{"id":6848,"date":"2022-07-29T12:23:10","date_gmt":"2022-07-29T10:23:10","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=6848"},"modified":"2022-07-29T12:23:10","modified_gmt":"2022-07-29T10:23:10","slug":"8-domenica-dopo-pentecoste-3","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=6848","title":{"rendered":"8^ domenica dopo Pentecoste"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/DMMH_S_8dopoPentecoste.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"823\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Marinus-van-Reymerswaele-La-parabola-dellamministratore-ingiusto-1540-ca-1024x823.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6842\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Marinus-van-Reymerswaele-La-parabola-dellamministratore-ingiusto-1540-ca.jpg 1024w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Marinus-van-Reymerswaele-La-parabola-dellamministratore-ingiusto-1540-ca-300x241.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Marinus-van-Reymerswaele-La-parabola-dellamministratore-ingiusto-1540-ca-768x617.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Marinus van Reymerswaele &#8211; La parabola dell&#8217;amministratore ingiusto &#8211; 1540 ca<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/DMMH_S_8dopoPentecoste.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">(Rm 8,12-17; Lc 16,1-9)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Domenica 31 luglio 2022, <em>risalente al 14 luglio 2013<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amministratore, di cui ci\nha raccontato Ges\u00f9 nel Vangelo, si era dimenticato di essere solo un\n\u201camministratore\u201d. Brutto errore, il suo, errore grave e deleterio, perch\u00e9 fu la\ncausa della sua rimozione dall\u2019ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p>Quell\u2019amministratore si era\npensato \u201cpadrone\u201d, e aveva cominciato ad usare dei beni del suo signore come\nfossero beni propri. E li us\u00f2 male; li us\u00f2 per se stesso, per il proprio\ntornaconto, per il proprio interesse, seguendo la propria avidit\u00e0 e cupidigia.\nSenza ricordare e tenere conto che di quei beni, e di come egli li avesse\namministrati, avrebbe dovuto rendere conto al suo padrone, al suo signore. Egli\naveva pur sempre un padrone, un signore, sopra di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel cuore dell\u2019uomo alberga\nun\u2019inclinazione, una tendenza, molto brutta; una inclinazione e una tendenza\nche sono come una radice profonda, una radice che \u00e8 dura da togliere e da\nsradicare: la radice e la tendenza a possedere, a farsi padroni delle cose, ad\naccaparrare per s\u00e9 quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile accaparrare ed avere.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanti mali e quanti\ndisordini derivano da questa tendenza! Quanti dissapori, lotte e contese,\nquante inimicizie e rotture di rapporti hanno alla base questo cattivo e\nmalsano istinto! Il problema della fame nel mondo non ha forse origine da\nquesta avvelenata radice?<\/p>\n\n\n\n<p>La parabola che abbiamo\nascoltato ci ricorda che noi siamo solo \u201camministratori\u201d dei beni che Dio ci ha\nmesso nelle mani; il padrone di tutto e di tutti resta lui. \u201c<em>Del Signore \u00e8 la terra e quanto contiene,\nl\u2019universo e i suoi abitanti<\/em>\u201d, dice il salmo (Sal 24,1). Del Signore \u00e8\ntutto, perch\u00e9 tutto egli ha fatto e tutto egli ha creato; tutto gli appartiene;\ntutto \u00e8 suo. Ma noi lo vogliamo fare nostro!