{"id":6904,"date":"2022-09-02T10:37:55","date_gmt":"2022-09-02T08:37:55","guid":{"rendered":"http:\/\/demamah.it\/?p=6904"},"modified":"2022-09-02T10:37:55","modified_gmt":"2022-09-02T08:37:55","slug":"23-domenica-del-tempo-ordinario-3","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=6904","title":{"rendered":"23^ domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DMMH_O_23TempoOrdinario.pdf\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"771\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Edvard-Munch-Separazione-1896-1024x771.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6902\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Edvard-Munch-Separazione-1896-1024x771.jpg 1024w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Edvard-Munch-Separazione-1896-300x226.jpg 300w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Edvard-Munch-Separazione-1896-768x578.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Edvard-Munch-Separazione-1896.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Edvard Munch &#8211; Separazione &#8211; 1896<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DMMH_O_23TempoOrdinario.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">(Sap 9,13-18;&nbsp; Fil 9b-10. 12-17;&nbsp;&nbsp; Lc 14, 25-33)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">sabato 3 settembre\n2022, <em>risalente al 7 settembre 2013<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cUna folla numerosa andava con Ges\u00f9\u201d<\/em>, ci\nha detto Luca. Pi\u00f9 volte i Vangeli parlano della tanta gente che accorreva a\nGes\u00f9, lo cercava, chiedeva a lui guarigione, grazie e favori. Matteo dice che <em>\u201cgrandi folle cominciarono a seguirlo dalla\nGalilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre i Giordano\u201d<\/em>\n(Mt 4,25). Marco dice che \u201c<em>dalla Giudea e\nda Gerusalemme e dall\u2019Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e\nSidone una gran folla si rec\u00f2 da lui, e quanti avevano qualche male gli si\ngettavano addosso per toccarlo, tanto che egli chiese che gli mettessero a\ndisposizione una barca, perch\u00e9 non lo schiacciassero\u201d<\/em> (Mc 3,8-10).<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti\ncercavano Ges\u00f9 per quello che diceva, per quello che faceva. In realt\u00e0 Ges\u00f9 era\nqualcosa di straordinario, qualcosa di mai visto, di mai immaginato: guariva\nlebbrosi, ridava la luce degli occhi a ciechi, rimetteva in piedi paralitici,\nrisuscitava morti. Ges\u00f9 andava suscitando una infinit\u00e0 di attese e di speranze,\ntanto che a un&nbsp; certo punto la gente\npens\u00f2 di farlo suo re (Gv 6,15), perch\u00e8 quel Ges\u00f9 avrebbe portato soluzione a\ntutti i mali e a tutti i problemi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cUna folla numerosa andava con Ges\u00f9\u201d<\/em>, ci\nha detto Luca, <em>\u201ced egli allora si volt\u00f2 e\ndisse loro: \u2018Se uno viene a me e non mi ama pi\u00f9 di quanto ama suo padre, la\nmadre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita,\nnon pu\u00f2 essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene\ndietro a me, non pu\u00f2 essere mio discepolo\u201d<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9\ns\u2019accorse, quel giorno, che&nbsp; molti\nandavano con lui solo sperando benessere, soluzione a difficolt\u00e0, e un futuro\nsenza dolori. Ma Ges\u00f9 non stava, quel giorno, facendo un viaggio di piacere,\nstava salendo a Gerusalemme, ove sarebbe stato preso, imprigionato, messo in\ncroce e ucciso. E si premur\u00f2 allora di rettificare l\u2019idea che la gente, che\ncamminava con lui, aveva di lui; si sforz\u00f2 di far capire che \u201ccamminare con\nlui\u201d, essere suo discepolo, richiedeva sforzo, impegno, fatica, croce.