{"id":6808,"date":"2022-06-30T10:16:28","date_gmt":"2022-06-30T08:16:28","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=6808"},"modified":"2022-06-30T10:16:28","modified_gmt":"2022-06-30T08:16:28","slug":"4-domenica-dopo-pentecoste-3","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=6808","title":{"rendered":"4^ domenica dopo Pentecoste"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DMMH_S_4dopoPentecoste.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"754\" height=\"600\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Raffaello-Sanzio-Pesca-miracolosa-1515-16.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6801\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Raffaello-Sanzio-Pesca-miracolosa-1515-16.jpg 754w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Raffaello-Sanzio-Pesca-miracolosa-1515-16-300x239.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 754px) 100vw, 754px\" \/><\/a><figcaption><em>Raffaello Sanzio &#8211; Pesca miracolosa &#8211; 1515-16<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DMMH_S_4dopoPentecoste.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">(Rm 8,18-23;&nbsp;&nbsp; Lc 5,1-11)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Domenica 3 luglio 2022, <em>risalente al 16 giugno 2013<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pietro, Giacomo e Giovanni\navevano trascorso tutta la notte a pescare e non avevano pescato nulla, neanche\nun pesce. Per loro quel lago era vuoto, era senza vita. E invece quel lago\nall\u2019indomani si sarebbe riempito di pesci; sulla parola di Ges\u00f9 quel lago\navrebbe dato tanti pesci da riempire le loro barche fino a rischiare di farle\naffondare. C\u2019era una realt\u00e0, per Pietro, Giacomo e Giovanni, che essi non\nconoscevano e che non avrebbero mai immaginato; una realt\u00e0 bella, ricca,\nstraordinaria che Ges\u00f9 avrebbe loro donato. Ne rimasero sorpresi, come\nstorditi, tanto che avvertirono una distanza immensa tra loro e la nuova\nrealt\u00e0, tra loro e la nuova situazione; e Pietro disse a Ges\u00f9: <em>\u201cAllontanati da me che sono un peccatore\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>San Paolo, nella prima\nlettura che abbiamo ascoltato, ci ha parlato, in termini pi\u00f9 teologici ma non\nmeno concreti, di una realt\u00e0 grande, bella, ricca e straordinaria che noi non\nconosciamo, e che sta al di l\u00e0 di questa nostra realt\u00e0, una realt\u00e0 che Dio nel\nsuo amore ci tiene preparata, e che un giorno ci doner\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orizzonte di Paolo \u00e8\nstraordinariamente aperto: non \u00e8 solo planetario, \u00e8 cosmico; abbraccia\nl\u2019universo intero, abbraccia tutto ci\u00f2 che esiste. Paolo parla di \u201ccreazione: <em>\u201cla creazione<\/em> -egli dice-<em> attende con impazienza la rivelazione dei\nfigli di Dio<\/em>; <em>la creazione geme e\nsoffre come nelle doglie di un parto\u201d.<\/em> Paolo parla di \u201ccreazione\u201d, di tutta\nla creazione, di tutto il creato. Tutto il creato, umanit\u00e0 compresa\nevidentemente, attende qualcosa, attende di essere trasformato, trasfigurato,\nsanato, ricostruito, rifatto perfetto. Ci saranno <em>\u201ccieli nuovi e terra nuova\u201d<\/em>, dice l\u2019Apocalisse, in cui <em>\u201cnon ci sar\u00e0 pi\u00f9 la morte, n\u00e9 lutto, n\u00e9\nlamento, n\u00e9 affanno\u201d<\/em> (Ap 21,1.4).<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di un <em>\u201cparto\u201d<\/em> che deve accadere, di un parto\nche tutta la realt\u00e0 sta vivendo e soffrendo. La realt\u00e0 in cui noi viviamo, in\ncui siamo immersi non \u00e8 la realt\u00e0 \u201cultima\u201d, \u00e8 la realt\u00e0 \u201cpenultima\u201d; ci sar\u00e0\nuno stadio e un modo di esistere della realt\u00e0 che verr\u00e0 dopo questo stadio di\nrealt\u00e0 attuale, e che sar\u00e0 una cosa meravigliosa.