{"id":6700,"date":"2022-04-14T00:26:15","date_gmt":"2022-04-13T22:26:15","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=6700"},"modified":"2022-04-14T00:43:07","modified_gmt":"2022-04-13T22:43:07","slug":"venerdi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=6700","title":{"rendered":"Venerd\u00ec Santo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DMMH_VenerdiSanto.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"753\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/4_Michelangelo-Merisi-da-Caravaggio-La-flagellazione-di-Cristo-1606-1607-753x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6685\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/4_Michelangelo-Merisi-da-Caravaggio-La-flagellazione-di-Cristo-1606-1607-753x1024.jpg 753w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/4_Michelangelo-Merisi-da-Caravaggio-La-flagellazione-di-Cristo-1606-1607-221x300.jpg 221w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/4_Michelangelo-Merisi-da-Caravaggio-La-flagellazione-di-Cristo-1606-1607-768x1044.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/4_Michelangelo-Merisi-da-Caravaggio-La-flagellazione-di-Cristo-1606-1607.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 753px) 100vw, 753px\" \/><\/a><figcaption><em>Michelangelo Merisi da Caravaggio &#8211; La flagellazione di Cristo &#8211; 1606-1607<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/DMMH_VenerdiSanto.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>omelia del 2013<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">( Gv 18,1&nbsp;\n&#8211;&nbsp; 19,42 )<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cVolgeranno\nlo sguardo a Colui che hanno trafitto\u201d<\/em>\n(Gv 19,37). Cos\u00ec ci ha detto l\u2019evangelista Giovanni che fu sul Calvario sotto\nla croce. Noi ora volgiamo lo sguardo a Colui che abbiamo trafitto, a Cristo\ninchiodato in croce e morto per noi. Tra poco il sacerdote scoprir\u00e0 la croce e\nil Crocifisso, e tutti noi lo guarderemo e lo baceremo.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi lo abbiamo trafitto. Come lo abbiamo trafitto?\nEgli \u00e8 la verit\u00e0, ed ogni volta che noi abbiamo preferito la menzogna alla\nverit\u00e0 l\u2019abbiamo trafitto. Egli \u00e8 l\u2019amore, ed ogni volta che noi abbiamo scelto\nl\u2019egoismo all\u2019amore lo abbiamo trafitto. Egli \u00e8 la mitezza, e ogni volta che\nabbiamo preferito la violenza alla mitezza lo abbiamo trafitto. Egli \u00e8 la\ncastit\u00e0, e ogni volta che abbiamo preferito la lussuria alla castit\u00e0 lo abbiamo\ntrafitto. Egli \u00e8 il Figlio di Dio, \u00e8 Dio egli stesso, e ogni volta che abbiamo\npreferito una creatura di questo mondo a lui, Figlio di Dio, lo abbiamo\ntrafitto. Quelle piaghe che coprono il suo corpo, quelle spine che gli cingono\nil capo, quel sangue che gli cola dalle ferite, quell\u2019arsura di sete infinita\nche gli secca la gola\u2026 tutto questo gliel\u2019abbiamo procurato noi. Non possiamo\ncaricare di tutta la responsabilit\u00e0 i soli Ebrei che lo hanno condannato a\nmorte e Pilato che lo ha consegnato ai crocifissori; egli, Ges\u00f9, \u00e8 morto per i\nnostri peccati, dice chiaramente San Paolo (1Cor 15,3).<\/p>\n\n\n\n<p>Come guardare allora a quel Cristo che abbiamo\ntrafitto? Non ci viene forse da distogliere lo sguardo da lui e da guardare\naltrove, perch\u00e9 troppo doloroso e troppo carico di rimorsi \u00e8 guardare a lui,\nche \u00e8 la vittima del nostro male?<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 lui stesso che ci invita a s\u00e9. Egli ci dice: <em>\u201cVenite a me voi tutti che siete affaticati\ne oppressi, e io vi ristorer\u00f2\u201d<\/em> (Mt 11,28). Ad opprimerci non sono solo le\nnostre difficolt\u00e0 e i nostri problemi, ma sono anche le nostre colpe, i nostri\npeccati commessi nella vita. Egli ci dice: <em>\u201cVenite\na me!\u201d<\/em> E allora noi andiamo a lui, e volgiamo lo sguardo con fiducia, con\ncoraggio, con confidenza <em>\u201ca Colui che\nabbiamo trafitto\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa ci dir\u00e0? Ci dir\u00e0 che ci vuole bene. Ci dir\u00e0\nche ha compassione di noi, della nostra debolezza, e anche della nostra\ncattiveria. Ci dir\u00e0 che ci perdona, che con il suo sacrificio vuole rinforzarci\nnel bene e insegnarci ad amare; ci dir\u00e0 che vuole darci una nuova vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Sentite questo bel testo di San Pietro Crisologo, in\ncui il Santo mette in bocca a Ges\u00f9 crocifisso queste toccanti parole: <em>\u201cForse vi copre di confusione la gravit\u00e0\ndella passione che mi avete inflitto. Non abbiate timore. Questi chiodi non mi\nprocurano, tanto, dolore, quanto imprimono pi\u00f9 profondamente in me l\u2019amore\nverso di voi. Queste ferite non mi fanno gemere, ma piuttosto introducono voi\nnel mio interno. Il mio corpo disteso anzich\u00e9 accrescere la pena, allarga gli\nspazi del cuore per accogliervi. Il mio sangue non \u00e8 perduto per me, ma \u00e8\ndonato in riscatto per voi. Venite dunque, ritornate! Sperimentate la mia\ntenerezza, che ricambia il male col bene, le ingiurie con l\u2019amore, ferite tanto\ngrandi con una carit\u00e0 cos\u00ec immensa\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come non andare allora da questo Signore? <em>\u201cVolgeranno lo sguardo a Colui che hanno\ntrafitto\u201d<\/em>. Un bel inno della Liturgia dice (ve lo dico in latino, perch\u00e9 \u00e8\nstato scritto in latino, secoli fa, e in latino conserva tutta la sua armonia e\nbellezza, poi ve lo traduco): \u201cQuis non amantem r\u00e8damet? quis non dil\u00e8ctus\nd\u00ecligat? et Corde in isto s\u00e8ligat aeterna tabern\u00e0cula?\u201d \u2013 <em>\u201cChi non riamer\u00e0 Colui che lo ha tanto amato? chi non vorr\u00e0 bene a\nColui che gli ha voluto cos\u00ec profondamente bene? e non sceglier\u00e0 come sua\nstabile dimora per sempre quel Cuore dolce e amabile?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ecco la sfida. La sfida del Venerd\u00ec Santo. La sfida\ndella Croce e del Crocifisso. Lo ameremo questo Ges\u00f9? Gli vorremo davvero bene?\nUn bene che non resta pura emozione e semplice sentimento che commuove e poi\npassa, ma che si tramuta in opere, si tramuta in tempo dato a lui per pregarlo\ne per contemplarlo; in lotta decisa contro il peccato, perch\u00e8 \u00e8 il peccato ad\naverlo mandato in croce; si tramuta in opere di bont\u00e0 e di carit\u00e0 verso il\nprossimo perch\u00e9 ci\u00f2 che facciamo al prossimo lo facciamo a lui; si tramuta in\naccettazione delle nostre croci e sofferenze in unione alle sue.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco,\nsia questo il contenuto del bacio che ora daremo al Crocifisso.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">d<em>on Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; omelia del 2013 ( Gv 18,1&nbsp; &#8211;&nbsp; 19,42 ) \u201cVolgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto\u201d (Gv 19,37). 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