\nRichiedeva lo scegliere lui al di l\u00e0 e al di sopra di ogni altra cosa, di ogni\naltro bene, al di l\u00e0 anche degli affetti umani e di sangue pi\u00f9 stretti. Liberi\nda tutto, per lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Con questo\ndiscorso Ges\u00f9 poteva pensare che sarebbero rimasti pochi con lui, che i pi\u00f9 lo\navrebbero abbandonato; come veramente accadde. Sul Calvario, sotto la sua\ncroce, Ges\u00f9 ebbe presenti solo Maria sua madre, poche donne&nbsp; e l\u2019apostolo Giovanni. Molti oggi sono i\nbattezzati, ma quanti sono veramente discepoli di Ges\u00f9 che camminano sulla sua\nstrada, vicini e in stretta compagnia con lui?<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema della\nsequela di Cristo \u00e8 un tema serio, che ci spinge a riflettere e a chiederci in\nche misura noi siamo discepoli di Ges\u00f9; fino a dove siamo disposti a seguirlo;\nfino a che punto, di fatto, lo stiamo seguendo. Fino alla croce?<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSe uno non porta la propria&nbsp; croce e non viene dietro a me, non pu\u00f2 essere\nmio discepolo\u201d, <\/em>dice Ges\u00f9. La sequela di Ges\u00f9 non pu\u00f2 non essere \u201ccroce\u201d.\nCroce che porta alla salvezza, alla risurrezione, alla gioia, s\u00ec, ma \u201ccroce\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi siamo\nallergici alla croce, eppure la croce non pu\u00f2 non essere che un qualcosa di\n\u201cnormale\u201d nella vita e sulla strada del discepolo di Cristo, perch\u00e9 il\ndiscepolo di Cristo \u00e8 il discepolo di un Cristo crocifisso. Forse facilmente\nnoi dimentichiamo di \u201cchi\u201d siamo discepoli. Pensiamo a un Cristo tranquillo e\nindolore, mentre egli \u00e8 un crocifisso, un uomo-Dio umile, buono, paziente, che\nha accettato l\u2019ingiuria, l\u2019incomprensione, la calunnia; che si \u00e8 lasciato\ncolpire, sputare in faccia, inchiodare al legno. Noi siamo discepoli di un\nCristo cos\u00ec. Gli siamo \u201cvicini\u201d o \u201cdistanti\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p>Cristo \u00e8 un\nCristo che ha sempre amato, che ha solo amato, che non si \u00e8 fatto servire ma\nche ha servito, che ha dato la vita per il bene dell\u2019umanit\u00e0, che non ha\ncercato il proprio interesse ma solo il bene e la salvezza dei fratelli. Noi\nsiamo discepoli di un Cristo cos\u00ec. Gli assomigliamo o gli siamo ancora molto\ndifformi?<\/p>\n\n\n\n<p>Cristo \u00e8 un\nCristo che ha legato tutta la sua vita al Padre, che ha vissuto ogni istante\ndella sua esistenza sotto lo sguardo del Padre, facendo in ogni momento non la\npropria volont\u00e0, ma la volont\u00e0 del Padre; libero e vuoto di s\u00e8, ricolmo solo\ndel Padre. Noi siamo discepoli di un Cristo cos\u00ec. Siamo suoi veri discepoli\nsulla sua strada, o siamo su di una strada diversa?<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 un esame\ndi coscienza forte e severo quello a cui ci invita oggi il Vangelo. Luca vuole\nche non siamo cristiani all\u2019acqua di rose, tiepidi e mediocri; cristiani che si\nritengono tali, ma che fossero ancora tanto poco discepoli di Cristo, tanto lontani\nda lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi\ndesideriamo essere veri discepoli del Signore; desideriamo esserlo veramente.\nImprimiamo allora, con la grazia di Dio, e con un sussulto di buona volont\u00e0 e\ndi impegno, un ritmo pi\u00f9 forte, una velocit\u00e0 pi\u00f9 alta alla nostra vita\ncristiana, alla nostra sequela di Cristo. Saremo allora veramente suoi\ndiscepoli.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><em>don Giovanni\nUnterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia (Sap 9,13-18;&nbsp; Fil 9b-10. 12-17;&nbsp;&nbsp; Lc 14, 25-33) sabato 3 settembre 2022, risalente al 7 settembre 2013 \u201cUna folla numerosa andava con Ges\u00f9\u201d, ci ha detto Luca. 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