<\/p>\n\n\n\n<p>Mi viene in mente lo slogan\ndelle femministe di alcuni decenni fa: \u201cL\u2019utero \u00e8 mio, e me lo gestisco io\u201d;\nuno slogan che si riferiva a un particolare e preciso ambito della vita della\ndonna, ma che \u00e8 l\u2019emblema di una tendenza ben pi\u00f9 generale e diffusa, presente\nin ogni persona, a gestire le cose in piena assoluta autonomia e indipendenza,\nquasi che le cose non fossero originariamente di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pensiero \u2013 che \u00e8 poi la\nrealt\u00e0 \u2013 che siamo solo amministratori e non padroni, ci impone un serio esame\ndi coscienza. Come gestiamo il nostro tempo? Ne disponiamo come vogliamo,\nsecondo i nostri programmi e progetti? Senza interpellare Dio? Il nostro tempo\n\u00e8 di Dio. \u00c8 affidato a noi, s\u00ec, \u00e8 messo nelle nostre mani, s\u00ec, ma resta\nfondamentalmente suo. Lo viviamo, lo impieghiamo per quello per cui egli ce lo ha\ndato? Facciamo, nel tempo, le opere che lui vuole che facciamo?<\/p>\n\n\n\n<p>E il nostro corpo? \u00c8 servo\ndell\u2019anima? \u00c8 gestito in castit\u00e0, per relazioni amorose buone, positive, di\nrispetto e di dono, secondo la vocazione di ciascuno? Il Signore ci ha dato il\ncorpo perch\u00e9 fossimo gli uni agli altri presenza, aiuto, servizio, conforto,\ncomunione, e non dominio, sfruttamento, violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>E il dono della lingua, del\nparlare, come lo gestiamo? Senza pensarci pi\u00f9 di tanto? Da padroni? Senza\npensare che Dio, che ci ha dato la facolt\u00e0 di parlare, ci chiede che \u201c<em>non esca dalla nostra bocca nessuna parola\ncattiva, ma solo parole buone che possano servire all\u2019edificazione, giovando a\nquelli che ascoltano\u201d<\/em>, come dice san Paolo? (Ef 4,29). Senza pensare che \u201c<em>di ogni parola vana che avremo proferito\ndovremo rendere conto nel giorno del giudizio<\/em>\u201d, come dice Ges\u00f9 nel Vangelo\ndi Matteo? (Mt 12,36).<\/p>\n\n\n\n<p>Anche i nostri beni\nmateriali devono essere gestiti da noi come da amministratori e non come da\npadroni. \u201c<em>Chi ha due tuniche, ne dia una\na chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto<\/em>\u201d, andava\npredicando Giovanni Battista a chi andava da lui a farsi battezzare (Lc 3,11). La\ndottrina sociale della Chiesa ha sempre insegnato che la propriet\u00e0 privata \u00e8 un\ndiritto della persona, ma che la propriet\u00e0 privata deve avere una dimensione\nsociale, cio\u00e8 deve essere aperta, attenta, solidale e generosa verso i poveri,\ni bisognosi; verso coloro che versano in necessit\u00e0. Questa \u00e8 la volont\u00e0 di Dio:\nche i beni della terra provvedano e bastino a tutti gli uomini della terra, per\ncui la propriet\u00e0 privata non \u00e8 pi\u00f9 un bene assoluto quando ci fossero fratelli\ne sorelle in necessit\u00e0. La carit\u00e0, la solidariet\u00e0, la generosit\u00e0 sono i criteri\ncon cui Dio vuole che noi amministriamo i nostri beni economici, che sono, in\nfondo, dono suo, e non solo frutto delle nostre mani e del nostro lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orizzonte di chi \u00e8\namministratore \u00e8 l\u2019orizzonte di chi sa che deve rendere conto a qualcuno. Noi\nsiamo amministratori. Un giorno dovremo rispondere a Dio di come avremo gestito\nquanto egli ci ha dato e messo nelle mani. Sar\u00e0 gioia per noi se quel giorno\npotremo dire: \u201cSignore, ho fatto come volevi tu; non ho fatto mio quello che\nera tuo; non ho fatto da \u201cpadrone\u201ddi quanto mi ha dato, ma sono stato solo\n\u201camministratore\u201d, un amministratore fedele.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Rm 8,12-17; Lc 16,1-9) Domenica 31 luglio 2022, risalente al 14 luglio 2013 L\u2019amministratore, di cui ci ha raccontato Ges\u00f9 nel Vangelo, si era dimenticato di essere solo un \u201camministratore\u201d. 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