<em> \u201cOcchio mai vide, orecchio mai ud\u00ec, n\u00e9 entr\u00f2 mai in cuore di uomo&nbsp; ci\u00f2 che Dio tiene preparato per noi\u201d<\/em>\n(1Cor 2,9).<\/p>\n\n\n\n<p>Noi siamo molto inseriti e\nradicati in questa nostra realt\u00e0 attuale, e non vorremmo mai uscire da essa; ma\nnon \u00e8 questa la nostra citt\u00e0 definitiva, dice la Lettera agli Ebrei; siamo\nfatti per un\u2019altra citt\u00e0 (Eb 13,14), per la realt\u00e0 rinnovata, per una realt\u00e0\npi\u00f9 bella. Ci attende qualcosa di pi\u00f9 bello. <\/p>\n\n\n\n<p>Noi non abbiamo forse molta\nfiducia in Dio; non crediamo che \u201ci cieli nuovi e la terra nuova\u201d che Dio ci\nsta preparando siano migliori di questo cielo e di questa terra; avvertiamo\nl\u2019uscita da questo mondo come una rovina, una perdita, una tragedia, mentre \u00e8\nun guadagno, una ricchezza pi\u00f9 grande. Dovremmo molto desiderare il Cielo,\ndesiderare la realt\u00e0 definitiva di Dio, fidarci di lui che non ci toglier\u00e0\nnulla, non ci priver\u00e0 di nulla, ma ci dar\u00e0 invece molto di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pensiero che questa\nrealt\u00e0 \u00e8 transitoria, passeggera, ci deve educare alla sobriet\u00e0, ad usare con\nsobriet\u00e0 delle cose, a vivere rapporti di giusto distacco dalle cose e dalle\npersone, e non rapporti di possesso, di attaccamento sbagliato, di cupidigia.\nScrive san Paolo: <em>\u201cFratelli, il tempo si\n\u00e8 fatto breve; d\u2019ora in poi quelli che hanno moglie, vivano come se non\nl\u2019avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono\ncome se non godessero; quelli che comperano, come se non possedessero; quelli\nche usano del mondo, come se non ne usassero a pieno, perch\u00e9 passa la scena di\nquesto mondo\u201d <\/em>(1Cor 7,29-31).<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un altro mondo che ci\naspetta. Il nostro occhio si posa e si ferma facilmente su ci\u00f2 che si vede, ma\nc\u2019\u00e8 un altro mondo, c\u2019\u00e8 un mondo che non si vede, c\u2019\u00e8 un mondo invisibile che,\nperch\u00e9 \u00e8 invisibile, non \u00e8 che non sia reale; anzi, \u00e8 realissimo! \u00e8 pi\u00f9 reale\ndel mondo reale che vediamo, perch\u00e9 questo mondo reale che vediamo passa e\nterminer\u00e0, quello che non vediamo sar\u00e0 duraturo, eterno e non verr\u00e0 mai meno. E\nsar\u00e0 il regno della pienezza, della completezza, del compimento. <\/p>\n\n\n\n<p>Desiderio di Cielo, ecco ci\u00f2\nche \u00e8 debole in noi, ci\u00f2 che troppo ci manca.<em> \u201cIl mio popolo \u00e8 duro a convertirsi<\/em> -dice il Signore nel Libro di\nOsea- <em>chiamato a guardare in alto nessuno\nsa sollevare lo sguardo\u201d <\/em>(Os 11,7). Non sappiamo tante volte alzare lo\nsguardo in su; non sappiamo, in definitiva, desiderare Dio, desiderare le cose\ndi Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco l\u2019invito e la sfida\ndella Parola di Dio oggi: aprirsi all\u2019invisibile; preparasi a vivere\nl\u2019invisibile; anzi, vivere gi\u00e0 oggi, di pi\u00f9, di invisibile; vivere gi\u00e0 oggi, di\npi\u00f9, di Dio, della sua Parola, della sua amicizia, della comunione con lui,\ndella presenza degli angeli, della fraternit\u00e0 dei Santi, della vita buona di\ncui \u00e8 ricca la Chiesa. Questa\n\u00e8 la realt\u00e0 vera, quella che durer\u00e0 per sempre, quella a cui siamo chiamati,\nquella che, sola, pu\u00f2 riempire i nostri cuori, le nostre esistenze, la nostra\nvita, qui e nell\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Rm 8,18-23;&nbsp;&nbsp; Lc 5,1-11) Domenica 3 luglio 2022, risalente al 16 giugno 2013 Pietro, Giacomo e Giovanni avevano trascorso tutta la notte a pescare e non avevano pescato nulla, neanche un pesce. 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