{"id":8964,"date":"2026-03-13T21:41:17","date_gmt":"2026-03-13T19:41:17","guid":{"rendered":"https:\/\/demamah.it\/?p=8964"},"modified":"2026-03-13T21:41:17","modified_gmt":"2026-03-13T19:41:17","slug":"4-domenica-di-quaresima-forma-straordinaria-9","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/demamah.it\/?p=8964","title":{"rendered":"4^ domenica di Quaresima &#8211; forma straordinaria"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Don-Luigi-Giussani.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"768\" height=\"520\" src=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Don-Luigi-Giussani.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8958\" srcset=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Don-Luigi-Giussani.jpg 768w, http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Don-Luigi-Giussani-300x203.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>don Luigi Giussani<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>clicca <a href=\"http:\/\/demamah.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/DMMH_S_4Quaresima.pdf\">QUI<\/a> per scaricare l&#8217;omelia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">( Gal 4,22-31;&nbsp;&nbsp; Gv 6,1-15)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Domenica 15 marzo 2026, <em>risalente al 26 marzo 2017<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 coraggiosa la Chiesa nell\u2019invitare i suoi figli alla gioia! Chi ha il coraggio oggi di dire a qualcuno: \u201cSta contento, gioisci, sta allegro\u201d, con tutto il peso di vita che ciascuno si porta dentro? Al massimo riusciamo forse a dire: \u201cCoraggio; porta pazienza; vedrai che le cose si risolveranno; ma dire \u201cRallegrati, sta contento, gioisci\u2026\u201d non ci \u00e8 facile, e forse non siamo capaci di dirlo. La Chiesa invece apre la Liturgia di questa domenica <em>\u2018Laetare\u2019<\/em> dicendo (l\u2019abbiamo sentito nell\u2019Introito): <em>\u201cRallegrati, Gerusalemme; esultate, gioite!\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La gioia -si dice- \u00e8 caratteristica del cristiano. Ma come fa il cristiano ad essere nella gioia, caricato com\u2019\u00e8, anch\u2019egli, di pesi, fatiche e sofferenze, al pari di ogni uomo? L\u2019epistola ci ha raccontato di Abramo che ebbe due figli: Ismaele, avuto per propria iniziativa dalla schiava Agar, e Isacco, figlio della promessa, da Sara. Dio port\u00f2 avanti la storia della salvezza non attraverso l\u2019opera personale e ingegnosa di Abramo, ma agendo per vie inimmaginate, attraverso un figlio donato. Dio -ci dice questo brano- agisce dentro la storia secondo disegni impensati, diversi dai nostri pensieri; agisce in modo che sembra non agire; e invece opera ed agisce. Anche il Vangelo ci ha mostrato l\u2019agire di Dio in modo impensato: Ges\u00f9 sfam\u00f2 una folla con soli cinque pani.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco la sfida: credere che Dio agisce nella storia a salvezza dell\u2019uomo. Questa fede, fede che nelle vicende umane, sia in quelle grandi del mondo, che in quelle pi\u00f9 modeste nostre personali, \u00e8 presente la mano e l\u2019opera di Dio che sta portando tutto a compimento, \u00e8 per noi il motivo di serenit\u00e0 e di quiete, di pace, e perfino di gioia. Ci d\u00e0 sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrive don Giussani: <em>\u201cCome Cristo ha accettato dal Padre che la forza redentrice che aveva dentro di s\u00e9 si scandisse lentamente e nascostamente in millenni di storia, mentre in un solo momento avrebbe potuto realizzarsi e cambiare il mondo; come Cristo ha accettato dal Padre di restare in Palestina, mentre la gente che meglio lo avrebbe accettato -come dice il Vangelo- era a Tiro e a Sidone, citt\u00e0 pagane; come Cristo ha accettato di essere crocifisso nel tempo fissato dal Padre, cos\u00ec noi non saremmo in linea con la storia di Cristo se ci scandalizzassimo perch\u00e9 non vediamo in che senso le nostre cose grevi e opache abbiano significato dentro un compimento, dentro il compimento che Dio va operando. Questa \u00e8 la fede: credere che in ci\u00f2 che viviamo si realizza il mistero del compimento. Le cose sono ancora grevi e opache, ma Dio in esse agisce. Cristo mor\u00ec senza vedere le cose cambiare, ma in quella morte Dio oper\u00f2; cos\u00ec ognuno di noi \u00e8 destinato a vivere la stessa traiettoria. Se il Padre ha trattato il Maestro cos\u00ec, tratter\u00e0 cos\u00ec anche i discepoli. Le cose sono grevi e opache, ma in esse \u00e8 presente la potenza di Dio, e il cristiano le vive con fiducia e letizia\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco il fondamento della gioia; fondamento forte e sicuro. Fondamento forte, incrollabile e&nbsp; sicuro di gioia non sono le cose che vanno bene, perch\u00e9 non sempre le cose vanno bene, non sempre vanno come vorremmo noi che andassero. Fondamento forte, incrollabile e sicuro di gioia \u00e8 la fede certa che in tutto ci\u00f2 che accade, in ogni avvenimento della vita, anche nelle situazioni difficili e dolorose, anche in quelle difettose e rovinate che noi non riusciamo a rimediare e a sanare, \u00e8 presente l\u2019azione di Dio che porta a salvezza e a compimento tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Domenica \u2018Laetare\u2019 \u00e8 la domenica di oggi; domenica della gioia. Ma, ancor pi\u00f9, \u00e8 domenica della fede; domenica in cui domandare un \u2018di pi\u00f9\u2019di fede, per avere la gioia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>don Giovanni Unterberger<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>clicca QUI per scaricare l&#8217;omelia ( Gal 4,22-31;&nbsp;&nbsp; Gv 6,1-15) Domenica 15 marzo 2026, risalente al 26 marzo 2017 E\u2019 coraggiosa la Chiesa nell\u2019invitare i suoi figli alla gioia! 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