, che mi rende capace di accogliere\nil pensiero dell\u2019altro, mi conserva&nbsp;\naperto alla verit\u00e0, disponibile alla concordia e alla pace.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una \u201cverginit\u00e0\u201d di fronte agli eventi, per cui li\naccetto, per quello che hanno di ineluttabile; come ad esempio il passare degli\nanni, il diventare anziano, vecchio; c\u2019\u00e8 una \u201cverginit\u00e0\u201d anche di fronte alla\nmorte, aiutato dalla fede in Dio e dalla certezza della risurrezione.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una \u201cverginit\u00e0\u201d dai propri limiti, dagli sbagli\ncommessi nella vita, dai propri peccati, per cui non ci sentiamo definiti e\ncoincidenti esattamente con i nostri peccati e i nostri errori, ma ci sentiamo\nqualcosa di pi\u00f9, liberati dai nostri peccati da Dio, e decisi ad uscire da\nessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo chiamati ad essere \u201cvergini\u201d, cio\u00e8 ad essere\nliberi, a non essere servi e schiavi di niente e di nessuno. Neanche di noi\nstessi; \u201cvergini\u201d anche dai nostri umori, dai nostri sentimenti, dai nostri\nrisentimenti, dai nostri ricordi, dalle nostre paure.<\/p>\n\n\n\n<p>Oh beata \u201cverginit\u00e0\u201d, che vuoi abbracciare tutta la\nmia vita! che vuoi tenere libero e sgombro il mio cuore per Dio, per il bene,\nper la verit\u00e0, per ci\u00f2 che pu\u00f2 rendermi felice!<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 facile una tale \u201cverginit\u00e0\u201d: domanda lotta,\nforza e coraggio. E forse pu\u00f2 sembrare troppo difficile e alta da raggiungere;\nquasi impossibile. Ma Ges\u00f9 ha detto: \u201cImpossibile agli uomini, ma non a Dio; a\nDio tutto \u00e8 possibile\u201d; Dio pu\u00f2 tutto, pu\u00f2 farci \u201cvergini\u201d cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 fu \u201cvergine\u201d, Maria fu \u201cvergine\u201d, i Santi si sono\nincamminati su questa via di \u201cverginit\u00e0\u201d, ed ebbero il centuplo gi\u00e0 in questa\nvita; il centuplo in serenit\u00e0, in gioia, in esperienza di Dio, e poi la vita\neterna; cos\u00ec come Pietro, e come gli altri apostoli, che si sentirono dire:\n\u201cVoi che avete lasciato tutto avrete cento volte tanto\u201d. Non tutti siamo\nchiamati a lasciare tutto effettivamente, ma tutti siamo chiamati alla\n\u201cverginit\u00e0 di cuore\u201d di fronte a tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Riesce a camminare su questa via di \u201cverginit\u00e0\u201d colui\nche ha trovato il tesoro, colui che ha trovato Dio, perch\u00e9 non ci si pu\u00f2\nstaccare da una cosa, da un bene, se prima non si \u00e8 scoperto e non si \u00e8 trovato\nun altro bene, un bene maggiore, se non si \u00e8 trovato Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 Dio, dunque, che dobbiamo cercare, che dobbiamo\ndesiderare e a cui dobbiamo sforzarci di aderire. Egli non ci deluder\u00e0; egli\nbaster\u00e0 al nostro cuore, e nulla ci toglier\u00e0; ci far\u00e0 vivere tutto in una\ndimensione nuova, in una dimensione di maggiore libert\u00e0, di maggiore gioia,\nprofondit\u00e0 e ricchezza, Sperimenteremo \u201cil centuplo\u201d in questa vita, e avremo\npoi lui, in pienezza, nella vita eterna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Sap 7,7-11 ;&nbsp; Ebr 4,12-13 ;&nbsp; Mc 10,17-30) Sabato 9 ottobre, risalente a sabato 13 ottobre 2012 Che cosa c\u2019\u00e8 nel nostro cuore? che cosa lo abita? 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